“I film sono gli hashtag del mondo contemporaneo”. Sintetizza così, in maniera incisiva, il direttore artistico Alberto Barbera, svelando il programma dell’83ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia. Un cartellone come sempre ricco, variegato, teso a unire diverse generazioni e al contempo a stupire. C’è un po’ tutto quello ci si aspetta dal più antico e tra i più importanti festival al mondo: la presenza di grandi autori (Werner Herzog, Hirokazu Koreeda, Nanni Moretti, Stéphane Brizé, Martin McDonagh), star hollywoodiane (John Malkovich, Susan Sarandon, Robert Pattinson), titoli di richiamo e nomi che scompaginano le previsioni, come la rock band britannica Oasis. Non mancano poi nuovi sguardi e provocazioni come il doc “Be Brave” realizzato interamente con intelligenza artificiale. Ecco le principali novità attese a Venezia Lido dal 2 al 12 settembre 2026.
Cinque italiani per il Leone d’oro
Anche quest’anno è copiosa la presenza di registi italiani in
gara per il Leone d’oro. Il primo che suscita curiosità è Nanni Moretti
con “Succederà questa notte”, interpretato da Louis Garrel e Jasmine
Trinca; da sempre habitué del Festival di Cannes, dove ha vinto la Palma
d’oro, Moretti torna alla Mostra da cui mancava dal 1989. Nella
pattuglia italiana figurano anche: Edoardo De Angelis con “Il fuoco che
ti porti dentro”, dal memoir di Antonio Franchini, che punta molto sulla
prova artistica di Vanessa Scalera; Marco Bechis con “Ritorno a Buenos
Aires”, che recupera il tracciato del suo film “Garage Olimpo” (1999),
cinema di impegno civile che rilegge storia e traumi della dittatura in
Argentina; Andrea Pallaoro con “The Echo Chamber”, che porta sullo
schermo l’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, nel cast Luca
Marinelli insieme alle dive hollywoodiane Alicia Vikander e Susan
Sarandon. Infine, Paolo Strippoli con “L’estranea”, interpretato da
Jasmine Trinca e Romana Maggiora Vergano.
Tra i 19 titoli della sezione sperimentale Orizzonti, gli italiani sono: “La ragazza con la Leica” di Alina Marazzi (film di apertura); “Una storia” esordio alla regia di Anna Foglietta; “La città dei vivi” di Edoardo Gabriellini, dal romanzo Nicola Lagioia; e “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio.
Gli altri registi in gara
Un Leone d’oro conteso da altri quindici autori internazionali,
che non renderanno di certo partita facile ai nostri. Anzitutto il film
di apertura “Ink” del Premio Oscar britannico Danny Boyle, dal
drammaturgo Olivier James Graham, con le star Jack O’Connell e Claire
Foy.
Tornano poi al Lido: l’irlandese Martin McDonagh con “Wild Horse Nine”, che vede nel cast il duo John Malkovich e Sam Rockwell; i francesi Florian Zeller con “Bunker”, che punta tutto sulla coppia da Oscar Penélope Cruz e Javier Bardem, e Stéphane Brizé, che con “Un bon petit soldat” prosegue la sua indagine sociale sulla precarietà del lavoro, protagonisti Alba Rohrwacher e Vincent Lindon. Ancora, il pluripremiato autore giapponese Hirokazu Koreeda con “Look Back”.
In gara c’è anche il decano Werner Herzog con “Bucking Fastard”, che
chiama Kate Mara e Rooney Mara a vestire i panni delle sorelle Chaplin.
Torna dietro alla macchina da presa anche l’attore Premio Oscar Casey
Affleck con “Company”.
Figurano sempre in gara: Lance Oppenheim (“Primetime”); Ali Asgari (“A
Bit of Light”); May el-Toukhy (“Woman Unknown”); Lee Chang-dong
(“Possible Love”); Cédric Kahn (“15/18. A Place to Heal”); Ilya
Khrzhanovsky (“Dau”); Nicolas Pariser (“Un peu avant minuit”); e Shinya
Tsukamoto (“Mr. Nelson, Did You Kill People?”).
IA, serie e titoli di richiamo
“Di Intelligenza Artificiale – sottolinea sempre Barbera – se
ne parlerà in diverse occasioni durante questa edizione della Mostra,
senza pregiudizi e con l’attenzione che merita uno strumento talmente
innovativo da lasciar presagire un impatto di proporzioni storiche
sull’intero genere umano”. In evidenza il doc fuori concorso “Be Brave”
di Francesco Carrozzini sull’imprenditore Renzo Rosso, interamente
realizzato con IA e targato Our Films.
Forniranno non pochi spunti di riflessione anche i ritratti di: Elon
Musk nel doc “Musk” di Alex Gibney; degli Oasis in “Oasis: Don’t Look
Back in Anger” di Dylan Southern e Will Lovelace – con i fratelli Liam e
Noel Gallagher al Lido –; di Russell Crowe in “What Love Builds” (di
cui l’attore Premio Oscar firma anche la regia); e dell’architetto Peter
Zumthor in “From Inside Out” di Wim Wenders.
Tra i grandi autori che hanno accettato di presenziare al Lido fuori
Concorso ricordiamo: Gianni Amelio con “Nessun dolore”, Mario Martone
con “Scherzetto” e Amos Gitai con “The Road to Jericho”. C’è anche Luca
Guadagnino con “Joie de vivre”, doc della durata di 435’ su Bernardo
Bertolucci. A Giovanni Veronesi, infine, l’onore di chiudere la Mostra
con “Dio ride”. Una sola serie Tv è attesa a Venezia83: “Peccato”
scritta e interpretata da Emanuela Fanelli, mockumentary in chiave
comedy sulla carriera dell’attrice.
Giuria, conduttori, Leoni d’oro e premi collaterali
La giuria internazionale di Venezia verrà presieduta dalla
regista-attrice Maggie Gyllenhaal (USA), affiancata da: Kaouther Ben
Hania (regista, Tunisia), Daniel Blumberg (compositore, Regno Unito),
Francesco Casetti (accademico, Italia), Xavier Giannoli (regista,
Francia), Shahrbanoo Sadat (regista, Afghanistan) e Johnnie To (regista,
Hong Kong).
Due i Leoni d’oro alla carriera: all’attrice Ellen Burstyn e all’attore
George Clooney. Le cerimonie di apertura e chiusura verranno condotte
dall’attrice-regista Greta Scarano e dall’attore Nicolas Maupas.
Tra i riconoscimenti collaterali, da segnalare soprattutto: lo storico
Premio cattolico internazionale Signis (già Ocic, il più antico alla
Mostra), il premio della comunità protestante Interfilm e il premio
“Robert Bresson”, che l’Ente dello Spettacolo consegna ogni anno in
accordo con i Dicasteri della Comunicazione e Cultura della Santa Sede.
Source: Agensir
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