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venerdì 16 giugno 2023

Liam Gallagher: "Il calcio mi devasta, sono felice che la stagione sia finita. Debbie faceva i riti vudù col rossetto per il suo Arsenal ..."

Ieri Liam Gallagher è stato ospite di Jo Whiley su BBC Radio 2 per una lunga chiacchierata (audio qui). In apertura l'ex Oasis si è detto lieto della fine della stagione calcistica, a causa dello stress che comporta per lui che è un grande tifoso. 

"Sto bene, mi sento solo un po' debole a causa delle partite di calcio, ma sopravviverò", ha detto il cantautore rispondendo alla domanda su come stesse. "Quella roba è terminata e torno al lavoro, perché tra tre settimane ho un concerto. Quindi a parte quello sto bene". 

"È stato incredibile, ma nello stesso tempo è stato anche un incubo", ha detto Liam sulla stagione del Manchester City (che ha centrato il cosiddetto treble, il tris di trofei), "perché l'Arsenal ci ha dato del filo da torcere in campionato e la mia compagna (Debbie Gwyther, ndr) è tifosa dell'Arsenal, per cui ci sono state un po' di arrabbiature e porte sbattute, sai. E molte risate e molti riti vudù, del tipo: 'Stai esagerando con quel rossetto rosso, tesoro', capisci? 'Di solito non porti un rossetto rosso folle e marcato!'. 'Certo che sì! È un rito vudù, sai, per l'Arsenal'. Molta roba simile, quindi sì, sono felice che tutto questo sia finito".

"Immagino che per un bambino di cinque o dieci anni sia grandioso, ma per noi è stressante. Io ho 50 anni e sono distrutto, ho ripercussioni da eccitazione ed esultanza, perché dopo la partita o durante la partita mica ti siedi a bere una tazza di tè, no? Sono felice che ora sia tutto fatto e finito".

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sabato 19 novembre 2022

Video - Noel Gallagher a Sky Sport Italia: "Haaland è supersonico. Gli italiani in Premier League portano passione e follia"

Noel Gallagher segue il Manchester City da quando è bambino e quando può va allo stadio. Se si trova in tournée segue la partita anche nei bar e se non la trasmettono in televisione la ascolta alla radio. Parla di calcio con la stessa competenza con la quale parla di musica e con il suo solito tono ironico. Intervistato in esclusiva per Sky Sport Italia, racconta il momento del City e spiega come pensa si svilupperà questa particolare stagione di Premier League che è stata interrotta per il mondiale.


Felice del sorteggio di Champions League?

"Sono molto contento: felice che il City sia stato sorteggiato con il Lipsia, poi lo United incontri il Barcellona e il Liverpool il Real Madrid. Il PSG affronterà, invece, il Bayern. Dunque due di queste sono fuori. Molto bene".

Come hai reagito alla notizia dell’acquisto di Haaland?

"C'era la sensazione che sarebbe arrivato, anche perché quali erano le alternative? Da quando abbiamo sentito che era sul mercato, abbiamo sempre pensato di essere in corsa per prenderlo. Potevamo pagarlo più di chiunque altro. Quando però abbiamo sentito che arrivava per davvero eravamo estatici. La squadra era già eccezionale con Guardiola e tutti gli altri giocatori. Aggiungere lui è stato incredibile. Nessuno credo si aspettasse che sarebbe stato così bravo. È al di sopra di qualsiasi scala di misura, è semplicemente incredibile. Si immaginava potesse fare bene, ma è andato oltre ogni aspettativa. Pensavo che potesse essere capocannoniere, ma ha già segnato 22 gol, è ridicolo. Dopo aver segnato la tripletta contro il Nottingham Forest ha chiesto di fare una foto con me. Io ho pensato: 'Wow'. È il ragazzo più normale che tu possa incontrare. Semplicemente un bravo ragazzo giovane, così tranquillo, fantastico".

L'atteggiamento è molto importante per un calciatore. 

"Devo dire - ho spesso occasione di vedere i giocatori - che hanno davvero un bel gruppo all’Etihad. Ritengo che tutte le squadre rispecchino poi l’allenatore e Guardiola ha una personalità fantastica. Quando lo senti parlare in televisione ti ispira, mi sento ispirato da lui. Deve essere incredibile per un ragazzo giovane di circa 22 anni ascoltarlo insegnarti di calcio. Devo però dire che tutti i ragazzi del City sono bravi. Sono consapevole del fatto che sappiano chi sono e che con me si comportino diversamente, ma non senti mai storie brutte su di loro".

Cosa portano gli italiani in Premier?

"Dirò una cosa ovvia: la passione. Sono persone molto passionali, appassionati di calcio, un po’ pazzi. Odiano perdere e odiano le ingiustizie. Abbiamo avuto Mancini, Balotelli, entrambi un po’ pazzi. Conte è un grande allenatore, un grandissimo allenatore. Ci sono sempre stati grandi italiani in Premier League e credo che fare bene qua per loro significhi molto. Portano passione per lo sport e per il nostro paese".

Se potessi scegliere un giocatore da portare al City chi sarebbe?

"Jude Bellingham. Credo che a un certo punto Gündoğan andrà via e forse anche Bernardo Silva, vorrà giustamente andare in un posto più caldo. Credo che Bellingham sarebbe perfetto per noi, lo sarebbe per qualunque squadra, ma nella nostra sarebbe incredibile. In realtà la persona che vorrei vedere firmare è Pep. Vorrei vedere il mio amico Pep firmare un contratto di dieci anni e poi tutto andrà bene. Si tratta di una fantasia, ma sarebbe bello firmasse un nuovo contratto prima della fine della stagione. Se invece dovessi scegliere un giocatore, sarebbe Bellngham".

Chi vedete come vostri principali rivali?

"Il rivale principale rimane il Liverpool. Molti si stanno agitando per l’Arsenal che continua a vincere, anche partite importanti. Credo però che su 38 partite, una lunga stagione, dopo la pausa per il mondiale, rimarrà il Liverpool. Quando si arriverà all’ultimo mese della stagione il Liverpool sarà lì. Poi l’Arsenal, certo. Probabilmente loro non vorrebbero che ci fosse il mondiale in questo momento perché sono in ottima forma e si devono fermare un mese. Il City credo che darà continuità, ma sarà come avere due metà della stessa stagione. Se continuiamo come stiamo facendo credo che andrà bene".

Scegli una canzone, fra le tue, per Guardiola, Haaland e De Bruyne.

"Per Pep è 'The Masterplan', perché lui ha il piano. Per Haaland sarebbe 'Supersonic', perché lui è supersonico. Per Kevin de Bruyne dico 'What a life' perché iniziare così come ha fatto lui e poi arrivare a giocare in Premier League, essere venduti. Venire definiti un fallimento per poi ritornare in Premier per tanti soldi e avere tutti in Inghilterra che dicono che non ce l’avrebbe fatta: Infine poi fare bene come ha fatto. Lui è… non ho parole per descriverlo. Lui e Haaland si miglioreranno a vicenda".

Nuovo album, nuovi sound?

"Il singolo che c’è al momento 'Pretty Boy' è un po’ un’anomalia rispetto al resto dell’album. Non c’è altro che gli assomigli. Quando incido una nuova canzone penso sempre che tutto ricordi il mio modo di fare musica, poi esce e nessuno pensa sia così. Ci sono però alcuni elementi caratteristici: è molto orchestrale, molti archi, molti bei cori, credo piacerà molto ai miei fans. Ci sono però forse un paio di cose che non abbineresti a me, ma non voglio svelare troppo. Ogni canzone è molto diversa da quella precedente, il che è un bene".

La top 3 dei momenti che hai vissuto da tifoso del City?

"La mia prima partita, nel 1974, giocavamo in casa contro il Newcastle e abbiamo vinto 4 o 5 a 1. Questo sarebbe il primo. Il secondo sarebbe l’'Aguero moment'. Ero in tour in Cile, erano tipo le 8 del mattino e la stavo guardano in un bar vuoto. È stata una partita mai vista, da pazzi. Il terzo sarebbe contro l’Aston Villa la scorsa stagione. Ero alla partita ed eravamo sul 2 a 0 venti minuti alla fine. Quei 20 minuti sono stati pazzeschi, senza alcun senso".

Alla fine della scorsa stagione ti sei infortunato a fine partita...

"Il padre di Ruben Dias era seduto qualche fila dietro. Stavo tenendo mio figlio in braccio, avevamo appena segnato il gol della vittoria. Lo avevo appena messo giù, mi sono girato e il padre di Ruben Dias mi ha scontrato. Il mio naso... c’era sangue ovunque. Non dimenticherò mai quella giornata!"

Molti ricordi legati al City, belli e brutti.

"Sicuramente, molti anche brutti. Ho visto la squadra retrocedere per tre volte. Tempi terribili. Ora è tutto bello. Mio figlio di dodici anni viene allo stadio con me e non conosce un’altra versione del City se non quella incredibile. Non capisce fino in fondo da dove arrivi il club e non gli interessa nemmeno. Pensa solo che siamo la cosa migliore del mondo, lo siamo sempre stati, lo saremo sempre".

Source: skysport.it

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domenica 10 maggio 2015

Noel Gallagher: "Ferguson? Ipocrita e fazioso, odio che lo United esista. Mourinho? Ipocrita. Balotelli? Lo amo, ma è uno svitato"

Intervistato in Canada dal canale sportivo TSN, Noel Gallagher ha spiegato i motivi per cui non sopporta Mourinho e il Manchester United e ha parlato ancora di Mario Balotelli. VIDEO ALLA FINE DEL POST.

"Mario quest'anno ha faticato per via dei problemi di tutto il Liverpool", ha dichiarato l'ex Oasis. "Mario non è il tipo di giocatore su cui spendere tutto il tuo budget e che ti cambia il destino della squadra. Non è un tipo alla Suárez. Se hai quattro grandi attaccanti e lui è tra questi allora gioca bene. Molta gente lo adora per la sua personalità. Anche io. Quando l'ho incontrato è un ragazzo adorabile, però da qualche parte non gli funziona una rotella".

Del Manchester United dice:  "Penso che i 150 milioni di sterline spesi da loro l'estate scorsa siano stati i 150 milioni peggio spesi di sempre. Di Maria non ha giocato bene, Falcao è inutile e il piccoletto, Herrera, da noi non giocherebbe neanche nella primavera. E inoltre l'allenatore non è buono. Quindi non mi preoccupano affatto. Cosa disprezzo di loro? Molto è legato ad Alex Ferguson, l'entità più faziosa e ipocrita del mondo del calcio. Semplicemente il fatto stesso che esistano, direi".

Anche su Mourinho Noel è severo: "Mourinho sulla nostra panchina in futuro? No. L'avrei preso se non fosse tornato andato al Chelsea. La sua ipocrisia al momento sembra non abbia limiti. È il Floyd Mayweather della Premier League: non piace a nessuno, non vogliamo apprezzarlo, ma lo rispettiamo perché è un vincente. Mi sarebbe piaciuto vederlo al City prima di Pellegrini, ma non adesso".

"Penso che stia per arrivare la fine di un'era per noi", ha detto Noel riguardo alla stagione del suo Manchester City. "Secondo alcune voci potrebbero lasciarci Yaya Touré, Milner e Nasri. Quella squadra che ha vinto due titoli in tre anni, protagonista dei momenti forse più grandiosi della nostra storia, potrebbe dunque sciogliersi. Una volta che togli Touré dal centrocampo, è la fine di un'epoca".

Noel è comunque fiducioso. "Bisogna, però, guardare avanti, i nostri proprietari devono ancora fare una mossa sbagliata. vedremo che decisioni prenderanno quest'estate, ma qui li amiamo, il presidente è fantastico, forse sono i proprietari più rispettati dai fan".

Sul futuro dell'allenatore Pellegrini dice: "Penso che nessuno voglia vederlo andare via, ma nel contempo se i proprietari decidessero di farlo andare via sono sicuro che nessuno sarà scontento. Sul mercato quest'estate dovrebbero esserci Klopp, Ancelotti, Guardiola. Vedremo".

Sui Gunners Noel dice: "A nessuno importa nulla dell'Arsenal".



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martedì 10 settembre 2013

Noel Gallagher: "L'Inghilterra passerà dai playoff per andare ai Mondiali, 50 milioni per Ozil sono troppi e all'Arsenal non serve"

Giovedì 5 settembre Noel Gallagher è intervenuto a Talksport, trasmissione in cui è ospite quasi fisso. Audio alla fine del post

All'ex Oasis sono stati fatti i complimenti per il premio ricevuto ai GQ Awards di due giorni prima e per il discorso di accettazione (vedi qui). "Non ricordo molto di quella giornata a essere onesti, avevo bevuto troppo ... Forse il premio lo metterò su eBay, come faccio con gli altri", ha detto Noel. 

Su Ozil, passato dal Real Madrid all'Arsenal per 50 milioni di euro, Noel ha detto: "Penso che il prezzo sia un po' esagerato per un calciatore che all'Arsenal non è che serva così tanto. È un grande giocatore e sarebbe ben accetto da una delle prime sei squadre del campionato, ma ... 50 milioni? E quanto verrà a costare con lo stipendio? L'Arsenal non aveva bisogno di un altro centrocamposta, aveva bisogno di un centravanti, di un difensore centrale e di un portiere. Lo vedremo giocare su Sky, ma non sono sicuro che fosse quello che serviva all'Arsenal. Ricordo che all'Emirates Stadium i tifosi dell'Arsenal facevano le suppliche perché la società lo comprasse, per loro è eccitante. Ne conosco alcuni e sono al settimo cielo".

Su Fellaini, nuovo acquisto del Manchester United: "È un buon giocatore, ma ho ragioni autorevoli per dire che non è un giocatore da Man United. A loro serviva un giocatore come Ozil, non un rubapalloni, perché loro la maggior parte delle partite le dominano".

"Per noi del City è stato un po' noioso, perché abbiamo guardato le altre comprare, quasi ci mancava il vecchio City. E poi abbiamo comprato De Michelis per sostituire Kompany (fuori sei mesi per infortunio, ndr) e anche lui si è infortunato e sarà fuori sei mesi. Secondo me non giocherà mai con noi, perché quando sarà recuperato anche Kompany avrà già recuperato. Lo cederemo".

Si è parlato anche del problema dei vivai delle squadre inglesi, che non riescono a garantire un futuro alla nazionale perché nelle loro file abbondano i ragazzini provenienti da altri paesi, specie sudamericani. "La possibilità di inserire nei vivai giovani stranieri, per esempio brasiliani, di farli crescere nell'arco di sei o sette anni è una cosa che alletta molto i proprietari di club, la possibilità di farli maturare sottraendoli a padri problematici e tatuaggi schifosi", ha spiegato Noel, che poi ha ribadito quanto affermato qualche settimana fa, cioè che la sua nazionale dovrà sudare per qualificarsi ai prossimi Mondiali: "Per come stanno andando queste qualificazioni ai Mondiali 2014, sarei molto sorpreso se l'Inghilterra non si qualificasse passando per i playoff".

"Non è un mistero che siano solo gli allenatori britannici quelli che prediligono i giocatori britannici, per esempio Ferguson ha fatto la sua parte, Moyes. Gli allenatori stranieri vengono da altre culture e magari hanno pregiudizi sui calciatori inglesi, per esempio ricordiamo Capello. Possiamo solo sperare che un giorno tutto si risolva".

Su Joe Hart, il portiere del Manchester City e della nazionale inglese, che non sta attraversando un grande periodo di forma: "Il portiere ha bisogno di sicurezza. Se i centrocampisti centrali o i difensori centrali fanno errori spesso poi la palla finisce in rete. Te lo dico io: se il City lo mettesse in vendita domattina ogni singolo club del mondo del calcio farebbe un'offerta. È controproducente dargli addosso al primo errore. I tifosi rispettosi e gli allenatori rispettosi gli ricorderebbero quanto è forte".

"Liverpool tra le prime quattro? Neanche io ci credo. Dovrà faticare per essere migliore e più continuo di Arsenal e Tottenham".




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giovedì 7 febbraio 2013

Noel Gallagher: "Ho un bizzarro tintinnio nelle orecchie, forse è acufene. Balotelli via? Spiace, ma è meglio che torni in Italia"

L'acufene (in inglese "tinnitus", dal latino) è un continuo e fastidioso fischio nelle orecchie - dovuto alla continua esposizione a musica ad alto volume e a rumori di ogni genere - che causa anche seri mal di testa e che colpisce molti musicisti e cantanti. Ne soffre anche Noel Gallagher. Ecco il contenuto della chiacchierata di Noel a Talksport. L'audio è alla fine del post.

L'acufene

Dopo Chris Martin dei Coldplay, che qualche mese fa aveva confessato di soffrirne, da oggi l'acufene vanta un'altra vittima illustre, Noel Gallagher. Il 45enne ex Oasis, avventuratosi in una fortunata carriera solista da un anno e mezzo, lo ha confessato ai microfoni dello Sports Bar di Talksport, stazione radiofonica dove è ospite fisso.

Qualche settimana fa era stato Andy Goldstein, il conduttore, a mettere in giro questa voce, fornendo subito materiale per un titolo del tabloid The Sun. Il 28 gennaio scorso lo ha confermato lo stesso Noel.

"Voi due siete come Lampard e Gerrard", ha esordito Noel rivolgendosi ai conduttori Andy Goldstein e Jason Cundy. "Chi vorrei essere tra i due? Credo che Lampard abbia la compagna migliore, no?".

"Questa settimana mi sono sottoposto a controlli al cervello perché avverto un bizzarro tintinnio nelle orecchie. È qualcosa che ha a che fare con il mio cervello", ha rivelato Noel. "Credo sia dovuto al fatto che ho suonato la chitarra ad alto volume negli ultimi vent'anni, ma sedermi in una camera d'ospedale è stato bizzarro". 

"È una serie di cose che si sommano, ma devo sottolineare che nel fare tutto questo me la sono spassata dannatamente tanto! Se alla fine dovessi morire per una malattia al cervello alla fine ne sarà valsa la pena. Grazie mille!".

Come si è svolto l'esame? "Mi hanno dato una lista di musiche tra cui scegliere. Io ho scelto i classici. La cosa buffa è che ti danno queste cuffie e alla fine era la stessa identica musica che faccio sentire al mio figlioletto (Sonny Patrick, 2 anni, ndr) quando va a dormire. Sono stato lì per 25 minuti, è stato orribile. So quali saranno i risultati: 'Non c'è niente che non vada'. È un altro modo per spillarti soldi".

Curiosità: durante la settimana Noel si è tagliato i capelli ("venerdì alle 17 e 30").

Sul caso Hazard e il calcio sferrato al raccattapalle

Noel ha detto la sua anche sull'episodio che ha visto coinvolto Hazard del Chelsea, finito nell'occhio del ciclone per aver sferrato un calcio ad un 17enne raccattapalle che perdeva tempo nella sfida contro lo Swansea. Hazard è poi stato espulso. Il raccattapalle, accusato di simulare, è diventato una star su Twitter.

"Non riesco a capire perché Hazard sia stato espulso", ha detto l'ex Oasis. "Credo sia una vergogna, se fosse stato un giocatore del Manchester United le cose sarebbero andate molto diversamente. Ero lì che pensavo: fossi stato io, prima avrei preso la palla al raccattapalle e poi sarei tornato a calpestarlo. Mi dispiace per Hazard, credo sia stato trattato male. È una regola bizzarra. Immaginate se fosse stato Suarez o Balotelli. Sarebbero stati dichiarati fuorilegge".

Sull'addio di Balotelli

Sull'imminente partenza di Balotelli, acquistato dal Milan due giorni dopo questa intervista: "L'ho detto molte volte: non credo che il meglio di lui lo abbiamo visto. La verità è venuta a galla. Sai, gli perdoni la storia della maglietta 'Perché sempre io?', la storia dei fuochi d'artificio, le folli automobili ... perché le ha ripagate bene. Ha solo 22 anni, ha cinque anni prima di raggiungere l'apice della carriera. È stato allenato da due dei migliori allenatori dell'epoca moderna, Mourinho e Mancini. Presto finiranno gli allenatori che gli perdoneranno un po' le cose".

"Se dovesse andare via, una parte di me sarebbe triste, perché l'ho anche intervistato ed è un bravo ragazzo. L'ultima volta che l'ho visto è stato in occasione derby. Ero lì solo per salutare e mentre si avviava verso gli spogliatoi mi ha fatto: 'Vieni dentro?'. E io: 'No, è meglio di no ... ci vediamo dopo'".

"Ricordate quando Drogba venne al Chelsea? Per due anni fu affidabile. Alla terza, quarta stagione divenne questa macchina devastante: era costante e per cinque anni con il Chelsea ha sfasciato tutto. Speravamo accadesse anche con Mario, ma di certo non sarebbe successo quest'anno. Sai, è in un paese straniero e ama le scarpe italiane e tutta quella roba lì ... forse è meglio per lui che torni in Italia, no?".

"Chi vorrei in sostituzione di Balotelli? Se non dovesse partire sarebbe solo perché ora non si troverebbero sostituti. Non credo che compreremo pesi massimi per ora, visto che sono tutti impegnati in Champions League. Se fossi io l'allenatore  - cosa che accadrà un giorno - prenderei uno di quei giovani che abbiamo in giro in prestito. Continuerei con quattro attaccanti fino alla fine della stagione. Non prenderemo né Falcao né Cavani".

Sul Manchester City

"Se mi affascina ancora la FA Cup? Sì, è stato il primo trofeo di Mancini. Credo che dobbiamo puntare a questo trofeo e che abbiamo buone chance di vincerlo. Se non vinciamo il titolo dobbiamo puntare a questo trofeo, perché non giochiamo in altre competizioni".

"Chance di titolo? Dobbiamo sperare che il Manchester United perda punti. Le cose dipendono solo da Van Persie, dobbiamo sperare che si infortuni. Ora siamo sette punti dietro. Se il Man United vincerà il titolo non credo che lo farà con cinque punti di vantaggio, saranno di meno. Se mi è piaciuto il gol di quel tizio (il gol più bello di giornata in Premier League, ndr)? Sembrava Shrek ...".

Alla vigilia di questa stagione Noel aveva indicato l'Arsenal come la terza forza della Premier League. "Sì, ma avevano Van Persie (andato via l'ultimo giorno del calciomercato estivo, ndr). Credo che il terzo posto alla fine sarà del Chelsea, perché ha i giocatori migliori. Se fanno una striscia di 12 partite buone consolideranno il terzo posto, credo".

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AUDIO DI NOEL GALLAGHER A TALKSPORT IL 28 GENNAIO 2013
 



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