Il mitico Pete Townshend degli Who, intervistato qualche giorno fa da Gordon Smart di Radio X, elogia gli ultimi lavori di Liam e Noel Gallagher come solisti. Gli Who si sono di recente esibiti negli USA, con Liam a supporto. Video con sottotitoli ITA.
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Intervistato il 31 luglio all'Howard Stern Show, in onda su SiriusXM, radio statunitense, Liam Gallagher ha raccontato un aneddoto risalente ad un concerto degli Oasis.
Il conduttore ha stuzzicato Liam dicendo: "Ho sempre pensato che fosse strano che Noel, che pure ha scritto le canzoni degli Oasis, iniziasse a cantare ai vostri concerti. Sei tu il cantante, hai tu quella qualità unica. Sei sempre stato tu il cantante, sai cosa intendo? Quando tuo fratello ha voluto cominciare a cantare è stata una mossa strana".
"Concordo perfettamente", ha risposto Liam. "Noel dovrebbe tornarsene sulla sinistra. Lui e Johnny Marr. Non sono cantanti, capisci? Paul Weller è un frontman: suona la chitarra ed è un frontman. Mick Jagger è un frontman. Noel dovrebbe solo tornare al luogo cui appartiene, sulla sinistra e fare qualche mossa alla Slash".
"Se io sono un frontman? Lo sono e sono anche un frontman bello", aggiunge. "Come dici? È strano per un frontman doversi fare da parte durante certe canzoni, andando dall'altro lato del palco? Sì, non è figo, amico. È come un effetto yo-yo: non vuoi mica andare e venire ... È un po' alla Spinal Tap, capisci? Dentro per una canzone, fuori per due. Se mi faceva impazzire? Amico, mi faceva impazzire".
L'intervistatore, Howard Stern, ha rincarato la dose: "Stai facendo tu il concerto, hai preso il pubblico per le palle, stai cantando ...". A questo punto Liam lo ha interrotto per raccontare un aneddoto.
"Lascia che ti racconti una storia. Stavamo facendo questo concerto enorme e Noel arriva e mi fa: 'Sai che ti dico? Ci sono 45.000 persone qui, ho una grande idea. Vado io a cantare le prime quattro canzoni e poi arrivi tu e canti la quinta canzone'. E io gli faccio: 'Mi stai prendendo per il culo?'. La cosa migliore di un concerto sono i primi secondi dopo che sei salito sul palco, perché non sai se (chi vi assiste) è preso o meno e non sai dove andrà a finire la serata. Lui mi faceva: 'Tu entri alla quinta canzone'. E io: 'Sei malato di mente' ...".
"In questo modo gli Oasis diventano la band di apertura di se stessi", dice Stern. E Liam risponde: "Esattamente, amico. E una band di apertura noiosa. Il pubblico impazzisce quando saliamo sul palco? Sì, è quella la cosa più importante per me: l'inizio".
Stern ha proseguito: "In un certo senso è quello che accadeva con gli Who. Pete Townshend scriveva le canzoni e voleva che le cantasse Roger Daltrey. E Roger aveva proprio la cazzo di stoffa per farlo". Liam concorda: "E la voce, sì, anche se per tutta la carriera non lo ha rispettato. Solo di recente lo ha fatto. No, ma Daltrey ha una delle migliori voci del mondo, ha le palle e sa cantare come si deve quelle canzoni, che sono difficili da cantare".
trad. by oasisnotizie
Nei prossimi post altre chicche dall'intervista di Liam all'Howard Stern Show (durata un'ora)
Intervistato negli USA dalla rivista Rolling Stone (audio alla fine del post,
l'intervista risale a maggio ma è stata diffusa l'11 luglio), Noel
Gallagher ha parlato di ciò che lo caratterizza come persona originaria
di Manchester, delle sue città preferite, dei suoi eroi musicali, delle
sue regole di vita, dei fan che gli chiedono i selfie, dei suoi libri
preferiti, della reunion degli Oasis e di molto altro.
Ecco una nostra traduzione - la terza - delle sue parole. In questa parte dell'intervista Noel parla dei suoi libri preferiti, della musica che lo commuove, delle band meno note che apprezza e dei suoi eroi musicali.
PARTE 3
Qual è il tuo libro preferito?
Noel al promo West Fest di Columbus il 15 luglio 2016
I romanzi non fanno per me, ma un romanzo che ho letto dall'inizio alla fine e ho pensato fosse fantastico è On the Road
(noto in Italia come Sulla strada, ndr) di Jack Kerouac.
E so che questo mi fa sembrare un intellettuale
adesso, perché non lo sono per un cazzo. Lo lessi perché all'epoca ero
molto preso da Bob Dylan e lessi un'intervista in cui parlava di questo
libro.
Quando lo presi riuscii a capire da dove venisse la connessione
tra Dylan. È una storia incredibile. Non direi che è il mio libro
preferito, ho letto molte autobiografie. Come ho detto non sono un avido
lettore, capisci? Io leggo cose "fattuali", i romanzi non mi
interessano proprio, ma On the Road è fantastico per lo stile di
scrittura.
Sembra quasi di sentire quel blues hipster di Subterranean
Homesick Blues di Bob Dylan, come velocità e ritmo di scrittura.
E se pensiamo che risale al 1957, era proprio avanti.
È
fottutamente incredibile. E mi ha fatto capire perché San Francisco era
così predestinata. Qualcuno fa: 'Perché sono tutti ossessionati da San
Francisco? New York è dieci volte la città che è San Francisco'. E mi
rendo conto che il motivo è il jazz. Gli hipster jazz erano tutti a San
Francisco, era la loro La Mecca. Un libro fantastico. E ovviamente fu
scritto in un unico tentativo, il cane che fugge con l'ultimo pezzo e
tutte quelle cose lì sono incredibili.
Quale libro stai leggendo attualmente?
Nessuno.
Devo trovarne uno buono. L'ultimo libro che ho letto era sulla spia
britannica Kim Philby, che defezionò andando con i russi durante la
guerra fredda. È scritto dalla prospettiva dei suoi amici, nessuno dei
quali sapeva che lui fosse un doppio agente. È affascinante. Non ricordo
come si chiami quel libro, però è grandioso.
Mi piace la roba della
seconda guerra mondiale e della guerra fredda, mi piace tutto quel
periodo, le manovre dei superpoteri di allora per dominare il mondo sono
affascinanti. E come si arrivò vicini al punto che qualcuno
schiacciasse il tasto.
Penso
che in America la gente non si renda conto di cosa significhi subire
blitz, non concepisce l'idea di vedere la tua città distrutta dalle
bombe. C'era follia.
L'America
non è mai stata invasa ed è per quello che quando è accaduto l'11
settembre per l'America è stata una cazzo di cosa terribile: 'Cosa? Sul
nostro cazzo di suolo?'.
In Inghilterra, invece, le attività
terroristiche i sono sempre state. L'Inghilterra è stata invasa e teatro
di guerra per secoli, capisci? Quindi quaggiù non è poi tutta questa
gran cosa. Londra è stata teatro di bombe dell'IRA negli anni '70 ed è
andata vicina all'invasione dei nazisti ed è stata invasa dai romani e
dai francesi e bla bla bla.
Quindi
sì, gli americani non capiscono proprio come sia, ma d'altro canto è
una cosa buona. Io preferirei vivere in un paese che non è mai stato
invaso.
Parlami della musica che ancora ti commuove di più.
Sono
ancora i classici. Mi capita ancora di sentire in I am the Walrus o in
roba degli anni '70 come Strawberry Fields qualcosa che non ho mai
sentito prima. È una cosa strabiliante da dire. Ti ritrovi in bagno, con
Strawberry Fields nell'altra stanza, ti colpisce qualcosa di quelle
canzoni ed è come se le stessi ascoltando per la prima volta. E non mi
riferisco solo ai Beatles e a John Lennon, ma alla maggior parte di
quella musica degli anni '70, che per me evolve ancora, capisci?
Ovviamente
in quest'epoca di playlist e Internet ... ho una playlist di tutte le
più grandi canzoni degli anni '70 e sono quelle canzoni che riescono a
fermare una conversazione in una stanza piena di gente. Se non senti
Love Me Till the Sun Shines dei Kinks da quattro o cinque anni fai:
'Porca troia! Senti che cazzo di pezzo!'. Trovo tutto quel periodo di
grande ispirazione.
È incredibile pensare che da Love Me Do ad Abbey Road siano trascorsi solo otto anni.
Sì,
ma non è solo quello. Basti pensare che molte delle band che si
ispirarono ai Beatles all'epoca di Love Me Do non si erano neanche
formate. E poi quando sei arrivato all'anno di Woodstock era spuntata
un'intera fottuta generazione e cultura che era quasi alla fine. In
sette anni o giù di lì. È fottutamente stupefacente quello che successe.
Sto ancora scoprendo qua e là dei brani della fine degli anni '70 che
mi fanno pensare: 'Wow, porca troia! Ogni volta che andavano in studio
registravano un capolavoro, è incredibile!'.
E anche band che hanno pubblicato un solo album, che hanno avuto vita molto breve, erano eccezionali.
I David. Hai sentito quell'album di
quella band, i David? Credo fossero californiani. Si dice che fossero
stati chiamati alle armi per la guerra del Vietnam ed è questo il motivo
per cui nessuno ha più sentito parlare di loro. Penso che il loro album
si chiami Another Day, Another Lifetime. È fottutamente folle. E tutta la roba ... Come cazzo si chiama quella band? ... Hanno scritto Walk Away Renee.
I Left Banke.
I Left Banke. Tutta la roba dei Left Banke. Cioè ... porca troia! Incredibili!
Nei
primi anni '70 se non fosse stato per David Bowie e poche altre persone
... Il mainstream pop era divenuto così orribile in così poco tempo.
Sai,
nei primi anni '70 il rhythm & blues e il blues in sé si erano
fatti spazio oltre l'Atlantico e gli inglesi avevano creato la propria
cultura di quel tipo e l'avevano fatta tornare in America. Gli inglesi
presero i Velvet Underground e gli Stooges e inventarono il punk rock e,
sai, cambiarono il mondo. E anche quei primi dischi punk, dei Ramones,
dei Sex Pistols e dei Clash, ti lasciano ancora a bocca aperta.
Chi sono i tuoi eroi e perché?
I
miei eroi musicali penso che sarebbero i Beatles e gli Stones, perché
... Perché? ... Cazzo! Perché avevano le migliori canzoni, penso.
Ray
Davies perché scriveva le migliori canzoni, Pete Townshend perché non
gliene fregava un cazzo, David Gilmour e Roger Waters perché combinati
l'uno con l'altro erano il fuoco e il ghiaccio.
Di
Roger Waters mi piaceva fottutamente la sua megalomania. Di David
Gilmour mi piace la sua figaggine, il suo modo di suonare la chitarra.
John
Lydon, perché è una persona molto vera e un po' mi agito quando lo
incontro, anche se penso di piacergli, perché abbiamo trascorso
bellissime serate insieme. Andiamo proprio d'accordo e gli voglio bene.
Poi ci sono i Jam con Paul Weller, che è divenuto un mio ottimo amico e mio vicino di casa.
E gli U2, anche loro divenuti miei amici. E li amo perché da ragazzo ascoltavo The Joshua Tree
ed era di grande ispirazione, era un modo di comporre le canzoni così
semplice, ma si connetteva con chiunque nel mondo e quella cosa mi
piaceva molto.
E poi gli Stone
Roses. Scrissero una canzone di nome Sally Cinnamon, la comprai il
giorno che uscì, la portai a casa, la ascoltai e pensai: 'So che posso
farcela ora, perché so scrivere canzoni così'.
Poi
ci sono Morrissey e Marr degli Smiths perché portarono la composizione
delle canzoni su un altro cazzo di livello. Morrissey è un figlio di
puttana ed è talmente spassoso che è incredibile, ti fa venire i dolori
per quanto ti fa ridere. Johnny Marr è come me, è di Manchester e viene
da una famiglia irlandese, siamo quasi la stessa cosa. Anche se lui è un
mago e io un mero apprendista mago.
Chi
altro? Mia moglie, perché è fottutamente bellissima e per un qualche
folle incantesimo del fato ho finito per sposarla dopo averla incontrata
in un nightclub e abbiamo due figli fantastici.
Mia
figlia adolescente è un'eroina, perché ha superato delle avversità ed è
fottutamente figa, ma - come ho detto - non sarà mai figa quanto me. E il fatto che lo
accetti la rende più figa di me, il che non può essere possibile.
Chi altro? Mia madre, perché ha cresciuto Liam Gallagher. Cazzo! Wow! Provate a farlo voi!
È un peccato che due dei tuoi eroi musicali, Morrissey e Marr, dopo alcuni anni abbiano smesso di fare musica insieme, perché non riuscivano a sopportarsi.
È una cosa buffa e strana. Sembra che nessuna somma di denaro possa farli tornare insieme sul palco, ma in fondo io li ammiravo ancora di più per quel motivo, capisci?
Ah, aspetta un attimo. Dico anche Neil Young e Bob Dylan. Io ora mi sono liberamente trasformato in un cantautore, ma in realtà loro lo sono, cazzo. Ogni volta che vedo Neil Young penso: 'Porca troia! Fa mai un concerto di merda?'. Gli Oasis hanno suonato con lui e abbiamo avuto proprio l'ccasione di uscire insieme. Veniva nel nostro camerino e conosceva le nostre canzoni e pensava fossimo fighi. E noi pensavamo: 'Gesù! Neil Young! Questo era a Woodstock! Porca zozza!'.
Pare che Bob Dylan, i Rolling Stones, Roger Waters, gli Who, Paul McCartney e Neil Young possano riunirsi per un superconcerto al Coachella, ad ottobre.
Cosa? Cosa?
Sì, è stato annunciato ieri.
Dov'è questa cosa? Ad ottobre al Coachella.
Cazzo, ci vado, perché il mio tour finisce a settembre.
Wow, fallo!
Rendi noto che sono disponibile ad aprire fottutamente il concerto di chiunque suonando il banjo!
Si dice che incassino sette milioni di dollari ciascuno.
Sul serio?
Giuro su Dio.
Suoneranno mezz'ora ciascuno?
No, sarà una tre giorni. La prima sera ci sono Bob Dylan e gli Stones, la seconda Neil e McCartney, la terza Roger Waters e gli Who. Giuro su Dio. È stato annunciato ieri.
Cazzo, è fatta. Ci vado. Se ora riattacco non ti offendere, è perché vado adesso a prendere i biglietti.
traduz. oasisnotizie
FINE PARTE 3 Segui i prossimi post per leggere le altre parti dell'intervista di Rolling Stone a Noel.