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mercoledì 12 giugno 2019

Liam Gallagher a Taranto con il calore del Sud: la recensione di Federico

Sono le 15.30 dell'8 giugno quando l'afa di Taranto, la prima afa estiva di questo 2019 dopo un maggio incerto, ci accoglie. La brezza marina sembra non potere nulla contro quel caldo opprimente. Manca qualche ora all'attesissimo, agognatissimo show di Liam Gallagher nella città dei due mari, a suo modo storico, dato che per la prima volta da quando è solista l'ex Oasis è di scena a sud di Roma (solo un'altra volta, a Taormina con gli Oasis al Festivalbar 2002, si era esibito nel Mezzogiorno d'Italia).  Qualche foto-ricordo e poi via dritti in fila, dove si trovano e si ritrovano amici, si raccolgono sensazioni, si respira l'entusiasmo per un evento che - lo si percepisce dalle primissime battute - avrà qualcosa di irripetibile. La tensione si taglia a fette eppure l'atmosfera è rilassata, placida, la gente avverte l'importanza del momento. In fila l'età è varia, ma la media è forse di 28-30 anni, cioè quella generazione che ha fatto in tempo a vivere in prima persona gli ultimi Oasis e che - è inutile negarlo - cerca nelle carriere solistiche dei fratelli-coltelli una fetta della gloria vissuta come privilegio dalle generazioni precedenti.

Non manca qualche ragazzina che su Spotify si documenta last minute sulle canzoni del piccolo dei Gallagher, quasi a temere il giudizio di qualche fan più maturo già pronto a cantarle a squarciagola. C'è curiosità, tanta. Liam a Taranto non è un evento qualunque, Liam a Taranto - specialmente per noi pugliesi - non è un artista qualunque. E di sicuro ha trascinato qui anche chi non aveva mai sentito parlare di lui (oltre a Fabio Caressa e figlia, tra il pubblico c'è, pensate un po', financo l'insospettabile Giovanni Floris, anche lui venuto qui su spinta della figlia adolescente), oltre a chi rimpiange gli Oasis, naturalmente.

"Nostalgia canaglia", cantava qualcuno nato non poi tanto lontano da questa città bella e dannata, radiosa, meravigliosa, così ricca di storia e assetata di futuro, così vogliosa di riscatto dopo le tante, troppe ferite da cui continua a sanguinare. Nostalgia degli Oasis, ma anche nostalgia, forse, di una Taranto che ritrovi il senso della propria bellezza, come polo pulsante di passione e punto di incontro di musicofili provenienti da ogni dove. E qui le analogie con la Manchester operaia potrebbero sprecarsi, ma non andiamo oltre con la retorica. Sta di fatto che la città pugliese grazie al Medimex si trasforma per tre giorni nella capitale del rock e in una cornice splendida accoglie il fratello più piccolo del terribile duo, quello "che non si scrive le canzoni" (tsk), quello "che non sa suonare", quello che però con il suo carisma e il suo modo unico di cantare e vivere il palco ha marchiato e continua a marchiare da oltre vent'anni la musica britannica, nel solco delle migliori band che il Regno Unito abbia prodotto.

I cancelli aprono alle 18 e subito inizia la corsa al posto più vicino al palco. Ci accorgiamo subito che diventa impossibile muoversi anche solo di pochi metri: tutto intorno c'è gente seduta a terra che gioca a carte, mangia, parla, fuma, inganna l'attesa come può. L'imperativo è uno solo: allontanarsi è un delitto, chi si sposta perde il posto ed è perduto. Così si rimane in piedi, aspettando la prima esibizione, quello dei bolognesi JoyCut, che dopo un po' rompono il ghiaccio, prima dell'arrivo della formazione anglo-italiana dei King Hammond & The Rude Boy Mafia, dal simpatico e pingue frontman inglese col ciuffo biondo che dedica una canzone al proprio cane, triste perché il suo padrone è lontano, in tour. La band ci dà dentro a colpi di ska, riuscendo a coinvolgere un pubblico che l'ha salutata con scetticismo, ma che si scalda preparandosi a scatenarsi con lo show dell'ex Oasis.

Terminato il secondo atto, alle 22 circa è un dj set di Virgin Radio, con Ringo, dj Toky e Paul Gallagher (fratello di Liam e Noel) a stuzzicare i settemila della Rotonda del Lungomare, con un'irriverente apertura con Song 2 dei Blur e un turbinio di classici made in UK, dagli Who ai The Jam, da Bowie agli immancabili The Stone Roses, la cui mastodontica I Am The Resurrection chiude, come sempre, l'attesa prima del concerto di Liam (era così anche con i live dei Beady Eye). Non più di un quarto d'ora, poi è la volta delle solenni note dei Carmina Burana. Infine, sullo psichedelico sound di Fuckin' in the Bushes, arriva lui, William John Paul Gallagher, parka giallo d'ordinanza (con su, a un certo punto, anche un foulard), accolto da un boato incontenibile del pubblico. Non è neanche iniziato lo show e tutti sono già sudatissimi.

Con il profumo del mare forte nelle narici, si parte con Rock 'n' Roll Star, intramontabile manifesto di intenti degli Oasis, mentre sul palco si intravede un pannello con le vele simbolo del Manchester City e, sulla batteria, un'effigie di Leo Sayer, cantante anni '70 che Liam ha scherzosamente citato in una recente intervista alla rivista Q. "Tonight I'm a rock 'n' roll star", grida rabbioso Liam, prima di chiudere il pezzo con "and you fucking are", "e voi lo siete, cazzo!", a testimoniare l'empatita totale con i suoi adepti. La voce è ottima ("E volevo pure vede', siamo ad inizio tour, del resto", direbbero i più maligni) e le chitarre si comportano bene, perché Jay e Mark sembrano finalmente essersi dotati degli amplificatori e delle chitarre giuste e affinato il suono: sono ottime Columbia, Some Might Say, tra le nuove l'emozionante For What It's Worth, la ballatona alla Blur di Tender, Universal Gleam, e Shockwave, l'ultimo energico singolo, anche se non mancano le titubanze sulle cinque corde, specie su Lyla e l'intro del riff di Cigarettes & Alcohol, dove Jay è - per usare un eufemismo - molto rivedibile. Questi ultimi, però, sono dettagli per i patiti, per chi sa che il wall of sound di Noel Gallagher è insostituibile. La sostanza è che Liam - e chi lo conosce lo nota - è carico più che mai, coinvolto, interattivo con il pubblico, "amorevole", come ci dice giustamente il Cristian, un altro mad for it meridionale che è venuto qui dal potentino e che, come me, attendeva questo concerto da mesi. Dopo quasi ogni canzone grida "grazie mille" e si batte più volte il petto, plaude alla folla, ingaggia un complice "gioco" di sguardi con Carmen e Piera, le due ragazze lucane della prima fila, cui lancia le proprie maracas. "Ti hanno pestato il piede? La mia t-shirt è migliore della tua", dice poi rivolto a un fan che forse gli mostrava con insistenza la sua maglietta. Sembra travolto dall'affetto e avvolto dal calore del Sud e di tutti i fan venuti da ogni parte d'Italia. "Forse ci tornerà", dirà qualcuno, convinto, alla fine del concerto. Forse è l'ennesimo caso di homines credunt quod cupiunt, ma per ora nessuno può smentire.

Nove canzoni su quindici sono degli Oasis, come il pubblico chiede e come è giusto che sia. Sei quelle del Liam solista, lanciatosi in questa avventura nell'estate di tre anni fa, dopo la fine non proprio felice dei Beady Eye, che pure avevano fatto cose egregie (chi scrive li ha visti dal vivo tre volte e lo sa bene). Wonderwall, rito collettivo, è proposta per la prima volta da Liam solista con la band al completo. Se Some Might Say è una delle più cantate, Columbia, come dicevamo, è un graditissimo ritorno, e la band le rende giustizia con un'esecuzione pressoché impeccabile. Il nuovo corso del minore dei Gallagher è, invece, caratterizzato da pezzi quali Wall of Glass e Greedy Soul. "Sono pezzi del mio album As You Were, spero lo abbiate comprato", dice dal palco. Eh La, con una brava violoncellista, è forse la canzone che lascia più perplessi, perché nota solo ai fan più accaniti, ma con la sua atmosfera onirica fa il suo, posizionata come è tra due mostri sacri quali Cigarettes & Alcohol e Wonderwall. 

Dopo una breve pausa, si riaccendono i riflettori e ricompare Liam per le ultime due canzoni. Canta la sorpresa Roll With It, tornata dal vivo dopo dieci anni (non la si sentiva dai tempi delle ultime esibizioni degli Oasis, nel 2009), e, con voce accompagnata dal pianoforte, Champagne Supernova, con le ultime note che scivolano sul lungomare a perfetta conclusione di una serata che forse non tornerà, ma che per la sua specificità e le emozioni che ha saputo trasmettere non ha precedenti né avrà eguali. Le luci si spengono, la commozione mista all'eccitazione rimane impressa negli occhi e i cuori dei fan. Un'altra chiacchierata, un altro modo per prendere tempo e 'rimuovere' la fine del concerto sulla via del ritorno a casa, esausti ma felici di aver vissuto con tanta bella gente una giornata di sano rock 'n' roll vecchia scuola. È questo che respiriamo, è questo che Liam ci regala, è questo che ci mantiene vivi. Grazie Ourkid, grazie Taranto.

Federico



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Il rito pagano di Liam Gallagher a Taranto: la recensione di Alessio

Sabato 8 giugno 2019. Un sole infuocato riscalda la Rotonda del Lungomare di Taranto, l’estate tanto attesa è all’improvviso arrivata. Questo, però, è il giorno di Liam Gallagher e del suo primo concerto di sempre nel Mezzogiorno d’Italia e le proibitive condizioni climatiche non possono di certo fermare il popolo mad fer it in fila sotto il sole cocente sin dalle prime ore del pomeriggio.

Preceduto dal live dei bolognesi JoyCut, da quello degli inglesi King Hammond & The Rude Boy Mafia e dal dj set di Ringo e del fratello maggiore Paul Gallagher, alle 22:15 in punto sale sul palco del Medimex l’ospite più atteso della serata, l’ex frontman degli Oasis, accolto subito da un boato da parte del pubblico festante.

Quello che seguirà sarà un set molto serrato, 75 minuti di rock 'n' roll senza fronzoli, come d’abitudine per la voce del Britpop, in cui si alterneranno canzoni da solista, brani dei Beady Eye (Soul Love) e degli Oasis.

Tra gli highlights della serata sono da annoverarsi sicuramente il nuovo singolo Shockwave, il quale può considerarsi già un instant classic, e la prima performance dal vivo di Roll With It da 10 anni a questa parte.


Più che concerti, i live dei due fratelli di Manchester, sono in realtà per gli adepti al culto del madferitismo qualcosa di molto vicino ad un vero e proprio rito pagano in cui gioia, lacrime e sudore si fondono in una cosa sola.

"How many special people change?", si canta tutti in coro, mentre lo spettacolo volge al termine sulle sognanti note di Champagne Supernova, ma Liam non cambia mai e l’emozione di ascoltare la sua inconfondibile voce è sempre la stessa.

Alessio

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lunedì 10 giugno 2019

Video: Liam Gallagher a Taranto nei servizi di Studio Aperto e TGR Puglia

In questi due video i servizi televisivi sul concerto di Liam Gallagher al Medimex di Taranto andati in onda su Italia 1 per Studio Aperto (edizione delle ore18.30) e su Rai 3 in Puglia per il TGR Puglia (edizione delle ore 14.00) di domenica 9 giugno.





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domenica 9 giugno 2019

Liam Gallagher a Taranto tra rock, linguacce e tanto amore: la recensione di Devoti di LG

LIAM GALLAGHER A TARANTO LA SCORSA NOTTE. UN CONCERTO FRA ROCK, MELODIA, LINGUACCE E TANTO AMORE!

Tutto finisce, e quel che rimane oltre la musica è quella connessione spirituale reciproca fra Liam e la sua gente. Quella intesa profonda, quella magia misteriosa che va oltre qualsiasi cosa al mondo

Caldo afoso e in fila dalle tre del pomeriggio sotto al sole. Siamo alle transenne sotto Liam. Tolte di mezzo le band introduttive, arriva il momento del dj-set di Virgin Radio e del fratello Paul. L'inizio del concerto avviene intorno alle 22.15 circa ed è davvero scoppiettante. Telecamere e fotografi invadono il corridoio sottostante del palco, questo non era successo per le due band precedenti, ora infatti è il momento della leggenda, quella vera. Parte l'intro di Fuckin' in the Bushes, il pubblico impazzisce, i fotografi e i cameramen si ammassano uno sull'altro come se fossero anche loro parte del pogo del pubblico.

Arriva la band sul palco e Liam entra dopo alcuni instanti dai primissimi accordi di Rock 'N' Roll Star. Con lui alla voce e le chitarre ruggenti al suo fianco si accende l'atmosfera e il pubblico inizia a cantare, saltare e a osannare Liam. Già dopo i primi 2 minuti eccolo lanciare il primo tamburello nel pubblico. Il concerto è un singalong di testi e musica ma anche di frasi d'amore urlate a squarciagola all'indirizzo di Liam Gallagher. Rock e ballad, ma soprattuto tanti baci. Quei baci lanciati alle ragazze delle prime file che non smettono di lanciargli cuori e urlargli frasi d'affetto, e Liam ricambia ogni cuore ricevuto con un'infinità di baci, ricambia ogni frase d'amore ricevuta portando al petto il suo pugno in segno di amore reciproco. Un Liam così amorevole non l'avevamo mai visto (sarà stata l'aria del sud) Ha imparato persino a ringraziare in italiano con una pronuncia migliore, e quando la gente non smette di omaggiarlo lui ancora al microfono blatera: Mi amate? anche io amo voi!
Le canzoni si susseguono armoniosamente. Liam si guarda attorno e lancia occhiate e linguacce in segno di gioia e gradimento.

Le ragazze delle prime file lo chiamano, gli dicono di scendere, lui si avvicina a bordo palco, ma non può scendere perchè non ci sono gradini e il palco è abbastanza sollevato da terra da non poter saltare, per rimediare Liam vorrebbe regalare le maracas, ma prima di lanciarle fa segno alle ragazze che una volta prese dovrebbero "dividerle" cosi da poter rendere felici entrambe. Lui le lancia ma altre ragazze intercettano le sue maracas lasciando l'amaro in bocca alle "legittime destinatarie". Il concerto continua fra rock e melodia, Liam lancia persino un sorriso di gioia al suo chitarrista. Dopo un ora e venti circa il concerto volge al termine. La folla non smette di osannare Liam, lui ringrazia più volte tutti concludendo con "Ci rivedremo presto, ve lo prometto! È stato il top!". Tutto finisce, e quel che rimane oltre la musica è quella connessione spirituale reciproca fra Liam e la sua gente. Quella intesa profonda, quella magia misteriosa che va oltre qualsiasi cosa al mondo. Grazie Liam, il mondo ha ancora grande bisogno di te!

SETLIST DEL CONCERTO

Rock ‘n’ Roll Star
Morning Glory
Wall of Glass
Greedy Soul
For What It’s Worth
Shockwave
Columbia
Some Might Say
Soul Love
Universal Gleam
Cigarettes & Alcohol
Eh La
Wonderwall
Roll With It
Champagne Supernova

Cristian (Devoti di Liam Gallagher)





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Liam Gallagher accende Taranto e interagisce con la folla che lo acclama







Ci sono canzoni iconiche, che diventano veri e propri inni per determinate generazioni: una di queste è indubbiamente Wonderwall degli Oasis, e ieri sera sul palco del Medimex Liam Gallagher, già frontman della band, ha fatto sognare tutto il pubblico della Rotonda del Lungomare intonandola. Gallagher ha offerto un’ora e quindici di concerto, tra nuovi pezzi compreso Shockwave, uscito appena due giorni fa, e qualche perla degli Oasis, Morning Glory, Roll with it, Champagne Supernova.

Gli anni Novanta sono stati caratterizzati dall'accesa rivalità tra Oasis e Blur per la palma di migliore band del brit pop.

Un rivalità che a molti ha ricordato quella tra Beatles e Rolling Stones, entrambi numi tutelari dei loro giovani successori.

Mentre in realtà i rapporti tra Fab Four e le Pietre Rotolanti erano ottimi, basti pensare che Mick Jagger ha cantato nel 1963 I wanna be your man scritta dalla premiata ditta Lennon-McCartney, quelli tra i Blur e gli Oasis erano a dir poco burrascosi.

Tra i tanti diverbi, suscitò scalpore la dichiarazione di Noel Gallagher, che augurò a Damon Albarn di contrarre l'AIDS e di morire.

I due si sono riconciliati qualche anno fa in occasione di un concerto benefico al Royal Albert Hall per il Teenage Cancer Trust, organizzazione che aiuta i bambini colpiti da tumore, mentre sono ancora burrascosi i rapporti tra Noel e Liam.

Vista l’impossibilità di portare avanti il gruppo, i due litigiosi fratelli Gallagher si sono separati dal 2009 e ognuno porta avanti la sua carriera solista.

Liam Gallagher ha dato vita nel 2010 al progetto Beady Eye, ormai tramontato, del quale facevano parte Andy Bell, Gem Archer e Chris Sharrock, tutti ex Oasis.

Nel frattempo, il bad boy del pop è stato più volte al centro delle cronache extramusicali per le sue risse nei locali e le sbornie che l’hanno visto salire più volte sul palco in condizioni non ottimali.

Disastri pubbici ma anche privati, come il matrimonio con l'ex popstar Patsy Kensit naufragato dopo pochi mesi.

Visti i pessimi rapporti tra i fratelli Gallagher, appare davvero difficile una riconciliazione per dar vita a una seconda fase degli Oasis: "La questione della reunion è molto seria e non accetto che mi venga data la colpa" – ha detto Liam durante un’intervista a Radio X – "Noel se ne va in giro atteggiandosi come se gli avessi accoltellato il fottuto gatto ma la verità è che lui vuole suonare in una band solista, se la gente crede che la colpa sia delle mi frecciatine su Twitter non ha capito nulla. Le domande su un ritorno degli Oasis le dovete fare a Noel, è colpa sua".

Il convincente album As You Were ha segnato due anni fa l'inzio di una nuova fase della carriera del cantante.

Potenziato da una produzione contemporanea e carica di bassi, il brano ci presenta il suono di Liam da una nuova angolazione, pur mantenendo i tratti caratteristici che lo hanno reso un artista così tanto influente: potenti ondate di chitarre, melodie irresistibili, ritmi fragorosi e la sua voce accattivante.

Gli stessi ingredienti che hanno reso indimenticabile la seconda serata del Medimex di Taranto, dopo l'eccellente double bill di Cigarettes After Sex e Editors di venerdì.

Introdotto dal dj-set del più giovane dei fratelli Gallagher, l'inizio del concerto, alle 22.20, è davvero scoppiettante, con l'adrenalinica Rock 'N' Roll Star, canzone-manifesto della band inglese che mette subito in chiaro le coordinate sonore della serata, con un sound compatto e implacabile con il quale è impossibile rimanere fermi.

Morning Glory è un emozionante salto indietro nel 1995, quando uscì il disco più celebre degli Oasis, (What’s The Story) Morning Glory?, che è diventato, con 22 milioni di copie, il terzo album più venduto di sempre nel Regno Unito, preceduto solo dal Greatest Hits dei Queen e da Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles.

Wall of glass ha un'indiavolata ritmica punk, che si stempera nella strofa per poi riprendere vigore nel bridge.

Il pubblico mostra il suo apprezzamento per l'esplosiva performance della band con il coro da stadio "Liam, Liam".

Il cantante parla poco, ogni tanto saluta e ringrazia il pubblico, perchè tutto quello che ha da dire e da dare è tra le pieghe delle sue canzoni.

Uno dei momenti più rock e coinvolgenti dell'esibizione è stato il nuovo, recente singolo Shockwave, caratterizzato da una forte impronta blues, da una batteria impalcabile, da un'armonica deliziosamente vintage e da un'apertura armonica che più lennoniana non si può.

Tra i 16 brani in scaletta, bel 9 appartengono agli Oasis, quasi a riaffermare il suo ruolo di ambasciatore più credibile del repertorio del gruppo, soprattutto in un momento in cui il fratello Noel, con i singoli danzerecci Black Star Dancing e Rattling Rose, si sta dirigendo verso altri lidi sonori, più radio friendly.

Nei quattordici anni di carriera discografica, che va da 1994 al 2008, gli Oasis hanno venduto oltre 70 milioni di album nel mondo, con 22 singoli consecutivi nella Top Ten inglese, 7 album al primo posto, ma, più di tutto, hanno contribuito a definire una generazione, che si vestiva e si pettinava come i loro idoli.

Ciò che resta di un artista e di un gruppo, al di là delle doti tecniche e carismatiche, sono le canzoni, ed è innegabile gli Oasis ne abbiano fatte alcune davvero memorabili.

Lo hanno dimostrato ieri sera i capolavori Wonderwall e Champagne Supernova, cantante in coro, alla fine del concerto, dalle migliaia di persone che affollavano il main stage della Rotonda del Lungomare, in un momento di grande coinvolgimento emotivo che ha provocato diversi occhi lucidi tra il pubblico.

I fan degli Oasis oggi hanno superato i trent’anni, in alcuni casi anche i quaranta, lavorano e hanno dei figli, ma non hanno mai perso il piacere di ascoltare la musica della band di Manchester, che è stata la colonna sonora portante della loro adolescenza.

Canzoni che, come tutta la grande musica, non invecchiano mai e che, come un tesoro prezioso, vengono tramandate da padre in figlio.

La scaletta del concerto di Liam Gallagher al Medimex di Taranto (8/6/2019)

Rock 'n' Roll Star
Morning Glory
Wall of Glass
Greedy Soul
For What It's Worth
Shockwave
Columbia
Some Might Say
Soul Love
Universal Gleam
Lyla
Cigarettes & Alcohol
Eh La
Wonderwall
---encore---
Roll With It
Champagne Supernova

Oggi l'ultima serata del Medimex. La “sacerdotessa” del rock Patti Smith chiude la rassegna tarantina domenica 9 giugno, sul main stage della Rotonda del Lungomare, per il gran finale di una tre giorni di live che ha visto una straordinaria partecipazione di pubblico.


La recensione di Riccardo Resta per Bariviva.it:

Sabato 8 giugno 2019, una data da ricordare per tutti gli appassionati di britpop dell'Italia meridionale: Liam Gallagher, l'ex frontman degli Oasis, per la prima volta a sud di Roma. Location la suggestiva rotonda sul Lungomare di Taranto per il Medimex 2019, festival della musica internazionale organizzato dall'agenzia regionale Puglia Sounds, per il secondo anno consecutivo nel capoluogo jonico.

Un concerto atteso, che all'atto dell'annuncio aveva scatenato gli entusiasmi dei tantissimi fan italiani della band di Manchester e del bad-boy inglese per eccellenza. E Liam non ha tradito le aspettative: dopo l'esibizione dell'ensemble italo-britannica Rude Boy Mafia e il dj set di Ringo e Paul Gallagher (il maggiore dei tre fratelli) alle 22:15 sale sul palco Liam, ed è tripudio. Temperatura che oscilla attorno ai 25-28 gradi, Liam si presenta sul main stage con il parka grigio, sudato ancora prima di iniziare, sulle note di Fucking in the Bushes, intro dei concerti degli Oasis dal 2000 in poi. L'atmosfera è frizzante, il pubblico sa che dall'artista riceverà esattamente quello che vuole. Già, perché se il fratello maggiore Noel, Damon Albarn dei Blur e le altre grandi icone del pop britannico targano '90s hanno intrapreso altre strade, più oscure e impervie, Liam è rimasto fedele alla sua immagine, alla sfacciataggine che l'ha reso icona per la generazione che ha vissuto il passaggio dal vecchio al nuovo millennio con le canzoni degli Oasis a tutto volume nel walkman.

S'intuisce l'andazzo già al primo accenno del riff di Rock 'n' Roll Star, e arrivati al famoso "Weeeeeell" di Morning Glory, il secondo brano in scaletta, le corde vocali del pubblico in estasi vengono già messe a dura prova. Dopo una prima infornata di Oasis l'atmosfera si è fatta abbastanza calda per introdurre le canzoni tratte dal disco d'esordio solista As You Were (2017): Wall of Glass e Greedy Soul sono quei classici brani sfacciati e arroganti che caratterizzano il personaggio Liam, che ciondola sul palco, mani dietro la schiena, sguardo cattivo, la voce cantilenante nella forma dei giorni migliori, qualche colpetto qui e lì al tamburello e alle maracas. I tempi sono maturi per abbassare un po' la dinamica: sul palco fa per la prima volta il suo ingresso la violoncellista, che accompagna Liam nell'esecuzione di For What it's Worth, classica ballatona in stile Oasis in cui il Nostro prova ad avanzare le sue scuse (sincere?) per i suoi atteggiamenti da ragazzaccio della periferia popolare di Manchester.

Pubblicato venerdì 7 giugno, il nuovo singolo Shockwave (che anticipa l'uscita del secondo album solista Why Me? Why Not, in programma a settembre) è già diventato una hit per il fedele pubblico gallagheriano, che lo canta come fosse un classico. Tutto pronto, quindi, per tornare a casa, in territorio Oasis: se Columbia è accolta come una secchiata d'acqua gelida nel deserto, su Some Might Say si scatena il chitarrone che dà vita all'estasi pagana da sing-along incontrollato. Buona risposta del pubblico tarantino anche su Soul Love, unico brano presente in scaletta fra quelli dei Beady Eye, esperienza non esattamente felicissima del periodo immediatamente successivo allo scioglimento degli Oasis, nel 2009. Rimanendo nel mood "ballate", si prosegue con Universal Gleam, brano tratto dal disco solista, prima di un'altra buona dose di Oasis con Cigarettes and Alcohol (vero e proprio inno dei primi anni '90) e Lyla, suonata mezzo tono sotto rispetto all'originale, forse uno dei momenti meno convincenti dello show insieme a Eh La, brano solista mai pubblicato su disco. Le premesse ci sono tutte per il visibilio: al primo accordo di Wonderwall salta ogni schema, ogni freno inibitorio, è solo estasi collettiva per una delle canzoni più famose di tutti i tempi. Anche i bis sono di pura marca Oasis: Roll with It e Champagne Supernova (eseguita in acustico con piano e viola) chiudono una serata memorabile per Taranto, la Puglia e il sud Italia. È l'apoteosi dello stile Liam: sempre la solita minestra? Sì, ma quanto è bella…

Foto: Medimex e vari account Instagram


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martedì 26 marzo 2019

Ufficiale: Liam Gallagher dal vivo a Taranto l’8 giugno

Confermate pochi minuti fa, nella conferenza stampa di presentazione dell'evento, le indiscrezioni che circolavano da circa tre settimane in merito alla partecipazione dell’ex Oasis Liam Gallagher alla nuova edizione del festival Medimex, in programma a Taranto a giugno. Il cantautore si esibirà nella città dei due mari sabato 8 giugno.

Il 7 giugno arriveranno anche gli Editors e i Cigarettes After Sex, mentre domenica 9 giugno (ma era già noto) sarà il turno della diva americana Patti Smith.

È quanto annunciato questa mattina in una conferenza stampa durante la quale sono intervenuti Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia, Loredana Capone, Assessore Industria Turistica e Culturale Regione Puglia, Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto, Marco Giannotta, Vice Presidente Teatro Pubblico Pugliese, Cesare Veronico, coordinatore Puglia Sounds/Medimex e Federico Sannella, Birra Raffo.

I biglietti per i live saranno disponibili dalle 12 del 27 marzo 2019. Anche quest’anno il Medimex propone dei prezzi accessibili a tutti: 15 euro per venerdì 7, 25 euro per sabato 8, 15 euro per domenica 9 e abbonamento alle tre serate 45 euro.

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mercoledì 6 marzo 2019

Voci: "Liam Gallagher in concerto a Taranto a giugno al Medimex"

Dopo l'ufficializzazione della presenza di Patti Smith, leggenda del rock, alla prossima edizione del Medimex 2019, che si svolgerà all'inizio dell'estate, dal 5 al 9 giugno, a Taranto, si rincorrono le voci su altri ospiti illustri che potrebbero impreziosire il festival promosso dall'agenzia regionale Puglia Sounds, che si ripete per il secondo anno nel capoluogo ionico. 

Patti Smith, icona e sciamana del rock, animerà la serata finale, quella del 9 giugno, di un'edizione che sarà dedicata al mezzo secolo dalle mitiche giornate di Woodstock, ma non sarà l'unico grande ospite atteso: a Taranto dovrebbero arrivare anche gli Editors, e sembra che ci siano trattative in corso con Liam, uno dei fratelli Gallagher, gli ex Oasis. Il cantante di Manchester è attivo da un paio d'anni come solista e finora ha ufficializzato una sola data italiana per quest'estate, quella del 4 luglio a Barolo, in Piemonte.

La Puglia ha presentato il Medimex (che ha ospitato grandi artisti quali Iggy Pop nel 2017 e Placebo e Kraftwerk nel 2018) il 6 marzo a Berlino, nell'ambito del Salone internazionale del turismo, insieme con gli altri grandi eventi che caratterizzano la bella stagione, fra cui il Bif&st che ha annunciato l'arrivo di Ennio Morricone e il festival della Valle d'Itria. 

L’edizione Spring del Medimex, in programma a Foggia da giovedì 11 a domenica 14 aprile 2019, rafforza la vocazione itinerante della manifestazione avviata lo scorso anno e si propone come punto di riferimento per le politiche di destagionalizzazione della Regione Puglia, con un ricco programma di iniziative nei luoghi più rappresentativi della città, a partire dai due eventi live ad ingresso libero in piazza Cavour, il progetto speciale di Renzo Arbore di venerdì 12 aprile e il concerto di Bryan Ferry di sabato 13 aprile, unica data italiana del tour mondiale che l’artista britannico terrà pochi giorni dopo l’ingresso dei Roxy Music nella Rock’n’Roll Hall of Fame. I due appuntamenti si inseriscono, infatti, in un’articolata programmazione comprendente altri concerti e incontri d’autore con ospiti italiani e internazionali, mostre, scuole di musica, attività collaterali e un importante omaggio ai Beatles a cinquant’anni dallo scioglimento della band.

Sources: Quotidiano di Puglia, La Repubblica

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