domenica 20 giugno 2021

Liam Gallagher: "L'Italia vincerà l'Europeo di calcio"

Liam Gallagher ha una nazionale favorita per la vittoria del campionato europeo di calcio in corso.  È l'Italia. Lo ha rivelato lo stesso cantautore rispondendo ad un fan che su Twitter gli domandava: "La Germania vincerà questo Europeo?". " L'Italia, penso", ha replicato l'ex Oasis. Ne dà notizia anche l'edizione odierna del quotidiano La Repubblica (foto qui sotto).

Nella foto qui sopra Liam Gallagher in concerto all'Alcatraz di Milano con i Beady Eye, avvolto dal tricolore italiano, il 16 marzo 2011.

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Noel Gallagher sul lockdown: "La musica live è morta e al governo non frega perché sanno che li manderemo a fanculo alle elezioni"

Interpellato da Sky Arts per il programma televisivo Noel Gallagher Out of the Now, l'ex chitarrista e cantautore degli Oasis ha parlato del periodo di quarantena imposto dalla pandemia di COVID.

"Quando hanno annunciato il lockdown nessuno sapeva cosa fosse davvero, perché chiaramente nessuno di noi aveva vissuto prima nel mezzo di una pandemia", ha raccontato Noel. "Quindi all'inizio era come: 'Wow, cazzo, che cosa significa?'. Poi hanno detto che sarebbe durata tre settimane, poi tre mesi. E dopo tre mesi realizzi e dici: 'Aspetta un attimo, allora la cosa è fottutamente seria' ...".

"Era quasi come se qualcuno avesse creato il virus per fottermi la vita. Perché ho solamente sei interessi nella vita: il calcio, lo shopping, la musica, viaggiare, uscire per ubriacarmi e la mia famiglia. E tutte queste cose erano state spazzate via. Per un anno. Per più di un anno!".

"Detto questo, creativamente e professionalmente, è stato incredibile. Ho scritto infinitamente più in questo periodo di quello che avrei fatto normalmente. Ho anche collaborato alla composizione con cinque altre persone nel primo anno. E in passato non lo avevo mai fatto. O perché ero troppo occupato o perché non me ne fregava. Ma visto che te ne stai lì buttato a casa, non hai più scuse, capisci?".

"Non credo proprio che troveresti qualche persona creativa che ti dirà che ha passato un lockdown di merda, perché il tuo mondo tende ad esistere comunque nella tua mente. Il rovescio della medaglia di tutto questo è che come famiglia è stato fottutamente orribile. I miei figli erano in DAD ed avevano appena cambiato scuola. E poi è arrivato il lockdown e quindi non hanno avuto la possibilità di fare amicizia. E questo è stato straziante. Uno dei miei bambini ancora non ha superato la cosa. È stato proprio straziante".

"Devi assolutamente avere speranza per il futuro, perché cos'altro ti resta? Non puoi semplicemente accettarlo. Siamo qui in un teatro oggi. E questo teatro probabilmente sta morendo. L'industria del teatro sta morendo. La musica live è morta. E chissà quando tornerà. Nessuno lo sa, è questo il problema. Il governo non mostrerà a nessuno di noi che lavoriamo con l'arte una tabella di marcia per uscire da tutto questo, perché sanno che alle prossime elezioni li manderemo a fanculo. Quindi non sono interessati a quello che noi vogliamo".

(traduzione a cura di Luca)

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sabato 19 giugno 2021

Noel Gallagher si racconta: "Il rock da stadio degli Oasis? Bello, ma facile da scrivere e artisticamente limitante. Da solista vivo sfide impegnative"

Nel corso dell'intervista rilasciata per il programma televisivo Noel Gallagher Out of the Now, andata in onda su Sky Arts, l'ex Oasis ha ricordato i suoi esordi come solista, dieci anni fa, e di come si è evoluta la sua carriera in solitaria. Noel ha anche sottolineato le differenze tra la sua avventura con la band che ha segnato gli anni '90 e 2000 e la sua band attuale. 

"Non avevo un piano predefinito", ha detto il musicista, che ha lasciato gli Oasis nel 2009 decretandone di fatto la fine, "ma per forza di cose avrei registrato un disco. Cos'altro avrei potuto fare? Sono negato per qualsiasi altra cosa, ma non avevo la minima idea di quando l'avrei fatto o come sarebbe stato".

"E dunque una notte sono andato a letto, senza pensare a niente, forse al (Manchester) City o a cazzate del genere. Poi mi sono svegliato il giorno dopo e mi ricordo che io e Sara stavamo chiacchierando da stanza a stanza, e mentre lei era in bagno a prepararsi mi ha detto: 'Che cosa pensi di fare allora?'. E quando tua moglie ti dice una cosa del genere significa: 'Mi sono rotta le palle di averti lì in casa tra i piedi da più di un anno. Cosa vuoi fare?'. E allora le ho risposto: 'Penso che registrerò un disco'.

"Normalmente quando una band si scioglie è il cantante che si butta in qualcosa di più grande e migliore. Non è mai il chitarrista a farlo. Al contrario, gli viene una crisi isterica finché non è preso dalla smania di rimettere insieme la band, quando capisce che non frega un cazzo a nessuno di quello che un chitarrista ha progettato di fare."

"Il mio asso nella manica, però, era che avevo cantato un paio dei nostri tre singoli da primo posto. Quindi la gente sapeva com'era la mia voce e nessuno si sarebbe schifato. Avevo un po' di canzoni, non proprio tutte meritevoli di entrare in un album, che avrebbero fatto parte del disco successivo degli Oasis. E, come detto, non avevo una band. Quindi ho affittato uno studio e ho buttato giù una canzone alla volta. E anche arrivato lì non ero per niente sicuro. Mi ricordo che una sera, tornando a casa dallo studio, sono passato davanti allo Shepard's Bush Empire e cercavo ... sai lì dove mettono il nome della band, sopra la porta ... cercavo di visualizzare il mio nome lassù e non ci riuscivo. E pensavo che le mie canzoni avrebbero dovuto essere due volte meglio di quelle di tutti gli altri. Perché sono un venditore terribile, un venditore tremendo. E non sono così bravo come frontman. E nemmeno come cantante sono un granché. Quindi le mie canzoni avrebbero dovuto essere fottutamente stupende, così come il disco. Quindi tutta la mia energia l'ho messa nel comporre un grande album e ancora oggi se il disco è ben fatto, tutto il resto è solo un bonus".

"Qualcuno una volta ha detto che l'arte è solo quello che tu riesci a vendere come tale. Quindi durante il mio primo tour ed era fantastico e sentivo la cosa crescere dentro di me e mi piaceva. E dalla partecipazione del pubblico riuscivi a capire quello che potevi ottenere. Allora ho cominciato non a fare cose folli, ma cose come Riverman o The Right Stuff o The Ballad of the Mighty I, che erano tutte improntate verso un'evoluzione e non ancorate in nessun modo al passato. È stato solo dal momento in cui ho scritto un album da artista solista che ho iniziato ad utilizzare strumentazioni e influenze differenti, a cantare in modo diverso. Poi siamo arrivati a Who Built the Moon? e lì la cosa è proprio esplosa in tutto un altro mondo. In quel momento ho iniziato a pensare: 'Wow, qui le cose diventano davvero impegnative anche per me'. Ma è proprio lì che vuoi essere. E non devi avere paura. E lo devi affrontare a petto in fuori, cazzo. E non devi avere timore di essere deriso". 

"Quindi quando ho fatto uscire cose come Black Star Dancing, che è una delle mie cose preferite tra quelle che ho fatto, ho praticamente spaccato in due la mia fan-base. In realtà è una cosa buona. Mette alla prova sia te stesso che loro. Perché hai fatto la stessa cosa per vent'anni, e sapevi benissimo quando facevi un disco negli anni '90 come dovesse suonare, come sarebbe stato il relativo tour, come sarebbe stato accolto e blablabla. Sai, lo dico solo con il senno di poi, perché al tempo, quando ci stavo dentro, era fottutamente stupendo e non sapevo che ci fosse una vita fuori da quello. Adesso che lo vedo da fuori, era proprio ... Artisticamente era come indossare una camicia di forza". 

"In realtà adesso non penso al passato quando entro in studio e come la prenderà la parte oltranzista dei fan degli Oasis. Non mi passa mai per la mente. L'unica volta in cui succede è quando devo fare la scaletta per i concerti e vedo che tra le ventuno canzoni c'è solo Don't Look Back in Anger. Quindi penso che devo aggiungerne un altro po'. 'Quanto costano i biglietti? Porca troia! Ci metto dentro pure Half the World Away! Davvero? Ci butto in mezzo anche Wonderwall!'. È una sfida allo stesso modo in cui non lo era quando ero negli Oasis. Perché, come ho detto prima, era tutto basato nella lotta che infuriava nella band. La musica era cucita su misura per quello che c'era attorno, per il rock da stadio, che, sai, è abbastanza facile da scrivere. E uscire da tutto quello ha significato andare in un'altra direzione. È stata una sfida e lo è tutt'ora. Ma mi piaciuto tanto, mi è piaciuto tanto".

(traduzione a cura di Luca)


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Noel Gallagher: "Lasciare gli Oasis è stata la migliore scelta che potessi fare. Ormai venivano ai concerti solo per vederci suonare le hit"

Intervistato da Sky Arts per il programma televisivo Noel Gallagher Out of the Now, il cantautore mancuniano è tornato a parlare della fine degli Oasis. 

"Il tour degli Oasis erano sempre dominati dai contrasti. L'incidente a Parigi è stato solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mi ricordo che mi sono seduto sul sedile posteriore della macchina, fuori dalla recinzione nel retropalco, con la mia guardia del corpo. Siamo rimasti lì seduti per cinque minuti, con il motore acceso. Io ero dietro e lui sul sedile davanti. Si è girato e mi ha chiesto: 'Rimaniamo o andiamo via?'. In quel preciso istante ho capito che ne avevo avuto abbastanza, non ne potevo più e ho solo detto: 'Andiamo via'. L'autista è partito e fine della storia". 

"Non mi sono sentito sollevato, perché sapevo che mi sarebbe venuta addosso una montagna di merda e avrebbero detto parecchie cose senza senso su di me. Una delle rock band più grandi di sempre era appena implosa. Non sono riuscito nemmeno a tornare in Inghilterra, perché tutta la stampa si era riversata davanti a casa mia e mia moglie e i miei figli erano lì. Quindi abbiamo dovuto farla sgattaiolare via durante la notte, di nascosto, per poi raggiungermi da qualche parte in Francia. E alla fine siamo dovuti tornare in Inghilterra e lì si è scatenato l'inferno". 

"Non è stata, però, una decisione presa a cuor leggero. Sai, ero in quella band dal '91, anche se sono stato l'ultimo ad entrarci. Quindi avevo venti... quale che fosse l'età che avevo. Ed ero quello che aveva scritto tutti i pezzi più significativi mai registrati dagli Oasis. Era la mia vita e l'avevo appena distrutta. Dal punto di vista creativo la cosa era totalmente mia". 

"Con il senno di poi è stata la cosa migliore sia per me sia per la band. A differenza di quello che succede adesso, nel 2009 gli Oasis non erano celebrati come una delle band migliori di tutti i tempi. C'era un sentimento comune che ci spingeva a pensare: 'Forse dovremmo chiuderla qua'. E comunque era quello che io sentivo. Pensavo che la gente avesse smesso di sentire i dischi e venisse ai concerti solo per vederci tirare fuori le hit, ed era una situazione che non avrei mai voluto per la band, ma adesso naturalmente (gli Oasis) sono lì con tutti i più grandi". 

Nella lunga intervista Noel ha toccato anche altri aspetti, tra cui il lascito degli Oasis. Ne parleremo in post successivi.

(traduzione a cura di Luca)

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domenica 13 giugno 2021

Noel Gallagher su genitorialità, social e musica: "Internet è la nevrosi mondiale, ha ucciso tutto. La musica? È andata in vacca, si vogliono le hit subito. Non so guidare e menomale: sarei violento. Non so nuotare? Non siamo fatti per farlo"

A colloquio con Noel Gallagher

La band post-Oasis di Noel Gallagher, gli High Flying Birds, pubblica un nuovo best of e, di conseguenza, a Carl Marsh è stata concessa una chiacchierata con il capo. Non che ne abbiano discusso molto (e ancora meno degli Oasis), ma continuate a leggere per trovare Noel che ci intrattiene sulle questioni del giorno in modo consacrato dal tempo... Il tempismo è tutto, quindi conversare con Noel Gallagher lo stesso giorno in cui è stata annunciata la Super League europea è stato il perfetto rompighiaccio e mi ha fatto contare i secondi. Avendo solo 20 minuti per chiacchierare, esattamente dopo 6 minuti e 35 secondi, Noel dice: "Ma parliamo di musica". La cosa che redime: ho usato il mio tempo rimanente, poi abbiamo sforato di 13 minuti. Penso che Noel si sia reso conto in anticipo che avevamo trascorso troppo tempo sul calcio.

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Questa nuova pubblicazione degli High Flying Birds, Back The Way We Came: Vol. 1, contiene due nuove canzoni originali, con il resto tratto dai tre album in studio della band. Ti senti sotto pressione per portare il disco al primo posto, posizione raggiunta dalle precedenti tre uscite, nella classifica degli album del Regno Unito?

Non andrà al numero uno. Te lo posso garantire, cazzo! I best of tendono a non farlo, a meno che tu non sia come i Beatles o i Queen. Il best of degli Oasis non è mai arrivato al numero uno, quindi questo sicuramente non lo farà.

Tutta questa cosa è nata dal lockdown, dato che ho un'etichetta discografica con un sacco di personale seduto a non fare un cazzo, e ho pensato: "Beh, guarda, sta per cadere il decimo anniversario [degli High Flying Birds, ndr]. Potremmo fare qualcosa, dato che ho alcune canzoni incompiute: potrei registrarle e vedere come escono". Sono venute benissimo. E ho pensato che pubblicare un best of ci avrebbe tenuto tutti occupati e ci avrebbe dato qualcosa su cui concentrarci. Le due nuove tracce saranno fantastiche per i fan, perché a chi non piace la nuova musica? Quindi è una vittoria per tutti, ma se non arriva al numero uno, fidati di me, non piangerò affatto.

Uscirà più o meno il giorno della festa del papà, vero?

Credo di sì, come ho appena scoperto. Qualcuno me l'ha appena detto, in realtà circa 20 minuti fa, e io ho fatto: "Chissà quando è la festa del papà?".

Mi sento sempre a corto di soldi. Quando è la festa della mamma spendo una fortuna assoluta, perché mia figlia non è abbastanza grande per uscire a fare compere. Sai com'è, devi trattare la moglie e tutto il resto...

Quando mia moglie dice: "Oggi è la festa della mamma", dico sempre: "Sì, ma tu non sei la mia fottuta madre! Quindi vai a scambiare due parole con i bambini". 

Sicuramente no, devi prenderle qualcosa?

No, aspetta un attimo, ci sono abbastanza giorni in un fottuto anno per comprare fiori. San Valentino, fottuti anniversari. Martedì della frittella. Il fottuto compleanno di Madonna, sai, qualunque cosa. Le dico: "Comprerò a mia madre un mazzo di fiori, e se i bambini sono troppo piccoli per comprarti dei fiori, allora dovrai solo aspettare un po', vero?". Non ricevo niente per la festa del papà! Non ricevo un cazzo! I miei figli probabilmente mi daranno una copia di questo album.

Quindi, come ti ha cambiato personalmente l'essere padre? A me ha cambiato completamente la vita.

Ebbene, come accaduto a te, ti cambia profondamente la vita per sempre. Non sei più il centro del tuo universo: hai altre persone a cui pensare e a cui badare. La genitorialità, per me, per la mia esperienza, inizia con te che piangi per la perdita della tua vecchia vita e poi gradualmente, anno dopo anno, migliora un po'. Sto arrivando al punto in cui i miei ragazzi hanno 10 e 13 anni; mia figlia ha 21 anni. Non potrei vivere senza di loro. Immagino che sarebbe proprio lo stesso che è stato per i nostri genitori. Ma passi il primo anno a dire: "Che cazzo ho fatto? Cosa ... non posso uscire? Perché non posso uscire di nuovo?" [con la voce della moglie, ndr] "Perché sto uscendo io". 

Quindi c'è tutto questo, sai, e non ti è permesso suonare la chitarra ad alto volume a casa per un po'. I pro, però, superano di gran lunga i contro. Ho avuto una strana esperienza in cui sono andato in tour un paio di anni fa, e avevo due bambini piccoli quando ci sono andato - poi, quando sono tornato, cazzo, entrambi avevano i baffi! [ride, ndr]. Uno di loro indossava gioielli e mi chiamava "fra'!". Ho chiesto alla mia signora: "Quanto cazzo sono stato via?" e lei ha risposto che ero stato via per due anni. Ho detto: "Quelli sono baffi? Che cazzo sta succedendo qui?".

Oppure la tua roba inizia a finire quando ieri eri sicuro di non aver finito il deodorante, poi quando vai nel bagno dei tuoi figli, lui ne ha un sacco lì dentro. E tu devi dirgli: "Quello è mio. Quello è mio!".

Ti capita mai di dire ai tuoi figli: "Quando avevo la tua età, non avevo niente"?

Non proprio. Voglio dire, sono comunque affascinati dalla nostra vita passata quando dici loro che, sai, c'erano tre canali in televisione. Non avevi un telefono [cellulare]. Mi chiedono: "Cosa facevi?" e io rispondo: "Ero solito sedermi e pensare dannatamente a dei modi per sballarmi, ed ero semplicemente immerso nel calcio, nella musica, nelle ragazze e nella droga. Ora tutto ciò che vi interessa è il fottuto TikTok! Dateci dentro, forza!”.

Come ti trovi con tutta quella roba come i social media e hai mai letto la tua pagina di Wikipedia?

Non mi interessa affatto. Non uso i social media. Comunque chi scrive su Wikipedia?

Joe Bloggs. Chiunque. Penso che tu debba essere un utente registrato del sito web per aggiornare le informazioni.

Internet, per me, era una delle cose che odiavo. Ora è il mio nemico mortale, e siamo in una lotta all'ultimo sangue.

Visto che stiamo parlando dei tempi moderni, qual è la tua opinione su tutta la musica pubblicata di questi tempi?

È come la maggior parte delle cose che amavamo da ragazzi, giusto. Quanti anni hai? 40?

47.

OK, quindi ho 53 anni, quindi sì, più o meno della stessa epoca. La musica è andata un po' in vacca. La televisione è andata un po' in vacca. Le scarpe da ginnastica non sono belle come una volta. Il calcio ora sta iniziando ad andare un po' in vacca. La politica è un po' in vacca. La musica è la stessa; è solo un po' dannatamente merdosa. Perché è tutta una questione di soldi, è tutta una questione di numeri. È tutta una questione di streaming e di ciò che vende. Nessuno è più interessato a sviluppare artisti. Vogliono le cose ora, vogliono la hit ora, e se non ottengono la hit ora, cazzo, sei fuori dalla porta.

Ecco un esempio calzante. L'anno scorso, qualcuno mi ha mandato questi demo di questo ragazzo di Newcastle che suona nella sua camera da letto, Andrew Cushin. L'ho ascoltato e ho pensato tra me e me: "La sai una cosa? Questo ragazzo ha davvero qualcosa". E poiché conosco parecchie persone nel mondo della musica, ho finito per procurargli un contratto discografico provvisorio. Il ragazzo che lo ha ingaggiato era mio amico e gli ho detto che avrei prodotto le sue prime cose: "Proveremo a farlo decollare".

Così ho prodotto il suo primo singolo e lo hanno abbandonato il giorno in cui è uscito! In realtà l'hanno scaricato il giorno prima che uscisse, perché ora, sai, fanno cose così, queste piccole serpi del cazzo: "Mettiamo il piede in acqua, mettiamo qualcosa su Internet", per vedere se prende un sacco di mi piace o visualizzazioni o qualsiasi altra cosa, prima di investirci un po' di soldi in più. Stavano preparando questa cosa, ma nessuno stava 'mordendo', quindi l'hanno mollato, cazzo. Questi stronzi del cazzo!

Presti molta attenzione alle classifiche dei singoli inglesi? 

No, è terribile. È terribile. Conta solo ciò che vende. Non si tratta di promuovere una forma d'arte o la cultura, si tratta di vendite di dischi – ora! Hanno bisogno di questo, cazzo, adesso. I Queen sono andati avanti per quattro anni prima di guadagnarsi la propria pausa. I Beatles sono andati avanti per due anni prima di prendersi una pausa. Non ti alzi dal letto a 16 anni e sei fantastico. Io non sono stato eccezionale fino all'età di 27 anni. Scrivevo canzoni da quando avevo 14 fottuti anni, quindi da oltre 10 anni. Voglio dire, è vero, non ci è stata data la possibilità di essere rifiutati perché tanto per cominciare nessuno era interessato a noi, ma, per come va ora, il mondo della musica è fottuto.

Direi che i social media sono stati il ​​principale assassino per lo sviluppo di molti musicisti.

Assolutamente sì. I social hanno ucciso tutto. Internet guida la nevrosi del mondo. L'unica cosa reale su Internet è l'odio. Questo è tutto. Tutto il resto è falso. L'unica cosa reale è la divisione e l'odio. E sono imbarazzato nel dire ai miei figli che la mia generazione l'ha inventato: Steve Jobs e Bill Gates, e tutti quei coglioni del cazzo, ecco cosa ha fatto la mia generazione. E purtroppo ora non può essere annullato, perché è proprio radicato nella società.

Mia figlia e i miei due ragazzi sono cresciuti, e se una cosa non è sul loro telefono allora non esiste, amico. Una volta sono tornato a casa da una riunione, con la copertina di un disco sotto il braccio. Uno dei miei figli mi ha chiesto: "Cosa c'è nella busta grande?" e gli ho detto che era la copertina del mio album. E lui ha detto: "Copertina? Che cos'è?". Gli ho detto: "L'immagine di copertina del mio album". "Copertina, che cos'è?". Ho risposto: "La copertina di un fottuto disco!" – e poi ho dovuto spiegare loro tutto nei loro termini. "Oh bene, ho capito". "OK, quindi hai presente quando vai su iTunes e vedi quella piccola foto, quella fottuta fotina? Bene, quella è la copertina!".

E sai cosa mi ha detto uno di loro? "Fate delle riunioni per quella piccola foto?". Ho detto: "Riunioni? È costato cento fottutimila dollari!". Ma per loro è solo una foto sul telefono. 

Ho letto anni fa che non sapevi guidare né nuotare. È ancora così?

No, non mi appassiona, amico. Finirei - nel caso della guida - ... penso che compirei azioni dettate da rabbia al volante in meno di un'ora. Probabilmente andrei addosso a qualcuno con l'auto, perché se qualche altro automobilista mi facesse il dito medio io gli sfascerei la macchina.

E con il nuoto ... no, amico, se fossimo destinati a stare in acqua, avremmo i piedi palmati; non siamo fatti per essere lì.

Forse potrei insegnarti a nuotare? Sono un insegnante di nuoto qualificato.

Sono una dannata rockstar, quindi vaffanculo! [ride, ndr].

Non posso mettere in discussione questo. Quindi ti incazzi ancora quando la gente continua a chiederti il significato di certe canzoni che hai scritto?

No, non mi incazzo. Semplicemente non rispondo, perché non mi piace parlarne. E perché non mi piace che i miei cantautori preferiti mi spieghino esattamente cosa significhi una canzone, perché toglie tutta la magia. Ora viviamo in un mondo di informazioni costanti e le persone vogliono sapere tutto: "Oh, cosa sta succedendo?". E io faccio: "Vaffanculo! Fatti una tua idea!".

[Voce implorante, ndr] "Ma cosa significa? Cos'è un muro delle meraviglie, un wonderwall?". Non lo so, cazzo! Sinceramente non lo so.

So che mia figlia di 13 anni è una fan di te e della tua musica, perché le ho chiesto se sapeva chi fossi. "Certo che lo so!", è stata la risposta. Le ho detto che oggi avrei parlato con te; lei si è limitata a scrollare le spalle e ha detto: "OK, e (con ciò)?". Ho solo pensato: "Merdina sfacciata!".  

[Ride, ndr]. La cosa peggiore ora è che una ragazzina abbastanza in forma mi viene incontro, sai, e mi dice: "Oh, non può essere!" e io le dico: "Porca troia! Ci so ancora fare!". Poi mi dice: "Non può essere! Sei Noel Gallagher?". Le dico: "Lo stesso. Come stai? Come ti chiami? Bla bla" e mi sento bene con me stesso finché lei non dice: "Possiamo fare una foto veloce per mio nonno?". Nemmeno per "mio padre", per "il mio fottuto nonno"! [Rido così tanto che per poco non faccio cadere il telefono, ndr].

Porca troia! E faccio: "Cosa? Quanti anni ha tuo nonno?". "Oh, ha circa 50 anni". Dico: "Cazzo, io ho 53 anni! Vaffanculo!". Il mio dannato nonno. Gesù Cristo, ecco dove siamo arrivati! 

Source: Buzz Magazine - traduzione di oasisnotizie

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