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giovedì 26 giugno 2025

Oasis, dietro la reunion c’è mamma Peggy Gallagher: «Sì, sono stata io l’istigatrice. Ho detto loro: “Smettetela di litigare e andate avanti”»


Non è stato il destino, non il karma, né l’industria musicale: a rimettere insieme gli Oasis, la band simbolo del britpop anni ’90, ci è riuscita solo Peggy Gallagher, 82 anni, mamma di Noel e Liam. È lei l’artefice della tanto attesa riconciliazione tra i due fratelli che non si parlavano dal 2009. «Sì, sono stata io l’istigatrice. Ma in fondo, non sarebbe successo comunque, prima o poi?», ha raccontato la donna, che vive ancora nella stessa casa popolare di Manchester in cui ha cresciuto i suoi figli (e non ha intenzione di cambiarla) in un’intervista all’Irish Mail on Sunday. «È stata una loro scelta, ovviamente. Non si possono costringere le persone a fare qualcosa che non vogliono, ma io ho solo detto: “Avanti, smettetela e andate avanti”».

Da quasi sedici anni i Gallagher non condividevano più il palco. La rottura, avvenuta nel 2009, con il conseguente scioglimento degli Oasis, sembrava definitiva. Noel, il maggiore, dichiarò allora di «non poter lavorare con Liam un giorno di più». Dopo anni particolarmente turbolenti, nel corso dei quali i fratelli Gallagher non se le sono mai mandate a dire, nell'agosto 2024 è arrivato l’annuncio clamoroso: reunion ufficiale e tour mondiale previsto, appunto, per il 2025, l'anno del trentesimo anniversario del secondo iconico album degli Oasis. Ora i due fratelli di Manchester stanno scaldando i motori per una serie di concerti che li vedrà tornare insieme dal vivo il 4 luglio, partendo da Cardiff per poi toccare Manchester, Londra, Dublino ed Edimburgo, prima del volo transatlantico per il Nord America.

Il merito? In gran parte, dice Peggy Gallagher, va alla determinazione materna: «Nessuno vuole vedere i propri figli litigare per sempre», ha detto. «Mi fa piacere che abbiano fatto pace… anche se sarò contenta quando tutto sarà finito, perché questa cosa mi stressa troppo!». I maligni, invece, parlano di una decisione dettata esclusivamente da motivi economici, soprattutto perché le carriere da solista di entrambi non hanno avuto il riscontro desiderato.

La mamma di Liam e Noel Gallagher ha appena subito un intervento di protesi al ginocchio, ma sogna comunque di essere presente almeno a una delle date del tour. «Spero di riuscire ad andare al concerto a Dublino, ad agosto», ha raccontato. «Se riesco a camminare un po’, quello è il mio piano… sarà bellissimo. In Irlanda c’è una grande eccitazione per questa reunion. E poi potrei anche vedere mia sorella Kathleen».

Intanto si prepara anche a una serata tutta familiare a Manchester, la città natale degli Oasis, dove sono in programma cinque concerti consecutivi. «Sto ancora soffrendo un po’. Mi dicono che ci vogliono fino a nove mesi per tornare a posto dopo un’operazione del genere. Salire e scendere le scale è un incubo, ma bisogna farcela. Bisogna andare avanti».

Peggy non ha mai approfittato del successo dei figli, che nel frattempo sono diventati multimilionari. Vive ancora tra i vicini di sempre, e non ha mai chiesto nulla. O quasi. «Mi hanno solo sostituito il cancello del giardino».

Mentre la mamma celebra la pace ritrovata, anche Liam ha confessato pubblicamente il suo più grande rimpianto. A un fan che su X gli ha chiesto: «Come ti senti a cantare di nuovo con tuo fratello, come ai vecchi tempi?», Liam ha risposto: «Sai, è qualcosa di spirituale. Ma non riesco a smettere di pensare a tutti quegli anni sprecati. Che spreco di tempo prezioso». 

 Source: Vanity Fair 

 

 

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sabato 31 agosto 2024

Riunione di famiglia in Costa Azzurra tra Liam e Noel Gallagher e la madre

Mentre oltre 40 milioni di fan sono in coda dalle 8.15 di questa mattina per accaparrarsi i biglietti del tour 2025 degli Oasis, con numerosi problemi tecnici e siti che sono andati in crash perché non hanno retto l'impatto del traffico di orde di fan che hanno preso d'assalto le varie piattaforme ufficiali, i fratelli Noel e Liam Gallagher si starebbero per ricongiungere nel sud della Francia. 

Liam si troverebbe già da ieri in Costa Azzurra con la fidanzata Debbie Gwyther, la madre Peggy e il cane Buttons, mentre Noel è stato avvistato nel suo studio di registrazione a North London e, secondo quanto riporta il Daily Mail, sarebbe in procinto di raggiungere i parenti, per la gioia della madre. "Peggy è al settimo cielo", avrebbe raccontato una fonte anonima al tabloid The Sun. "Finalmente i suoi ragazzi hanno fatto la pace dopo dieci anni senza parlarsi. Lei è rimasta vicina a entrambi, senza prendere le parti nel litigio. La prospettiva di vederli insieme in vacanza è un sogno che diventa realtà".

Il tour degli Oasis inizierà il 4 luglio 2025 a Cardiff. Sono stati sinora annunciati 17 concerti, che dovrebbero fruttare ai fratelli coltelli del rock britannico circa 50 millioni di sterline.

Source: Daily Mail

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venerdì 24 maggio 2019

La figlia di Noel Gallagher: "Da piccola non capivo la povertà. Preferisco Noel solista agli Oasis, che non torneranno insieme. Gli Oasis wannabe? Buffi"

Anaïs Gallagher non è certo una ragazza sfortunata. È, infatti, figlia di Noel, ex colonna degli Oasis, e non si può certo dire che abbia avuto un'infanzia e un'adolescenza di ristrettezze. Intervistata da Happy Hour Podcast, la 19enne ha ammesso che da piccola non capiva cosa significasse essere poveri e che pensava che un tour sul set di Harry Potter fosse una possibilità concessa a qualsiasi ragazzino. 

Anaïs ha confessato di aver spremuto per benino la fortuna del padre, rocker multimilionario (patrimonio stimato: 45 milioni di sterline) che ha avuto la figlia da Meg Mathews nel gennaio 2000.

"Non devo lavorare sodo. È questo che mi distingue dagli altri figli di gente famosa. Sono pienamente consapevole di quanto io sia fortunata e di poter varcare la soglia di molti luoghi perché sono figlia di mio padre".

"Non me ne starò seduta qui a fingere di lavorare sodo. Uso questa cosa al meglio che posso. Se posso fare foto alle band perché mio padre è uno molto importante, perché non dovrei farlo?".

Vivere una villa, ha aggiunto la ragazza, è una cosa che le sembrava normale. "Era davvero facile da bambina non capire la povertà e che la gente deve lottare. Davo per scontato che tutti avessero una bella casa e che potessero permettersi quello che volevano".

"Parlo di quando avevo sei o sette anni. Il fatto che questa non fosse la vita normale mi confondeva. Per esempio ero una grande fan di Harry Potter da bambina. Mi lasciava confusa il fatto che un bambino non potesse andare sul set di Harry Potter perché ne era un grande fan".

Anaïs ha anche elogiato sua nonna Peggy Sweeney, madre di Liam e Noel, e l'ha ringraziata per averle fatto fare i conti con la realtà. 

"Per mia fortuna i miei genitori provengono dalla classe operaia, quindi mi hanno ficcato bene in testa che questa non è la normalità", dice la 19enne. "Mia nonna vive ancora nella casa di Manchester in cui mio padre è cresciuto. Io andavo a casa sua, in una quartiere popolare. Quindi mi hanno ficcato in testa da quando ero piccola: 'sei molto fortunata' ...".

"La mia famiglia mi diceva: 'Sei speciale, ma non sei migliore di nessun altro. Puoi ottenere delle cose che altre persone non possono ottenere, ma questo non ti rende migliore di loro' ...".

Rispondendo ad apposite domande, Anaïs ha anche rivelato cosa preferisce tra Oasis e Gallagher solisti e cosa pensa degli uomini di mezza età che si atteggiano come i fratelli Gallagher.

"Se preferisco gli Oasis o mio padre da solista? Sono cose diverse. Gli Oasis mi danno gioia e mi fanno sempre pensare a quei tempi bellissimi e la musica è fenomenale, ma al momento preferisco la roba da solista di mio padre, perché è davvero figa e mi piace la roba che sta facendo ora, è molto interessante. Inoltre ora le sento sempre. E ora vedo cosa mio padre mette nelle canzoni e mi piace che fare quello che sta facendo lo renda così felice. Ora è preso dal funky anni '80 e questo è proprio figo!".

"Con la mia migliore amica facciamo un gioco: scova il fan dei Gallagher. Hanno tutti lo stesso aspetto, si vestono tutti allo stesso modo, hanno tutti lo stesso dannato taglio di capelli. Io lo trovo buffo, quasi una caricatura, dato che mio padre non ha neanche quell'aspetto, il che è buffo".

Domanda finale: pensi che gli Oasis torneranno insieme?

"No. So che è quello che nessuno vorrebbe sentirsi dire e vorrei poter essere più misteriosa e farti: 'No, non posso dirtelo', ma personalmente non penso che torneranno insieme".

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mercoledì 17 gennaio 2018

Liam Gallagher racconta la sua infanzia e dialoga col giovane Liam: "Gli Oasis partono da me. La musica non mi ha mai deluso"

Abbiamo chiesto a Liam Gallagher cosa penserebbe il giovane Liam del Liam di oggi.


Ero il piccolo della famiglia. Noel è cinque anni più grande di me, Paul sette, ma mia madre ci trattava tutti allo stesso modo. Burnage era un bellissimo posto in cui crescere. Non è triste come fa vedere gente. Sorge tra Didsbury, che è una bella zona, e Heaton Moor, che è snobissima. A Manchester tutti aspirano ad arrivare lì.

Se ero sempre in giro a giocare a pallone, pieno di energia, mai depresso, non un solitario, radunavo le truppe e si andava a fare qualche marachella. Inseguivo sempre le ragazze, ma una volta che le prendevo facevo: "Preferisco uscire con i ragazzi".

Avevo circa sette anni quando mia madre lasciò mio padre. Era sempre in giro, faceva a botte, picchiava mia madre, picchiava Noel e Paul. A me non ha mai toccato, però. Poi una notte, una volta che lui era uscito, mia madre contattò i suoi fratelli, mise tutta la nostra roba in un furgone, gli lasciò un materasso e ce ne andammo nella nostra nuova casa.

Fu immediatamente meglio per tutti noi, anche se a me mancavano i miei amici: ci eravamo trasferiti semplicemente lungo quella strada, ma non potevo tornare in quella zona perché lui era sempre in giro. Se marinavo la scuola lo vedevo. Me ne stavo lì, a fumarmi una sigaretta con i miei amici, lui ci vedeva, iniziava ad inseguirci gridando: "Dove vi siete cacciati, bastardi?", perché non sapeva dove ci fossimo trasferiti. Lo seminavo sempre.

Mia madre faceva l'addetta alla mensa nella nostra scuola. Io entravo, firmavo il registro, poi saltavo giù dalla staccionata e andavo a casa del mio amico. Poi tornavo a scuola, firmavo di nuovo l'ingresso, giusto in tempo per pranzare con mia madre. Lei chiedeva: "Come sono andate le due ore di matematica?". "Sì, tutto bene, ho faticato un po' ". Alla fine il preside lo scopriva e parlava con lei e lei mi dava un colpo di spazzola dietro la testa.

Ho abbandonato la scuola senza diplomi e la scuola mi ha procurato un lavoro in un vivaio, a verniciare staccionate, un Programma di Formazione Giovanile. Prendevo 50 sterline a settimana. Finivo alle 3 del pomeriggio, a mezzogiorno il venerdì, quindi passavo vicino alla scuola, sventolando 50 sterline ai miei amici.

Ho scoperto che sapevo cantare accompagnando con il canto la Top 40 alla radio. Quando ho visto gli Stone Roses dal vivo ho pensato: "Sarei in grado di farlo. Ho il look, ho i vestiti, il taglio di capelli è intatto, tutto ciò che devo fare è starmene in piedi di fronte al microfono e aprire la bocca: facile". Tre amici che conoscevo perché ci giocavo a calcio avevano una band di nome The Rain. Pensavo: "Se riesco ad arrivare lì con loro e cantare, so per certo che posso coinvolgere il nostro ragazzo (Noel, ndr)".

Noel viaggiava per il mondo come roadie e scriveva musica con vari stramboni della città. Ma io sapevo che una volta che lui fosse tornato dal tour gli avrei potuto dire: "Hai presente quelle canzoni che hai? Be', facciamole salire a bordo di questo vascello". Sapevo che sarebbe venuto con me. Quindi fondamentalmente gli Oasis partono da me. Ero ossessionato dall'idea di far parte di una aband, ossessionato dal cantare. E mi sento ancora così. Finché potrò salire lì e tirare fuori tutto, sarò piuttosto felice. Non ho idee grandiose di essere il miglior compositore del mondo, non lo sarò mai.

Il Liam 16enne immaginava di far parte di una band esattamente come è per me ora. La musica non mi ha mai deluso. È tutto quello che immaginavo di essere. Anche quando tra me e Noel le cose si sono messe particolarmente male dopo la fine degli Oasis era pur sempre meglio che scavare buche.

Il giovane Liam non sarebbe rimasto sconvolto da come è andato tutto. Io penso in grande, amico, sempre. Il giovane Liam probabilmente avrebbe fatto: "Sì, amico, forse sarebbe dovuto essere un po' più grandioso".

Source: Telegraph

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domenica 17 settembre 2017

Liam Gallagher: "Rimpianti? Musicali nessuno. I dischi di Noel? Per sentirli serve troppo caffè"

La vera linguaccia del rock è la sua. Liam Gallagher ha presentato ieri a Milano il suo album As You Were, primo come solista dopo Oasis e Beady Eye. «Non cambia nulla. Ho ancora una band e faccio lo stesso tipo di musica di prima». La voglia di band non è però voglia di Oasis, l’icona del britpop messa in piedi col fratello Noel. «Non ci servono soldi. E non ho rimpianti musicali. Al limite ne ho qualcuno per la troppa cocaina e il troppo bere... È stato Noel a rompere il gruppo per il suo ego smisurato e ora vuole incolpare me. Anche mamma ha smesso di provare a rimetterci assieme. È una tosta. Ha 73 anni come Keith Richards che in confronto è una signorina. Lui non ha mai lavorato; lei da sola ci ha tirati su in tre». L’album del fratello? «Ci vogliono troppi caffè. Non ascoltatelo mentre guidate». 

Andrea Laffranchi
Corriere della Sera, 15 settembre 2017

(qui accanto l'estratto dall'edizione cartacea)




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lunedì 11 settembre 2017

Superintervista a Liam Gallagher: "Noel? Nervosetto, trema per il mio disco. Io sono vero, lui è diventato un coglione aziendale"

traduz. italiana: oasisnotizie - Source: Huck Magazine

Liam Gallagher si sveglia alle cinque ogni mattina e corre per Hampstead Heath, Londra, proprio quando albeggia e in giro non c'è anima viva. Altrimenti sembra che in testa gli scoppi una bomba.

"Ogni cosa va in pappa", dice. "Sono come una casalinga nevrotica".

Oggi, per fortuna, non è uno di quei giorni. Anche se ha trascorso la scorsa settimana ad esibirsi per i festival europei, con la sensazione di essere stato sparato fuori da un cannone, la routine del cantante è stata reimpostata con successo.

"Mi sento rampante, cazzo!", dice con una risatina maliziosa, seduto nel giardino di una birreria di Highgate, vicino dove abita. Giacca nera, pantaloni marroni e mocassini, il 44enne proietta un'aura di impenetrabile fiducia in se stesso. È amichevole e di buon umore - niente è ritenuto fuori dai limiti - ma ha una convinzione d'acciaio.

È difficile dire se sia incorporata nel suo carattere o se sia un modo di motivare se stesso in vista di un importante punto di svolta della propria carriera. Ottobre vedrà Liam pubblicare il suo album di debutto come solista, As You Were, 26 anni dopo aver fondato gli Oasis e quattro anni dopo aver sciolto i Beady Eye (formati nel 2009 con il resto degli Oasis tranne il fratello Noel, il giorno dopo lo scioglimento della band).

L'ultimo periodo è stato funestato da subbugli personali. C'è stato un divorzio, una battaglia legale per il mantenimento di una figlia: una sfocatura di avvocati e noia claustrofobica. Nel frattempo Liam e Noel hanno mantenuto la loro ostilità, non parlando più l'uno con l'altro. Ma ora è tempo di una nuova sfida.

Come frontman degli Oasis Liam credeva che la vera grandezza richiedesse più di canzoni-inno. L'edonismo, le polemiche, la mentalità spensierata hanno aiutato ad elevare la musica. E Liam ha personificato questo meglio di chiunque altro.

E l'ha fatto anche con un tempismo perfetto. Dopo anni di acid house e grunge le chart della metà degli anni '90 avevano bisogno di un tipo diverso di spavalderia. Gli Oasis colsero quell'opportunità e divennero senza dubbio la più importante band del mondo.

Il panorama, però, da allora è cambiato molto. Può darsi che Liam sia la più grande icona rock vivente ("lo hanno detto gli altri e io credo che non abbiano torto, cazzo"), ma può anche darsi che sia l'ultima.

La musica si muove per cicli e ad un certo punto le nuove rock star sono divenute i DJ. "Davvero?", dice Liam con stupore e derisione, con le sue folte sopracciglia che si avvicinano. "Non nel mio mondo, non lo sono. Cosa, Calvin Fottuto Harris? La cazzo di persona più noiosa? Fanculo, amico ... Te lo dico io cosa sono diventati: i nuovi commercialisti!".

La nuova musica sembra insipida, dice, perché è inondata da carrieristi smidollati. Nessuno si fa cacciare dai club, nessuno parla a vanvera. E questo significa che non c'è competizione.

"Penso che la gente stia iniziando a rendersi conto di cosa le manchi", dice, con un sorrisetto sfacciato. "Qualcuno che è dedito alla cosa al 100%, qualcuno che non racconta stronzate alla gente o non sopporta le stronzate".

Questo finisce per essere il perfetto innesco per tutto quello che segue. Acceso a sufficienza, Liam si lancia tuonando nella conversazione, con gli occhi blu che perforano ogni domanda con uno sguardo che dice: "Prendiamola. Cosa viene dopo?".

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Senti di averci messo la faccia pubblicando un disco a tuo nome?

Ascolta, ci sarà gente a cui non piacerò, punto. "È un coglione. Fanculo". So tollerarlo perché dò tante cose buone quante ne ricevo.
Ci saranno dei critici che lo apprezzeranno e persone che metteranno il cazzo di coltello nella piaga. Non importa. Finché piacerà ai fan faremo un altro disco. Se a loro non piacerà sarà inutile che io lo faccia.
Con gli album dei Beady Eye la gente semplicemente non prestava ascolto o forse le cose non si sono 'connesse' per una qualche ragione. Forse era troppo vicino allo scioglimento degli Oasis o la formazione era troppo simile. Forse semplicemente non era abbastanza buono, cazzo. Ma penso che a questo la gente risponderà in modo diverso.
Se la domanda significa "Sei nervoso?", per un cazzo! Sono fiducioso. Fanculo chiunque altro. Questo è un buon disco.

C'è stato un momento della tua carriera in cui hai pensato "È finita?". 

Sì. Quando si sono sciolti i Beady Eye avrei potuto chiudere con la musica. Era tipo: "Fanculo. Ci sono molte merdate nella mia testa. Non ho una band". Non me ne fregava nulla di trovarne un'altra. Non l'avevo mai fatto. Mi ero unito ai Rain, che erano miei amici, 20 anni e qualcosa fa. Loro poi diventarono gli Oasis. Poi i Beady Eye erano una specie di Oasis, quindi il pensiero di andare a cercare dei compagni di band mi terrorizzava. "Voglio davvero essere Liam Gallagher? Mi può fregare di tutte le stronzate che ne conseguono? Forse è ora di andarsene via e non fare niente". Poi mi sono annoiato. 

A che punto della noia hai pensato: "Bene, non posso più fare questo"? 

Ogni giorno era proprio un incubo totale. Non avevo niente da fare. Essendo io uno che si alza presto al mattino, la mia giornata era fatta e finita alle nove del mattino. Non puoi suonare più di tanto la chitarra, non puoi guardare più di tanto la TV. 
Mia moglie era fuori a lavorare, i miei figli erano a scuola. Finisci semplicemente per andare al pub. La noia ti uccide, amico.

Avevi paura di diventare irrilevante?

Non sarò mai irrilevante. Ci potrebbe essere un momento in cui non venderò dischi o la gente ne avrà avuto abbastanza della mia merda, il che va bene. Non c'è nulla di peggio che vedere qualcuno che prova ad infilare la propria musica giù per la gola delle persone. Di sicuro non mi beccherete da Lorraine Kelly mentre provo a vendere un disco. (Batte le mani, ndr) È tutto scritto nelle cazzo di stelle, amico. So per certo che c'è un posto per Liam Gallagher in questo cazzo di mondo. Senza un cazzo di dubbio. Non sto facendo lo stronzo presuntuoso. Semplicemente non c'è nessun altro che faccia quello che faccio io. 

Quali errori sono stati la chiave per il tuo cambiamento?

Errori? Penso di non averne fatto nessuno.

Non hai rimpianti?

No. Ogni cosa succede per un cazzo di motivo, amico. Ogni cosa. Mi pento di aver fatto male ad un po' di persone lungo il cammino, ma è la vita. Succede ai macellai, succede alle foreste, succede ai cioccolatai e succede alle rock 'n' roll star. Ma non mi pento di nessuna decisione che abbia preso. 

Anche quando eri alle prese con tutte le merdate degli ultimi anni ci saranno stati dei momenti in cui hai pensato: "Qui la situazione difficile me la sono cercata da solo". 

Sì. Oh, non darò mai la colpa a nessun altro. Ma nessun rimpianto, davvero. Ho fatto pace con tutte le persone che contano. Voltiamo pagina. Non puoi scusarti per il resto della tua vita. E io non lo farò. Lo dirò una volta e o lo accetti o no. 

Trovi difficile chiedere scusa?

No, è facile. Lo metterò anche in una canzone (ride, ndr).

Bold è una canzone come si deve. Cosa ti passava per la testa quando l'hai scritta?

(Ragiona sul testo, ndr). "Gonna take you off my list of to-dos…", "ti toglierò dalla lista delle cose da fare". Stai depennando tutte le teste di cazzo, capisci? Quando era in corso quella cosa del divorzio molti amici o persone che erano con me quando avevo una band ... È quella vecchia cosa del non ci sono quando hai bisogno di loro. 
Quando tutto va bene, quando ci sono bevande da bere ti mettono il braccio attorno al collo. Ma se la svignano quando sei nella merda fino al collo. Non che io avessi bisogno di loro, comunque. 
(continua a declamare il testo, ndr). "Yes, I’ve been bold; I didn’t do what I was told", "sì, sono stato audace; non ho fatto quello che mi era stato detto". Questo parla da sé. Con me sai cosa avrai. 

Hai la sensazione che un artista abbia bisogno che nella sua vita ci sia qualche conflitto per dire qualcosa per cui valga la pena? 

Sento che le migliori canzoni vengono da gente che ha vissuto veramente, senza dubbio. Se ogni cosa è sempre rosea sarai proprio il cazzo di James Blunt o cos'altro. C'è bisogno che succeda un po' di merda, capisci cosa intendo?
Ma non penso mai: "Scriverò una canzone sul mio divorzio". Se scrivessi una canzone su Noel verrebbe fuori una merda.
Qualunque cosa accada (dentro di te) deve uscire fuori ad un certo punto, ma non puoi forzarla e io sono cauto riguardo a cosa metto fuori. Torno su una canzone molte, molte volte per assicurarmi di non dare via molte cose. 

Su cosa la gente si sbaglia sempre quando parla di te?

(Risponde rapidamente, ndr). Sul fatto che io sia una primadonna. Cazzo, ne sono proprio lontano. Lontano da una primadonna.

Be', all'apice degli Oasis avete soggiornato in un hotel della mia città natale, Bray, appena fuori Dublino, perché apparentemente la vostra reputazione di distruttori dei luoghi significava che non vi avrebbe accettato nessun luogo della capitale. Come sei arrivato a quel punto?

Oddio, non me lo ricordo. Ci sono state un po' di stanze sfasciate, sì, ma non penso che l'avrei fatto a Dublino. Ho troppo rispetto per gli irlandesi. Fanculo quella roba. Mia madre sarebbe andata fuori dai gangheri, cazzo. (Fa l'accento irlandese, ndr).  The fuckin’ state of ye.
Non mi piace quello, amico. Può darsi che abbia soggiornato in diversi hotel perché io e il nostro ragazzo (Noel, ndr) litigavamo, ma di sicuro non fu a causa di ... nah..

Una volta un amico del mio capo andò da te in un pub e ti chiese: "Sei Liam Gallagher?". E tu rispondesti: "No, mi vesto come lui in modo da poter dire agli stronzi come te di andare a fare in culo".

Liam Gallagher al DCODE Festival di Madrid, 9 settembre
(Ride, ndr). Non ricordo neanche quello. Sembra una cosa da me, no? Se l'ho detto forse sono un cazzo di G. Forse è vero quello che dicono, amico. (Ride, ndr). Ma no, no. È bella però. La userò.

Nel documentario Oasis: Supersonic tua madre dice che nascendo togliesti Noel dal centro dell'attenzione.

Sì, succede sempre così. Se sei il figlio mediano pensi di avere la strada spianata. Poi ta-dah! Spunta fuori il nuovo figlio e tutto attorno a te diventa un po' scuro, no? Fai ... (fa il gesto delle due dita, compiaciuto, ndr). 


E il tuo fratello maggiore, Paul? Com'è il rapporto tra voi due?

Non credo che lui parli molto con Noel, perché non gli ha acceso fuochi né gli ha mandato cioccolate quando pubblicato il suo secondo album. E Noel vuole un rullo di tamburi in marcia. Quindi penso che abbia litigato con lui, ma io e Paul andiamo d'accordo. Siamo nella realtà. Io ero in una band con Noel. Quella non era la realtà, quindi quale che sia il rapporto che ho avuto con Noel, è stato dentro una bolla. 

Ho sentito che entrambi telefonate sempre a vostra madre e chiedete l'uno dell'altro ...

Le telefono ogni singolo giorno. Due, tre volte al giorno. E ogni tanto le faccio: "Hai sentito il piccoletto?". Lei dice di sì e io faccio: "Cammina ancora?". E lei: "Smettila". (Ride, ndr) Penso che l'altro giorno lui abbia telefonato per chiedere quando uscirà il mio album. È un po' ficcanaso su quello che sto facendo. Sulla stampa darà l'impressione di non sapere neanche che esisto. Ma sotto sotto gli verrà la tremarella, amico. È nervoso. 

Ma non è una rottura di coglioni per tua madre fare da mediatrice? Non dice: "Parlatevi e basta"? 

Sì, certamente. Non è felice di tutto questo. Penso che a questo punto lei se ne lavi le mani e basta. Io ho figli e quando non vanno d'accordo è sconvolgente, quindi sono sicuro che sia dura, ma cosa ci puoi fare? A lui io non piaccio, a me non piace lui. Non mi piacciono i suoi amici, a lui non piacciono i miei amici. A me non piace cosa è diventato, a lui non piace cosa io non sono diventato. Al momento nel nostro mondo la cosa non si realizza. 
Gli Oasis non torneranno insieme. Lui ha fatto una svolta a sinistra e io sto ancora percorrendo il cammino che eravamo destinati a percorrere. Per quanto mi riguarda si è trasformato in un coglione aziendale. Non so se potrei stare in una band con lui e sono sicuro che neanche lui vorrebbe essere in una band con me.
Sa che ci sarebbe un'ombra su di lui. Sa che si vedrebbe lontano un miglio, cazzo, perché io sono uno che manterrebbe assoluto contatto con la realtà al cento per cento. Lui sembrerebbe proprio un cazzo di ragazzo conservatore accanto a me. 
Rimettere insieme gli Oasis ora lo si farebbe solo per soldi, non sarebbe per amore. E per quanto mi riguarda significava più che ottenere un assegno. Non ho bisogno di soldi e sono sicuro che neanche lui ne abbia bisogno, quindi resta in sospeso fino a quando tutti e due non raggiungeremo un accordo secondo cui all'uno piace l'altro. Al momento non andiamo d'accordo, cazzo. 

E se tra 20 anni tu ti guardassi indietro e pensassi: "Se solo uno di noi due avesse sollevato la cornetta ...". 

Non lo so, ma non importa. Non è che facciamo parte di una piccola band. Tra 20 anni, se torneremo insieme o se uno di noi non ci sarà, avremo ancora quello che avevamo. Non è che non ci sia nessun'altra cosa da fare. Abbiamo trasformato le teste di una generazione. Abbiamo fatto dei concerti fantastici, dei dischi fantastici. Sarebbe bello fare tutto di nuovo perché la gente lo vuole - una nuova generazione - ma di sicuro non me ne starei seduto a fare: "Porca troia, se solo ...".
Non abbiamo sfondato in America e sarebbe stato bello, credo, conciarli per le feste. Ma non importa. A me importava solo essere importanti in Inghilterra. La ragione principale per far tornare insieme gli Oasis è per me e Noel ricostruire il nostro rapporto sul serio ed essere veramente onesti su questo. 
Sono sicuro che molta gente vuole vederci riuniti per quello: mettere da parte le nostre merdate e diventare di nuovo amici ... tanto quanto vogliono saltellare e gridare l'uno all'altro stupidi testi. Ma la vita non funziona così a volte, no?

Hai detto che ti fa incazzare il fatto che alcuni fan degli Oasis pensino che la band non esista più per colpa tua. Perché?

Mi fa incazzare perché io sono stato, e sono ancora, completamente un Oasis. Il modo in cui la band è finita fu programmato. Non credete per un solo istante che sia successo in quel modo (dopo il litigio di Parigi, ndr). 
La Ignition (il management della band, ndr) e Noel Gallagher hanno pensato: "Come cazzo usciamo da questa situazione in modo da poterti fare intraprendere la carriera da solista senza causare clamore? Daremo la colpa a quella testa di cazzo lì, che beve troppo".

Quindi senti di essere caduto in quella trappola?

Senza un cazzo di dubbio, amico. Sapevano quello che facevano. Il nostro ragazzo (Noel, ndr) faceva degli incontrini con Paul Weller. "Come sei uscito dai Jam?". E con Johnny Marr. "Come sei uscito da una delle band più importanti del paese (gli Smiths, ndr)?". Era tutto predisposto e quella testa di cazzo lì ci è cascata, il che va bene. Ma non c'è un limite temporale perché venga fuori la verità. Comunque adesso la gente se ne sta rendendo conto. Di sicuro non li ho rovinati io gli Oasis. Io gli Oasis li amo, cazzo. Perché avrei voluto scioglierli? Questa cosa mi urta proprio, cazzo. Ma i veri fan degli Oasis non hanno preso le parti di nessuno. Fanno: "Porca troia, quei due!" (alza gli occhi, ndr).

Ho sempre combattuto un po' con il mio caratteraccio. Invecchiando ho imparato a dominarlo, ma so ancora essere piuttosto impaziente.

Buono! Buon per te, amico.

No, ma non lo voglio.

Oh, giusto. Lo amo. Amo avere le mie bellissime sensazioni piene quando faccio il coglione sdolcinato e amo quella cazzo di irascibilità che ti compare in tre secondi. Conta come lo riporti alla normalità, però, come lo bilanci.
Lo amo, cazzo. Se qualcuno mi guarda storto ... (lancia un'occhiataccia intimidatoria, ndr) di sicuro so come dominarlo, ma devi anche essere arrabbiato, amico. Ti fa bene ... Don't look back in anger il cazzo!

Se un amico di tuo figlio ti chiedesse un consiglio, qual è la cosa che sicuramente gli sconsiglieresti di fare?

Voglio dire: nella vita devi percorrere la tua strada, no? Non ho scusanti, amico. Non posso dare consigli perché ho fatto di tutto; forse è stato sbagliato e forse è stato giusto. 
Il mio consiglio è: "Non chiedere consigli". Semplicemente vivi la vita e vedi cosa succede. Si tratta di questo con il rock 'n' roll, capisci? Non si tratta di come ti cacci nei guai, ma di come te ne tiri fuori.  

traduz. italiana: oasisnotizie
Articolo pubblicato in Huck 61 – The No Regrets Issue, pubblicato l'11 agosto 2017. 
Source: Huck Magazine


Liam Gallagher agli Air Studios di Londra nel luglio scorso

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sabato 7 novembre 2015

Noel Gallagher racconta la sua infanzia: "Mia madre? Maestra di bestemmie. Mio padre? Inventò la rabbia al volante. Avessi avuto il cellulare non sarei diventato ciò che sono"

Nella lunga intervista concessa per il numero di dicembre della rivista Esquire UK, di cui vi abbiamo già parlato in precedenti articoli, Noel Gallagher è tornato anche sulla sua difficile infanzia trascorsa a Manchester, caratterizzata dalla violenza, dal degrado sociale e dall'assenza di una forte figura maschile. Ecco il suo ricco racconto.
Sono nato a Longsight, una zona di Manchester particolarmente malfamata. Negli anni Settanta demolirono la nostra strada per costruire questa cosa moderna chiamata superstore Asda e ci trasferirono in questo posto di nome Burnage, che all'epoca era un sobborgo piuttosto verdeggiante. Ma quando dagli anni Settanta si passò agli anni Ottanta divenne un po' più desolato. C'era un luogo che si chiamava Renold Chains. Produceva catene per le ancore delle navi, fottute cose grandi. Quando chiuse, fu proprio la fine. Nessuno aveva un lavoro. Ora lì non c'è un cazzo. La maggior parte dei negozi sono chiusi con assi di legno.

Mia madre viene da una famiglia di 11 figli. Direi che è la settima degli undici che si trasferirono tutti da Manchester all'Irlanda, e si sono riuniti in un'area di cinque miglia quadre. E nessuno di loro si è trasferito altrove. A qualcuno hanno sparato in faccia fuori dalla casa di mia madre circa quattro mesi fa. Lei non fa una piega di fronte alla violenza. Ama quel posto.

Duro lavoro e modo di esprimersi fottutamente sboccato, ecco cosa ho ereditato da mia madre. Ha insegnato agli anni Novanta come bestemmiare. E qual è la parola, stoicismo? Sì, lei era irriducibile. A lei non fregava un cazzo.

Ricordo che una volta, quando ero bambino, il sacerdote del posto venne a casa nostra perché lei non ci portava a messa da secoli. Lei lo trattò in malo modo in casa. Parole del tipo: "Che ha mai fatto la chiesa per me? Io conduco la mia vita. Questi ragazzi possono andare in chiesa se vogliono". Andare nella fottuta chiesa? Cazzo, stai scherzando, amico.

Da mio padre ho ereditato l'amore per il Man City, grazie al fottuto Dio, anche se gliel'ho rimproverato fino a circa otto anni fa. E lui faceva il DJ nei social club irlandesi del posto, quindi aveva una grande collezione di vinili. A dire il vero, ciò che ho preso da lui è la mia fottuta devozione totale per i Best Of… Perché era questo tutto ciò che lui aveva: Il Meglio dei Drifters, Il Meglio di Questo, Il Meglio di Quell'altro.

Il mio paparino ha inventato la rabbia al volante. Quando uscì la nuova Ford Sierra era una cosa grandiosa. Ricordo che dal finestrino chiamò un tizio che era in strada "fottuto bastardo con la faccia da Sierra!". Questa è poesia, amico.
Io sono il figlio mezzano. Conosco un po' di persone che sono figli mezzani e sono in ottimi rapporti con loro. Hanno tipo un atteggiamento rilassato. Credo che ci sia qualcosa di particolare nell'essere quel tipo di figlio. Io ero molto solitario da bambino e quella è una cosa che mi è rimasta. Non ho affatto bisogno di un sacco di persone.

Mio fratello Paul? Penso che per lui debba essere stato strano, ma posso solo supporlo. Se la cava. Fa il DJ. Quando sono in tour o quando Liam è in tour viene con noi a suonare in ogni città e gli consentiamo di mettere il logo della band sui suoi volantini. Mi segue in tutta Europa. Una cosa, però, va detta: non ha perfezionato l'arte di prendersi un respiro tra una frase e l'altra, per cui le frasi possono andare avanti per fottute ore, sino al punto che non so neanche cosa stia dicendo, sta solo dicendo un mucchio di fottute stronzate. Paul ti dirà che canta meglio di me e di Liam. Fanne ciò che vuoi. Ma è un bravo ragazzo.

Me la rido quanto sento la gente che si lamenta della sua infanzia. Di solito sono persone della classe media. Penso: "La mia è stata peggiore". La mia infanzia l'ho trascorsa avvolto nella violenza e nell'ubriachezza e non c'erano soldi. E ciononostante non andavamo in giro a rapinare fottutamente la gente. Rubavamo delle cose, non rapinavamo la gente.

È assurdo dire che sei della classe operaia quando il tuo cortile è più grande della fottuta strada in cui sei cresciuto. Ma è una cosa che c'è sempre. Se mi sento della classe operaia? In cuor mio penso di sì.

Se fossi qui a dover fare i sacrifici a quasi cinquant'anni, penserei di essere stato ingannato dalla società. Ma essere disoccupato non mi turbava. Era così e basta. Non direi che la cultura della disoccupazione negli anni Ottanta fosse figa, ma tutti i miei amici erano disoccupati e lo erano anche tutti i padri dei miei amici. E da quella cultura della disoccupazione degli anni Ottanta venne fuori quello che fu chiamato Britpop.

È una cosa buona che non abbia avuto il telefono cellulare quando ero disoccupato a 17 anni. Adesso non sarei seduto qui, te l'assicuro, cazzo. Avrei trascorso tutta la giornata a guardare i Beatles su YouTube, a sballarmi, pensando: "Questa è la cosa più grande di tutti i tempi". Oggigiorno persino le persone che hanno il sussidio di disoccupazione hanno gli iPhone 6 e i fottuti iPad e le TV a schermo piatto e tutte quelle merdate. E queste persone in fila per la distribuzione dei viveri? Che cazzo, amico? Noi non avevamo nulla da fare, così lo abbiamo dovuto inventare.

Non potevamo permetterci un tappeto ed era imbarazzante quando portavi a casa le ragazze. "Oh, non hai il tappeto?". E ricordo di essere arrivato a Londra per la prima volta e come fosse uno status symbol per le persone non avere il tappeto sul pavimento. E sono dovuto tornare indietro per dirglielo a mia madre: "Sai che a Londra non hanno i tappeti sul pavimento? Ciò che hanno fatto è stato lucidare l'asse del pavimento".
"Davvero? Perché non hanno i tappeti?"
"Porca troia, sono cockney. Come faccio a saperlo? Fottuti pazzi". Ancora oggi mi fa ridere.

Ti dirò che forse avevo 12 o 13 anni. Mi tenevano chiuso in casa in castigo molte volte perché marinavo sempre la scuola e mi scoprivano a fumare e sniffare fottutamente colla e tutta la roba tipica degli anni Settanta e Ottanta. E c'era questa chitarra dietro la porta posteriore, nessuno sa come fosse finita lì. Ero solito suonare una corda e poi tipo tutto è partito da lì. Non fu una cosa istantanea e non sono mai stato in piedi davanti allo specchio con in mano una racchetta da tennis. Non avrei mai pensato di diventare una rock star. Era solo qualcosa da fare mentre aspettavo che questi due deficienti di genitori al piano di sotto si intenerissero e mi concedessero di uscire per prendere un po' di funghi. 
trad.: oasisnotizie

Fonte: Esquire UK. Seguiranno altri stralci tradotti della lunga intervista.


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martedì 24 dicembre 2013

Liam e Noel Gallagher obbligati dalla mamma a rivedersi ad un matrimonio

Liam e Noel Gallagher di nuovo insieme, ma solo per un'occasione extramusicale. In Irlanda, questa settimana, si celebra un matrimonio e mamma Peggy avrebbe costretto i due fratelli coltelli a presenziarvi malgrado le iniziali resistenze da parte dei due ex Oasis. La cerimonia, stando a quanto scrive il Daily Star, si svolgerà al K Club di Straffan, nella contea di Kildare, e Peggy sarebbe riuscita a convincere Liam e Noel a prendervi parte dopo i rifiuti giunti da ambo le parti. Al matrimonio saranno presenti altri membri della famiglia che, assicura la fonte anonima citata dal giornale, potrebbero assistere all'attesissima riconciliazione orchestrata da mamma Peggy. Roba da tabloid ...tanto che il fratello maggiore di Liam e Noel, Paul, ha twittato: "Un'altra storia inventata dal più merdoso tabloid d'Inghilterra".

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domenica 27 ottobre 2013

Gli Oasis potrebbero tornare insieme, "hanno ancora delle faccende da sbrigare". Parola del fratello di Liam e Noel

Gli Oasis hanno ancora qualche pagina da scrivere, per cui potrebbero tornare. A dirlo è Paul Gallagher, il maggiore dei ben più noti Noel e Liam. Il 48enne ha parlato ai microfoni di un canale irlandese per un documentario che indaga le origini irlandesi di alcune delle rock star più note del mondo, compresi i fratelli Gallagher, nati a Manchester da genitori irlandesi, Peggy da Charlestown, contea di Mayo, e Thomas da Duleek, contea di Meath.

"Penso che abbiano delle faccende da sbrigare", ha detto Paul. "Liam avrebbe sempre continuato a fare la sua cosa. Credo che a Noel spiaccia essersene andato nel modo in cui se ne è andato. Ho una buffa sensazione, che in futuro potrebbe accadere qualcosa, tra due anni, forse tre. Non ci vuole altro che uno dica all'altro 'Guarda, mi spiace, ti voglio bene'. Non ci vuole altro che una cosa così. Non è difficile, anzi è facile".

"Mia madre ritiene che la musica derivi da nostra nonna", ha rivelato Paul. "A quanto pare era una fantastica fischettatrice e nostro padre suonava al fisarmonica e la chitarra. Nella nostra famiglia la musica c'è sempre stata". 

Sulla difficile infanzia a Manchester ha raccontato: "Sapevamo che eravamo diversi quando tornavamo a scuola e tutti gli altri bambini avevano i maglioni intatti comprati dai negozi, mentre noi quelli tessuti a maglia".




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lunedì 6 maggio 2013

Liam Gallagher e Beady Eye capitolo secondo: "Il nuovo disco spruzza magia. Gli Oasis erano ormai diventati il solito arrosto domenicale. Io e Noel? Due idioti senza buonsenso, come dice mia madre"


LIAM, ANDY E GEM A TUTTO CAMPO: DALLA DIVISIONE DEGLI OASIS DIVENUTI "IL SOLITO ARROSTO DOMENICALE", A NOEL CHE - A DETTA DI LIAM - FRENAVA UN PO' LA CREATIVITÀ DI GEM E ANDY, ALLA REUNION DEGLI OASIS "CHE FAREI PER 30 MILIONI DI STERLINE", ALLE ASPETTATIVE CHE RIPONGONO NEL NUOVO ALBUM DEI BEADY EYE, IN USCITA IL 10 GIUGNO. L'INIZIO DELL'ATTO SECONDO DELL'AVVENTURA POST OASIS

Beady Eye capitolo secondo. Un disco pubblicato subito, Different Gear, Still Speeding, uscito a un anno e mezzo dallo scioglimento degli Oasis. Un anno, il 2011, pieno di concerti e vissuto freneticamente. Un anno che ha regalato ai Beady Eye soddisfazioni, ma conclusosi male, con la band orfana del suo storico manager dai tempi degli Oasis, Marcus Russell, con cui aveva rotto a metà tour, e costretta a ultimare il tour negli Stati Uniti e in Canada in una situazione di precarietà e incertezza verso il futuro. "Ho passato dei momentacci verso la fine del tour", ha ammesso lo stesso Liam Gallagher.

Poi il 2012, un anno trascorso a comporre nuovi brani e a preparare dei demo. Un anno che, però, ha visto la band impegnata in alcune circostanze: i concerti 'di riscaldamento' a Warrington, in un luogo raccolto, e a Heaton Park, a Manchester, a sostegno degli Stone Roses, e, d'estate, la partecipazione ai festival asiatici e alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra, dove Liam e compagni hanno presentato una bella versione di Wonderwall. 

Inutile girarci intorno, però. A Liam l'impatto avuto dal primo disco dei Beady Eye era parso insoddisfacente. Nonostante fosse disco d'oro e avesse contribuito a risollevare il mercato dei vinili in Gran Bretagna, il primo disco degli 'Oasis senza Noel', un album godibilissimo, influenzato dalla musica degli anni '60 con echi dei La's di Lee Mavers e scritto a sei mani da Liam con Gem Archer e Andy Bell, aveva perso la guerra di vendite con il primo album solista di Noel Gallagher e l'ex frontman degli Oasis s'era detto convinto che "il nostro album d'esordio non si sia connesso con la gente, che non l'ha comprato né l'ha apprezzato".

"Forse è stata una decisione affrettata quella di pubblicarlo già nel febbraio 2011, ma avremmo potuto pubblicare qualsiasi cosa: non avrebbe comunque fatto presa", dice Liam. "La gente era ancora depressa, scioccata, seccata, amareggiata e pensava semplicemente: vadano a fanculo questi. Negli ultimi tempi gli Oasis erano diventati il solito arrosto domenicale. Tipo: uh-oh, rieccoci qui. Ma un arrosto domenicale è un arrosto domenicale, non puoi mica cambiarne gli ingredienti". 

"L'album solista di Noel ha venduto più di un milione di copie, il nostro oltre 700.000. Va bene, ma non ha venduto 20 milioni di copie, sai cosa intendo? Io voglio essere The Man", sentenzia l'icona del Brit rock degli anni '90 e 2000. 
 
Il periodo travagliato vissuto dalla band alla fine del 2011 è descritto da Gem Archer con un'immagine molto eloquente: "Era come stare su una zattera cui qualcuno aveva tagliato le corde che tengono insieme i tronchi. Stavamo cavalcando le rapide, amico. Dopo c'erano molte merdate da togliersi di dosso".
 Di qui la decisione di cambiare direzione: un nuovo sound, meno legato ai modelli musicali dei Sixties, meno effetti vocali e, soprattutto, un nuovo produttore. Scaricato Steve Lillywhite, i Beady Eye hanno fatto un paio di tentativi, uno dei quali con Dan Auerbach, produttore dei Black Keys, ma all'ultimo momento Auerbach ha dato buca. Così il nome giusto è stato quello di Dave Sitek, chitarrista dei TV On The Radio, proposto alla band dal nuovo manager, Scott Rodger. A dicembre, ad appena tre settimane dall'inizio della collaborazione, Liam ne parlava in termini entusiastici alla rivista Q (leggi qui). E lo slancio di positività ha avuto seguito negli ultimi mesi.

Il disco si chiama BE e secondo Liam "spruzza magia". Sarà lanciato sul mercato il 10 giugno. In questi giorni circolano già due nuovi pezzi, Flick Of The Finger, la opening track, e A Second Bite Of The Apple, il primo singolo (che in Italia è The Rocket di questa settimana su Virgin Radio).

Liam, dunque, continua a fare musica, ma continua anche a fare il bad boy. È di qualche giorno fa una curiosa notizia su Liam: ubriaco, avrebbe tentato di cavalcare un cane davanti ad un pub di Londra. Qualche settimana prima, un episodio simile. Certo, i tabloid gonfiano i dettagli e creano le storie da copertina, ma un fondo di verità c'è. "Sono un po' più rilassato, ma non direi che sono cambiato in modo drastico", dice Liam. "L'altra settimana ero uscito una sera, ero fuori di testa, e non ho pensato 'Meglio che non mi azzuffi con questo tizio qui (Idris Elba, ndr) perché a casa ho mio figlio che mi aspetta', ma ho pensato: 'Cazzo, picchialo, fallo per tuo figlio. Sta prendendo per il culo suo padre'.

"Siamo arrivati al punto in cui i miei figli se la svignano e mi dicono: 'Papà, tu non venire con me'. E io: 'Ehi, guarda che io sono un padre fottutamente figo'. E loro:  'No, non lo sei'. E io: 'Sì che lo sono, cazzo. In ogni caso, tutti i tuoi amici pensano che lo sia, in realtà'. Sembra che abbia molto lavoro da fare".

"Un uomo con la forchetta in un mondo di finestra", fu la curiosa definizione coniata per Liam dal fratello Noel poco dopo la fine della storia degli Oasis, nel 2009. Le scaramucce tra i due fratelli sono proseguite senza sosta nel 2011, con la querela di Liam a Noel per le falsità sul mal di gola di Liam (negato da Noel) che aveva fatto cancellare agli Oasis l'esibizione al V Festival 2009, e prosegue oggi, quando a Liam chiedono un parere sul disco degli High Flying Birds: "Alle canzoni del Noel solista mancano un po' di palle", ha detto Liam. "E poi continua a dire: 'Se a Ourkid (Liam, ndr) proponessi una canzone con dentro una sezione di archi ne rimarrebbe sconvolto. È solo un bastardino bugiardo". E i nuovi brani dei Beady Eye trapelati in questi giorni hanno due splendide sezioni di ottoni, tanto per dire.


Non è finita qui. Nella saga dei battibecchi e dei litigi tra i fratelli ora si inserisce una canzone, Don't Brother Me, scritta da Liam e inserita in BE, il nuovo disco dei Beady Eye in uscita il 10 giugno. Titolo buffo, c'è una r di troppo nel verbo bother per indicare con chiarezza Noel come destinatario del brano. 

"Vuol dire: non venire a bussare alla mia porta quando alla fine ti avranno fottutamente scoperto, ma non è tutta derisione. Dico anche: 'Dai una possibilità alla pace, prendimi per mano, fai l'uomo'. Se gli sto offrendo il ramoscello d'ulivo? Sì. Ci sono un po' di quelle cose in questa canzone".

Tua madre Peggy non fa male vedere che tu e tuo fratello pubblicamente vi fate ancora la guerra? Non sotterreresti l'ascia di guerra per lei?

"Lei pensa semplicemente che siamo due idioti con troppi soldi e senza un briciolo di buonsenso. Ascolta, succederà quando succederà, ma non è un cazzo di gioco, è roba seria. Leggo molta gente che fa: 'Oh, è solo una presa in giro in modo tale da incassare più soldini quando faranno la loro reunion del cazzo!' ... ma io sono sempre io e lui è sempre lui. Non cambierò mica idea per un milione di sterline fottute. ... anche se, forse, la reunion la farei per 30 milioni di sterline".

C'è una parte di te che si pente di non essere andato a trovare i figli di Noel mentre crescevano? 

"Nah, amico, non è un problema. Neanche lui viene a trovare i miei. Io non ho mai visto tanto i suoi figli, ma non è che lui sia venuto a bussare alla porta per visitare i miei. L'unica volta che ha visto i miei figli è stato quando li ho portati ai concerti. I concerti rock 'n' roll non sono un luogo che fa per i suoi figli, ho letto. Vedo molto sua figlia Anais. Ha la stessa età di Lennon. Verrà a New York con noi una settimana. Vedi? Non sono poi del tutto cattivo".

La gente è spesso confusa dal fatto che gli altri tre membri degli Oasis abbiano seguito te e non Noel, come invece avrebbero scommesso.

"Provare per credere, amico. Non sono uno stronzo, sono un ragazzo fottutamente bravo. Non ho mai licenziato nessuno in vita mia. Noel sì, invece. Era sempre destinato ad affermarsi come solista, perché era lui quello che scriveva quel tipo di canzoni, con i grandi ritornelli da inno. Scrive quel copione da 20 anni e la gente si è abituata quello stile. Mentre per quanto riguarda me, Gem e Andy nessuno ha sentito il nostro stile". 

Non preferiresti definirti in modo diverso, non in contrapposizione con Noel?

"Sono un bastardo concorrenziale, e lo è anche lui. Ma non si tratta di me e di Noel. Voglio essere The Man. Normalmente c'è qualche altro stronzo in giro e io faccio: "Non vedo l'ora di fare l'intervista per Q", così se le sentono, cazzo. Ma non c'è neanche uno di cui sparlare, il che è strano. Li ho già stroncati tutti, come i tipi snob con i pidocchi (i Mumford & Sons, ndr). Anche i rapper ora stanno cominciando tutti a frignare fottutamente. Fanno tutti (con voce melodrammatica, ndr): "Oh, mi si è fermato il cazzo di cuore". Fanculo, comprati una nuova Bentley, apriti un po' di champagne e inizia prendere certi coglioni a calci nel culo".

Oggi non bevi. Ti mantieni pulito in vista del tour?

"Lo prendo fottutamente sul serio, il mio ruolo. Sono in una di quelle posizioni che non capitano spesso. Sono una cazzo di rock star, e faresti meglio ad avere l'aspetto di una rock star o puoi andartene a fanculo. Alle vere rock star non è che succeda e basta. Non venire a dirmi che Jim Morrison si infilava i pantaloni di pelle quando voleva andare a spasso con una fottuta tuta di acetato. A differenza di Bono, io non ho mai avuto uno stilista. Ti vesti da te, è tuo dovere. Devi fare uno sforzo in più, perché si tratta del look".

I Beady Eye sono un gruppo molto affiatato. "Siamo proprio uniti", spiega Gem, "uniti tanto quanto può arrivare ad esserlo un gruppo di amici. Non siamo sdolcinati, ma ne abbiamo passate tante, amico. Siamo rimasti feriti, sconvolti. Gran parte della vita che abbiamo condiviso è andata via, ma loro non sono andati via, perché lo capite voi tutti. Posso guardare i ragazzi con gli occhi della band e lo capiamo solo noi. Molto di quello è in questo disco, quello spirito di fratellanza che ci spinge a stare insieme.

Andy Bell e Gem Archer entrarono negli Oasis nel 1999. Furono due luci in un periodo buio per la band, rimasta praticamente con i soli Liam e Noel e il batterista Alan White. Guigsy e Bonehead, membri fondatori, avevano lasciato baracca e burattini. Fu una svolta epocale per i fratelli Gallagher e Bell e Archer furono gli elementi che ridiedero linfa all'avventura, evitando che si interrompesse.

Erano due musicisti di talento, con alle spalle fruttuose esperienze (Andy con i Ride e Gem con gli Hurricane #1 e con gli Heavy Stereo), e contribuirono agli album seguenti componendo dei brani. Il loro potenziale, però, non si espresse mai a pieno.

"Spoglia la cosa di tutti i grandi concerti e di tutte le merdate finanziarie e rimarrai con un uomo a capo di una band cui non era concesso di comporre o di suonare", dice Liam, riferendosi al fatto che Gem e Andy scrivevano solo una o due canzoni per ogni album degli Oasis.

Andy Bell era nel camerino di Parigi, la sera del 28 agosto 2009, durante il famigerato litigio tra i fratelli Gallagher che mise fine alla storia di una delle più grandi band della storia. Qualche mese dopo Noel lo accusò di essersene stato lì fermo a guardarsi le scarpe mentre attorno a lui i due se ne dicevano di tutti i colori e Liam lanciava a Noel una chitarra, finita in pezzi, e una prugna. 

"Devo ammettere che me ne sono stato lì seduto e impalato", dice Andy a quasi quattro anni dal fattaccio. Ho sentito che non stava a me interferire. Questa cosa me l'avevano detta anche in passato. In precedenti occasioni, come a Barcellona (il litigio quasi fatale del maggio 2000, ndr) mi ero messo in mezzo e mi era stato detto: 'Non farlo'. Quello che è successo lo vivo bene, non ho interesse a prolungare le lagnanze".

Chris Sharrock, già batterista dei La's alla fine degli anni Ottanta e poi batterista di Robbie Williams, era negli Oasis dal 2008, quando Zak Starkey, figlio di Ringo Starr, lasciò gli Oasis dopo aver completato le registrazioni di Dig Out Your Soul. Chris ha seguito Liam, Gem e Andy nei Beady Eye ed è legato a loro da un rapporto di grande amicizia.

È una band molto unita. Andy divorziò dalla prima moglie, la cantautrice Idha, nel 2006 e si trasferì da Stoccolma, dove viveva, a Crouch End, quartiere di North London, vicino a casa di Gem. Ora vive ad Hampstead, vicino a casa di Liam, e da undici anni trascorre le vacanze estive a Ibiza con la famiglia di Gem. Una volta raggiunse Gem a Ibizia insieme alla seconda moglie, Shiarra. 

"Siamo tutti al comando", dice Liam, che rimane comunque il punto di riferimento. "Quando sei con Liam devi avere i sensi di un ragno, perché c'è la sindrome da 'pistola più veloce dell'Ovest' con lui accanto", spiega Gem. Lo difendono dagli attacchi, civili o militari che siano.

"Siamo avventurieri, ma c'è voluto Dave Sitek per risvegliare questo lato della nostra personalità. Personalmente mi sento come se per un po' avessi indossato i paraocchi. Non so perché. Quindi c'è un elemento aggiuntivo di magia, un luccichio in più in questo album, che può darsi non venga mai fuori in un'intera carriera passata a fare dischi. Ci sono album dei Beatles privi di quella magia. Non puoi essere avido e aspettarti che succeda ogni volta, ma ora cercheremo questo per il resto della nostra vita".

Liam è nello showbiz da vent'anni. Proprio nel maggio 1993 la carriera degli Oasis, attivi dal 1991 con il nome The Rain, visse una svolta decisiva, quando la band, che si esibiva in un locale di Glasgow, fu scritturata da Alan McGee, rimasto estasiato dalle poche canzoni che avevano proposto quella sera. Ha ancora l'entusiasmo di un bambino, William John Paul, classe '72, ma ogni tanto si chiede come finirà tutto questo?

"Non morirò di overdose né di fottuto alcolismo", sentenzia. "Morirò per il fatto di vivere e respirare e per il fatto di far parte di una band. Non sarà perché ho pippato una striscia dalla testa di qualcuno o perché ho bevuto una stupida bevanda. Sarà perché ci sono dentro tanto". Poi aggiunge: "Morirò ... " - agita freneticamente le braccia "... perché mi ci dedico troppo".

"Be', se con questo album ci stiamo sbagliando di grosso non so se mi fregherà sbagliarmi di grosso un'altra volta. Non farò mai l'idraulico né lo stilista di moda. Forse navigherò al largo e mi godrò la vita, invece di preoccuparmi di cosa pensa del disco uno stronzetto brufoloso di Hantigs".

"Il disco, però, uscirà - si spera che alla gente piaccia - e torneremo al nostro lavoro di sempre. Se non funziona faremo un tour e proveremo a fare presa sulla gente in quel modo. Se non funziona nemmeno quello faremo (mima il gesto della telefonata, ndr): 'Noel?' ... " E ride di gusto come a dire: non mi ridurrò mai così.

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giovedì 17 gennaio 2013

VIDEO - Noel Gallagher a tutto campo: "La mia infanzia, il mio rapporto con Dio e la religione e l'educazione dei miei figli"

Proponiamo qui di seguito il video dell'intervista rilasciata da Noel Gallagher al programma "The Meaning of Life", in onda in Irlanda su RTÉ. In questa lunga chiacchierata Noel tocca vari argomenti, dall'infanzia a Burnage con un padre assente e spesso violento al significato dell'esistenza, dalla religione all'incontro con Dio nell'aldilà, dalle droghe all'educazione dei figli.

Tra le altre chicche racconta un curioso episodio avvenuto durante un concerto degli Oasis, quando si scordò la parte di chitarra da eseguire perché la sua mente vagava, suscitando l'ilarità dei suoi compagni di band.

Sottotitoli in italiano by frjdoasis.



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sabato 29 dicembre 2012

Noel Gallagher: "Il mio Natale più bello? L'ultimo senza figli, sei anni fa. E fu allora che io e Sara concepimmo mio figlio ... Il City rincorre lo United? Solo se il distacco sale a 9 o 10 punti si farà dura"

Giovedì 27 dicembre Noel Gallagher è intervenuto nuovamente a Talksport. Il musicista, che ha detto che passerà la notte di Capodanno a una festa nel castello di Edimburgo, in Scozia, ha parlato del suo Natale e del Manchester Ciy, che ha chiuso il suo 2012 con una sconfitta fuori casa.  

AUDIO ALLA FINE DEL POST

SUL NATALE

"È il secondo miglior Natale che abbia mai trascorso. Qual era il primo? Quando io e mia moglie non avevamo figli, l'ultimo che abbiamo trascorso senza figli, è stato semplicemente straordinario. È stato bello perché il nostro primo figlio (Donovan, ndr) fu concepito quel giorno ... ecco quanto fu bello! Sto rivelando troppe informazioni? Ve ne posso dare di più se volete ... Sei anni dopo ... è buono".

"Cosa ho ricevuto per Natale? Un uomo che ha già tutto cosa riceve? Niente!".

"I miei figli non sono interessati a farmi dei regali, mia moglie mi voleva regalare una specifica fotografia-ritratto di David Bowie e deve ancora trovarla. Poi ho ricevuto calzini da mia madre e due libri sul City, un libro su David Bowie e basta in verità".

"Se leggo molto? Leggo quando posso. Non leggo romanzi perché li trovo ridicoli, ma libri sui fatti: sul calcio, sulle rock star ...".

"Non mi piace il tacchino, preferisco il pollo. Il tacchino è orribile, non ha un bell'aspetto. Se a Natale cucino? No, faccio lavori di costruzione e lavori manuali: apro le cose, vedo se funzionano ...".

"Se in casa a Natale ho avuto gente che avrei preferito non ci fosse? I miei figli, mia madre, mio fratello maggiore (Paul, ndr) che non volevo da me, anche mia moglie ... Tutti!", ha scherzato Noel.

SUL MANCHESTER CITY

Il giorno di Santo Stefano il City ha perso per 1-0 in casa del Sunderland, scivolando a -7 dallo United capolista.

"Quest'anno è finito com'era cominciato. Cominciò con una sconfitta in casa del Tottenham per 1-0 e si chiude con una sconfitta", è il commento di Noel. 

"Se sono preoccupato per la corsa per il titolo? Credo che siano poche le squadre che hanno avuto successo rinunciando a giocare contro di noi, cioè standosene lì ferme ad aspettarci durante la gara. Quando giochiamo con le grandi squadre, quelle che contro di noi giocano a viso aperto, credo che andiamo bene. Contro Newcastle, Chelsea e United abbiamo fatto un'ottima impressione. Con le squadre piccole sembra che non abbiamo un piano B. Dovremmo far circolare la palla, non fare passaggi o tocchi in più come fa l'Arsenal".

"Se il vantaggio dello United dovesse salire in doppia cifra allora mi preoccuperei, ma così no. L'anno scorso eravamo 8 punti sotto e poi abbiamo comunque vinto il campionato. Se si va sui 9 o i 10 punti di vantaggio sarà difficile". 

"Bisogna dare atto a Ferguson di una cosa: ha identificato qual era il problema e ha preso Van Persie. L'anno scorso, dopo l'ultima giornata, disse che non avrebbe mai più perso il titolo per differenza reti. Hanno fatto quello che dovevano fare sul mercato per fare più gol, ma necessitano di un paio di centrocampisti e di difensori centrali. Contro lo Swansea vedevi Rooney in forma orribile e pensavi che senza Van Persie lo United farebbe tanta fatica, penso che se ne accorgano tutti".

Sul mercato del City: "Credo che nessuno dei rinforzi che abbiamo preso noi quest'estate, Scott Sinclair e Garcia compresi, avrebbero giocato nella nostra squadra dell'anno scorso. Senza De Jong senza dubbio siamo più deoli di quattro mesi fa, Alan Johnson non ci ha mai dato molto e Balotelli fa di nuovo il gangster".

Sul Chelsea: "Dobbiamo guardarci le spalle, dobbiamo ancora giocare contro di loro. Non credo possa vincere il titolo, ma non si può dire mai nulla, neanche a quattro giornate dal termine. Lo United è più forte".

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