mercoledì 14 settembre 2022

Liam Gallagher: "Festeggerò i 50 anni a Mustique perché non ci sono coglioni coi telefonini. Brian May? L'ho insultato, quindi lo evito"

Intervistato da Johnny Vaughan su Radio X il 2 settembre, alla vigilia dell'esibizione al concerto tributo a Taylor Hawkins, Liam Gallagher rivela che celebrerà il proprio cinquantesimo compleanno sull'isola caraibica di Mustique "perché lì non ci sono coglioni coi telefoni: i telefonini non sono ammessi". 

Liam spiega anche perché si tiene alla larga da Brian May e dalla "banda" dei Queen. "L'ho insultato, per cui se lo vedo mi metto il cappuccio e scappo via. Se lo incontrassi, darei la colpa a Noel dicendogli: 'È stato lui a insultarti!' ...". A proposito del compianto Hawkins, Liam dice: "Non direi che fossimo amiconi, ma parlavamo molto al telefono di rock 'n' roll a orari stupidi. È triste".

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domenica 11 settembre 2022

Video (sottot. ITA): Liam Gallagher sui veri avventori dei pub e sulla fatica che fanno calciatori e rocker

Intervistato da Radio X il 2 settembre, Liam Gallagher dice che i veri avventori dei pub sono quelli che ci vanno d'inverno. Poi spiega che i rocker come lui faticano molto più dei calciatori, che a suo dire si limitano a giocare a calcio. 

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sabato 10 settembre 2022

L'INTERVISTA | Incontro con Bugo: "Gli Oasis mi folgorarono nel 1994. Nel nuovo disco torno a loro e ai Nirvana"

In esclusiva per OasisNotizie, abbiamo raggiunto il cantautore e musicista italiano Bugo, grande appassionato di Oasis.

Da dove nasce la passione di Bugo per gli Oasis?

“Io sono nato nel 1973, quando i Gallagher sono usciti, nel 1994, avevo 21 anni ed ero nel pieno della mia gioventù musicale. Mi ricordo che sono arrivato alla musica nel '90-'91 principalmente grazie ai Nirvana e quando Kurt Cobain se n’è andato, nell’aprile '94, gli Oasis sono usciti con “Definitely Maybe” nell’agosto dello stesso anno. Abitavo ancora a Cerano, in provincia di Novara, ed andavamo tuti i sabati a Novara al negozio di CD (perché nel mio paese non c’erano): una volta, sono tornato a casa con il primo album degli Oasis”.

Canzoni o album preferiti?

“Va un po' a periodi, i primi 3 album sono tra i miei preferiti, poi dipende da quello che ho bisogno di sentire: la settimana scorsa ho ascoltato 2 volte consecutive “Standing on The Shoulder of Giants”, da cui ho tratto diversi spunti per l’album su cui sto lavorando. Mi ricordo che quando comprai “Definitely Maybe”, il disco mi colpì molto: si tratta di un album che, ancora adesso, ha una sua potenza sonora che avverto sin da subito da musicista. Possiede un’irruenza sonora che, da primo album, rappresenta un insegnamento per gli altri artisti: perché il primo album di un artista non deve essere troppo “pettinato” ma una sorta di “sberla in faccia” e quello lo è. Poi, acquistato “Be Here Now”, andai a vedere il primo concerto degli Oasis il 16 novembre 1997 al Forum di Assago e ricordo bene lo stile British dell’evento”.

Nelle canzoni di Bugo ci sono interconnessioni con gli Oasis? Ci dicevi che stai lavorando ad un nuovo album?

“Quando ho formato la mia band, io avevo 2 gruppi di riferimento, ossia Nirvana ed Oasis: decisi di pormi sulla strada di un gruppo “alla Nirvana” perché capii che allora un rock in Italia “alla Oasis” non avrebbe fatto presa. Non eravamo pronti e se guardo quelli che hanno imitato gli Oasis mi sembrano ridicoli. Poi, andando avanti nella mia carriera, gli Oasis sono sempre stati i miei ascolti ed i miei riferimenti crescendo con la mia musica, nel look e nel non avere peli sulla lingua. Venendo al disco nuovo che ho registrato quest’anno a Brescia, la mia intenzione era quella di creare un album più chitarristico, mi sono di nuovo avvicinato alla musica che ascoltavo da ragazzo e finisco sempre lì: torno agli Oasis ed ai Nirvana ma anche ai Fontaines D.C.. Il disco è stato registrato da gennaio 2022 fino ad agosto 2022 ed uscirà nel 2023”.

Ringrazio di cuore Bugo ed il suo manager Marco per le grandi disponibilità e gentilezza dimostrate nel corso della nostra intervista.

Valerio Pieraccini

(L'Intervista - n. 2)


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giovedì 8 settembre 2022

L'INTERVISTA | Momblano: "Il mio amore per Definitely Maybe e gli Oasis: il giusto mix di istinto e rotondità"

Il nostro collaboratore Valerio Pieraccini ha intervistato il giornalista sportivo e critico musicale Luca Fausto Momblano, grande fan degli Oasis. È stata una bellissima intervista, che vi proponiamo qui di seguito. Grazie a Valerio e Luca.

Abbiamo raggiunto Luca Fausto Momblano, autore, giornalista sportivo e critico musicale, in esclusiva per Oasis Notizie. Appassionato di calcio applicato e narrazioni dietro le quinte, dalla carta stampata alla tv il passo è breve: per anni a Juventus Channel in qualità di opinionista tecnico, attualmente è giornalista e redattore in forza al gruppo Mediapason (TeleLombardia, Antenna, TopCalcio24).

Ciao Luca, che ricordi ti suscitano gli Oasis?

“I ricordi sono legati ad un momento della vita molto bello e speciale: quello dell’autonomia con gli amici, dell’università, dei primi lavori, dei viaggi con la fidanzata. Si tratta di un momento in cui – nel range di ascolti già molto variegato e, intorno ai vent’anni, spigoloso fatto di ricerca anche di situazioni sperimentali e “spinte” nel panorama del rock e non solo – gli Oasis hanno rappresentato una levigatura necessaria, avevano la giusta parte d’istinto e di rotondità che sono state già presenti nei primissimi singoli del gruppo. Singoli che avevo conosciuto, in particolare “Whatever”, all’interno di uno di quei “bunker” da ballo che esistevano ancora a Torino con i mitici Giorgio Valletta e Sergio Ricciardone che facevano i DJ al “Faster”. C’era un bel movimento trasversale e, tra i pezzi nuovi, ricordo anche alcuni dei primi singoli degli Oasis legati al boom di “Definitley Maybe”: all’epoca comprai il cd dell’album che comprendeva, in un’unica confezione, anche Whatever.”

Il link degli Oasis con il mondo del pallone è forte, con i fratelli Gallagher che non hanno mai nascosto la loro passione per il calcio. Associ i ricordi di una partita in particolare al gruppo mancuniano?

“Il calcio e la musica rappresentano i miei due mondi e sono molto fortunato ad averci lavorato, ma non frequentemente sono interconnessi. Se devo legare un brano degli Oasis ad un evento calcistico che mi toccava da vicino, ricordo con certezza che, nella consolazione dell’estate del post-finale di Champions League persa dalla Juventus nel 1997 contro il Borussia Dortmund – una finale giocata bene dai bianconeri, forse l’unica per la quale nutro un profondissimo rammarico – iniziavo a conoscere il primo singolo di “Be Here Now”, ossia “D’You Know What I Mean?”. Trovai azzeccatissimo e coraggioso quel brano e lo lego al video: ricordo questa estate amara, gli elicotteri e l’incedere anche abbastanza psichedelico – forse come mai prima – di un pezzo che mi è rimasto dentro”.

Parlando di Oasis, da critico musicale quale sei, mi stileresti una tua personalissima classifica degli album dei fratelli Gallagher?

“Noi leghiamo i dischi ed il loro valore a due fattori che si confondono tra loro e dei quali si mischia l’oggettivo ed il soggettivo. Il dato oggettivo di conoscenza degli Oasis è il corso naturale del tempo e delle uscite, mentre quello soggettivo è il momento della propria vita in cui si conosce e si ha voglia o meno di accogliere un determinato artista. Questa la mia classifica: 1° per distacco “Definitlely Maybe” (credo che nessun critico musicale possa disquisirne); 2° posto per “Be Here Now”, album sottovalutato: la pomposità di quel disco (nonostante Noel la considerasse un punto debole) corrisponde a quello che erano gli Oasis in quel momento, avevano bisogno di qualcosa di “zuccherino e pomposo”, un po' meno piatto di “(What’s The Story) Morning Glory?” che inserisco al 3° posto della mia classifica. Miglior pezzo di WTSMG è “Some Might Say” che, di fatto, è un brano da “Definitely Maybe” dato che alla batteria vi è sempre Tony McCarroll. 4° “Heathen Chemistry”, siamo in una fase di declino. Al 5° posto, “Standing On The Shoulder of Giants”. Credo, infine, che “Dig Out Your Soul” sia un disco da 6,5 in pagella in cui vi è stato il tentativo di recuperare la scrittura dei tempi migliori”.

Infine, parlando delle carriere da solisti di Noel e Liam Gallagher, che giudizio ne dai?

“Ritengo le carriere da solisti dei due fratelli Gallagher del tutto irrilevanti per ovvi motivi. Nel senso che la mente musicale degli Oasis era Noel, leggermente superiore a Liam, ma se un artista come il maggiore dei due abbia effettuato le cose migliori nelle collaborazioni prima che nei suoi dischi, rappresenta il fatto che io trovi abbastanza insignificanti le due carriere post. Il tenore degli artisti non è ovviamente quello di John Lennon e Paul McCartney, già le cui carriere hanno avuto diversi momenti anonimi: non è facile, lo capisco. Non ho avvertito una scossa nella produzione della carriera da solista di Noel e Liam che conquisti la mia attenzione”.

Ringrazio di cuore Luca Momblano per la cordialità, la disponibilità e la professionalità dimostrata nel corso della nostra intervista.

Valerio Pieraccini

(L'Intervista - n. 1)

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domenica 4 settembre 2022

Video (sottot. ITA): Liam Gallagher commenta Knebworth 2022 e svela cosa guarda alla TV

Intervistato il 2 settembre da Radio X, Liam Gallagher parla di cosa ha provato nell'estate del 2022, tornando sul palco di Knebworth dopo ventisei anni, e di come preferisca cantare dal vivo piuttosto che in studio. Spazio anche per alcune domande su quello che guarda in TV.

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