venerdì 11 giugno 2021

Noel Gallagher: "Non mi piace vivere nel passato. Rimpianti? Non aver suonato con gli Oasis a Parigi 2009. Liam? Si è opposto alla pubblicazione di inediti degli Oasis"


A colloquio con The Chief: il decennale degli High Flying Birds, il disco di inediti degli Oasis che doveva uscire durante il lockdown («Liam non era d'accordo»), il prossimo album. Zero rimpianti, tanta voglia di futuro.

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«Puoi chiedergli quello che vuoi», dice il manager prima di iniziare l’intervista con Noel Gallagher, «ma ti chiediamo per favore di evitare domande su Liam o sulla reunion degli Oasis. Non vuole più parlarne». Prima e unica regola del fight club; almeno da questo lato del ring non ha più senso tenere i guantoni in mano.

Finalmente, aggiungiamo, nonostante sull’altro angolo il pugile sembra ancora carico per twittare uppercut. A dieci anni di distanza la campanella ha chiuso l’incontro, la baruffa tra fratelli cinquantenni iniziava a puzzare (di stantio). Questa reunion non s’ha da fare, The Chief l’ha detto, ridetto, ripetuto e ribadito ancora.

Certo, nella soap del rock’n’roll di “grandi amori che fanno giri immensi e poi ritornano” ne abbiamo visti parecchi, forse troppi per spegnere la fiammella che ancora scalda i gallagheriani più stoici. A riaprire la ferita, infatti, ci aveva pensato l’inedito Don't Stop ... uscito a nome Oasis lo scorso aprile, il primo ufficiale dal 2009. Colpo inaspettato, tanto quanto l’arrivo di Back The Way We Came, il greatest hits in uscita l’11 giugno 2021 che celebra i dieci anni di Noel solista.

«Già tempo di un best of? Non è che gli High Flying Birds ci lasciano le penne? E cosa sono tutti quegli easter egg Oasis nel testo del primo estratto We’re On Our Way Now?». Il carosello dei fan è ricominciato. «Quella canzone parla di stringersi attorno un amico che sta vivendo una brutta situazione da cui ha deciso di uscire, ma non dirò di più». Il tema del brano ci ricorda qualcosa…

Quindi proprio nessun ripensamento?

In realtà sono contento di aver lasciato gli Oasis, anche se non negherò mai che il periodo con loro sia stato veramente incredibile e sono fiero di averne fatto parte, così come sono fiero dei miei dieci anni con gli High Flying Birds. Sono cresciuto nella scrittura e nelle idee, la band è cresciuta con me e si è trasformata. Inoltre ho conosciuto e collaborato con persone che non avrei mai incontrato se fossi rimasto con gli Oasis.

Insomma, nessun rimpianto.

Forse un rimpianto c’è, quel concerto a Parigi nel 2009 (la band si sciolse prima di salire sul palco, ndr). Gli Oasis sarebbero comunque finiti dopo quel live, ma forse sarebbe stato giusto farlo, almeno per i fan: cercare di calmarsi tutti quanti e di vedere come sarebbe andata. Tuttavia una parte di me è comunque convinta che quel concerto sarebbe stato dannatamente orribile. E poi, sai, a me non piace vivere nel passato.

Infatti mi ha stupito quando, lo scorso aprile, dopo l’uscita di Don’t Stop… si era iniziato a parlare dell’arrivo di un “nuovo” album di inediti firmato Oasis.

Avrei voluto farlo uscire, ma non è stato possibile. Durante le prime settimane del lockdown avevo trovato un vecchio nastro contenente sei o sette inediti registrati quando gli Oasis erano ancora insieme. Mi sarebbe piaciuto pubblicarlo, come fosse un regalo per i nostri fan durante un periodo così difficile come l’isolamento. Ma ovviamente Liam non poteva essere d’accordo.

Ma scusa, le canzoni sono state scritte da te giusto?

Corretto.

E quindi Liam come ha potuto impedirti di pubblicarle?

Sai, se si vuol far uscire qualche inedito degli Oasis, tutti devono essere d’accordo su quali canzoni saranno pubblicate, sulla promozione, su come verranno mixate e tutto il resto, e lui non poteva essere d’accordo con nessuna delle mie idee. Ma va bene così, ora sto pensando ad altro, magari le terrò per me e le pubblicherò a mio nome e non come Oasis.

Parliamo allora dei tuoi nuovi inediti, We're On Our Way Now e Flying On The Ground.

Sono due vecchi brani che ho scritto negli ultimi 10 anni ma che non erano mai entrati negli album. Non erano mai state davvero completati e ho approfittato del lockdown per farlo. Credo che We’re On Our Way Now abbia un suono più vicino al mio stile “tradizionale”, mentre Flying On The Ground sia più soul pop, anche se non mi piace inquadrare le canzoni in un genere. Credo siano ottimi brani, punto, e ne sono molto contento dato che, solitamente, le tracce extra di un best of non sono mai granché. Queste due, invece, sono eccezionali.


È bello sentirti parlare così, temevo che l’uscita di Back The Way We Came significasse la fine degli High Flying Birds.

In realtà se non fosse stato per il lockdown non credo avrei fatto uscire questo disco. Tuttavia durante quel periodo ho riflettuto sugli ultimi dieci anni di carriera solista e mi è sembrato giusto pubblicarlo, aggiungendo due nuove tracce per renderlo più speciale. Questa non è assolutamente la fine degli High Flying Birds, semmai è un nuovo inizio. Mi aspetto tranquillamente altri 10 anni come questi.

Parli spesso del lockdown. Come hai vissuto l’isolamento?

I primi tre mesi sono stati ok, ero appena tornato dal tour e avevo bisogno di riposare. Staccare per tre mesi era quasi una novità per me. Poi quando è arrivata la consapevolezza che sarebbe stato un periodo lungo, cazzo, lì non è stato per niente bello. Mia moglie soffriva, i miei figli soffrivano, la nostra vita quotidiana era stata spazzata via, e non pensavamo ad altro che tornare alla normalità il prima possibile. Grazie a dio sono una persona creativa, il mio mondo è lì dentro, e ho scritto più canzoni nell’ultimo anno di quanto avrei fatto se non ci fosse stato il lockdown. Da un certo punto di vista è stato un bene, ma farei subito a cambio se il mondo potesse tornare alla libertà di prima. Sono successe cose terribili e spero che tutto ciò finisca presto.

Puoi già dirci qualcosa delle nuove canzoni?

Quei brani faranno parte di un nuovo album a cui sto lavorando proprio in questo periodo. Sono ancora in fase di scrittura, diciamo a metà, il materiale sta già prendendo forma ed è abbastanza vario, ma non voglio sbilanciarmi troppo. Credo che potrebbe uscire verso la fine del 2022, forse nei primi mesi del 2023. Non voglio mettermi fretta, ho deciso di prendermi quest’anno per scrivere, il prossimo per mixare, poi vedremo quale sarà lo stato del music business quando sarà pronto.

Quanto ha influito la pandemia su questa decisione?

Ha influito, non posso negarlo. Non voglio far uscire un nuovo album senza poterlo portare in tour come si deve, si perderebbe nella notte dei tempi. Inoltre non ho bisogno di far uscire per forza nuovo materiale, non sono così disperato (ride, ndr). Mi posso permettere di aspettare e vedere cosa succede. So bene che mentre sarò lontano dai palchi uscirà tanta concorrenza, ed è per questo che sono concentrato per fare il miglior disco possibile.

Le possibilità di tornare in scena ci sarebbero, l’Inghilterra è stato uno dei primi Paesi a indirizzarsi verso la riapertura dei grandi eventi, festival compresi. In Italia, invece, abbiamo ancora qualche difficoltà in questo senso.

Io non farò nessuno spettacolo, se non qualcosa per la televisione. L’unica ragione per cui, in questo senso, l’Inghilterra è più avanti rispetto all’Italia è a causa del Brexit: siamo un’isola e ora ci è permesso chiudere le frontiere, procedere velocemente con il vaccino e tenere la situazione sotto controllo. Qui in Inghilterra le cose potrebbero tornare più velocemente a come erano prima della pandemia, moltissime persone sono già state vaccinate, ma non credo che quest’estate sarà davvero possibile andare a un festival. Si stanno vendendo i biglietti, ma non credo saranno realizzati. Abbiamo tutti bisogno della musica live, per la nostra salute mentale, per quella sensazione meravigliosa di stare in mezzo ad altra gente. Questo deve essere l’obbiettivo comune, riportare le persone a vivere insieme e senza paura degli altri.

Tu poi sei sempre stato critico nei confronti del distanziamento sociale e delle mascherine.

Sì e lo penso ancora. Credo che la gente non avrebbe dovuto essere costretta a coprirsi il volto, e non sono sicuro che la mascherina o il distanziamento sociale siano stati un rimedio veramente efficace. Anzi, credo siano stati una violazione dei diritti umani, ma viviamo in tempi strani. Non credo nell’efficacia della mascherina e non mi piace indossarla. Non si poteva neanche andare al cazzo di supermercato, ma questo è ciò che è stato deciso. Ora per fortuna sembra che la situazione sia sotto controllo. È il momento di pensare al futuro con ottimismo.

Credi che potremo ritornare ai concerti senza la paura del contagio?

Credo ci saranno molte persone che continueranno ad aver paura, ma penso che la decisione debba essere loro, mentre chi non ha timore del contagio dovrà essere libero di non indossarla. Io non ho mai avuto paura del Covid, perché sono morti solo l’1% dei contagiati. Il 99% è guarito, mi sembra una buona statistica, ma solo in futuro scopriremo come sono andate veramente le cose.

Source: Rolling Stone Italia 

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lunedì 7 giugno 2021

Noel Gallagher annuncia: "Il mio prossimo album? Sarà più acustico, ho già cinque brani inediti sotto forma di demo"


Sono trascorsi dodici anni da quando Noel Gallagher è uscito dagli Oasis. Dato che le relazioni tra lui e Liam sono ancora nella fase degli insulti sul palcoscenico di Twitter, i fan non dovrebbero trattenere il respiro in vista di una tregua a breve tra i due. In realtà sembra che Noel si stia godendo la vita da artista solista. Di recente Chris è andato a trovarlo nel suo nuovissimo studio di registrazione a King's Cross, per parlare del recente greatest hits dei Noel Gallagher's High Flying Birds, Back the Way We Came Vol. 1 (2011-2021), e lo ha trovato in forma entusiasmante. Critica aspramente quella "fi*a grassa" di Boris Johnson, si lamenta del lockdown, ma è entusiasta del disco a cui ha iniziato a lavorare come alternativa allo starsene seduto ad ascoltare TalkSport. 

Ciao Noel. Questo posto è carino, da quanto tempo sei qui?

Sono qui da settembre. Ci sono voluti due anni per costruirlo e si è quasi finito tutto poco prima del primo lockdown, poi tutti sono impazziti per sei mesi e non si sono avvicinati al luogo, quindi è stato finito poco prima del secondo lockdown. Se non avessi avuto questo posto, avrei dannatamente portato fuori un paio di persone. Solo per essere qui ogni giorno. La mia compagna mi diceva: "Stai facendo un disco?". E io: "No, ascolto TalkSport tutto il giorno". "Cosa, nello studio?". "Sì".

Anche se non stavi facendo nulla, deve essere stata una manna dal cielo avere questo posto in cui fuggire.

Sì, assolutamente. Ma poi, di nuovo, il rovescio della medaglia è che ora ce l'ho, penso sempre che dovrei davvero lavorare e non solo ascoltare la cazzo di radio. Quindi mi ha fatto iniziare un nuovo disco con circa sei mesi di anticipo.

Quello è buono!

Sì, purché non lo finisca sei mesi prima. Non voglio davvero finirlo e poi sedermici sopra finché non torna la cosa dal vivo. Ma sì, lo sto componendo ed è andato tutto bene.

Come hai trovato l'anno scorso?

Per prima cosa, a dicembre sono tornato dal tour con gli U2 e questo significava che avevo fatto cinque tour mondiali consecutivi dal 2015. Quindi avevo comunque intenzione di prendermi una pausa fino al 2023. Ovviamente non avevo in programma la cazzo di pandemia. Quindi, davvero, sono ancora nei tempi previsti. Non avevo intenzione di fare nulla. Come tutti, i primi tre mesi erano una cosa del tipo: "Oh, questo è un cazzo di romanzo ... è come essere in vacanza". Quando, però, è arrivata la seconda ondata, è stato dannatamente brutale. I miei figli hanno sofferto molto. Ho un ragazzino di 13 anni e a quell'età non sei proprio sicuro di chi tu sia e sviluppi il tuo carattere attraverso i tuoi compagni e la tua vita di tutti i giorni. Quando non hai una vita quotidiana, il tuo personaggio viene sviluppato da Internet. Non puoi uscire e mischiarti con i tuoi amici, tutto ciò che hai è il telefono, così ne diventi dipendente. È una cosa proprio potente per i giovani e per un po' l'abbiamo perso in favore del telefonino.

Come hai vissuto il lockdown? 

Ci ho lottato. Dio sa come deve essere per la maggior parte delle persone. Conduco una bella vita con una fottuta casa in campagna e tutto il resto e mi ha fatto impazzire. Celebrità del cazzo che vengono alla televisione e alla radio ogni giorno: 'Oh, questo è fantastico, lo adoro, cazzo ...'. Sputavo alla radio dicendo: 'Vaffanculo, fichetta!'. Non sono abbastanza le persone che stanno dicendo che questa che è successa è un cosa terribile. Ne ho odiato ogni giorno dalla seconda ondata, ma quello che mi ha infastidito di più è stato che nella prima ondata dicevano che ci sarebbe stata una seconda ondata e poi quando è arrivata non hanno fatto assolutamente niente per prepararcisi. Boris Johnson ha dimostrato di non essere il cazzo di uomo della crisi. Prima cosa, tanto per cominciare, fottuto idiota. Proprio all'inizio è fuori dai giochi per tre mesi. Aspetta un attimo, dov'è il cazzo di idiota che è pagato per fare le regole? Oh, è a letto perché è malato. Fi*a grassa.

Come ti sei intrattenuto?

Vivi un po' il Giorno della Marmotta quando sei in tour. È un po' lo stesso, ma è diverso perché sei in viaggio. Vivi nello stesso giorno, ma in un paese diverso. Questa cosa è vivere lo stesso giorno nella stessa fottuta casa. Penso di aver visto la stessa dozzina di persone per un anno. Non vedo mia mamma da un anno. Ho avuto la stessa conversazione con lei: prima ogni giorno, poi a giorni alterni, poi due volte alla settimana, poi una volta alla settimana, poi una volta ogni quindici giorni. È proprio così:

Ehi mamma.

Ehi amore.

Come stai?

Sto benissimo.

Che mi racconti?

Un bel niente. 

Cosa farai domani?

Un bel niente.

Va bene. Ti richiamo tra un po' di giorni, ciao. 

Non guardo la televisione, ma in qualche modo ci caschi perché  non c'è un cazzo altro da fare. Ho visto tutte le cose su Netflix, sai, Tiger King e Don't Fuck With Cats, ma le passi in rassegna in una notte. La cosa più importante era bere. Ho avuto un paio di pause dal dottore. Vai a vedere il dottore e gli dici (geme, ndr): "Ho questo fottuto dolore e mi sento una merda". E lui: "Hmmm, sì, non hai un bell'aspetto. Hai dormito?". "Naaa...". "Hai bevuto?". "Sììì...". "Quanto hai bevuto?". "Un casino". Al momento ci vado piano, ma non c'è nient'altro da fare.

Hai scritto molte canzoni durante il lockdown?

Nei primi tre mesi penso di aver scritto più canzoni in quel periodo di quante ne avrei mai fatte, ed è da qui che è nata l'idea del best of. Non credo che sarebbe uscito se non fosse stato per il lockdown. Era un'occasione per entrare in studio e fare alcune canzoni che avevo quasi completato, che pensavo andassero bene per un best of.

E le canzoni per il prossimo album?

Per fortuna ho ultimato i lavori per questo posto, quindi tutte le cose che ho scritto sono in procinto di metterle insieme. Direi che ho circa quattro o cinque nuovi brani che sono tutti in fase di demo, ma sono davvero buoni, davvero vari, pure. Quindi dal punto di vista creativo è andata bene.  

Le due nuove canzoni del best of, Flying On The Ground e We're On Our Way Now, sono un buon indicatore del prossimo album degli High Flying Birds?

Tende ad essere più acustico, in realtà. Ci saranno più tracce acustiche di quante ne farei io, e il motivo è che ho fatto quegli EP l'anno scorso ed ero nello stato d'animo incine a realizzare qualcosa di elettronico. Se non l'avessi fatto, il mio prossimo album sarebbe stato come quegli EP. Quindi questo mi ha dato una cosa contro cui reagire. È più acustico e molto più lento e un po' più d'atmosfera. È buono, però. Veramente buono. Ci sono anche alcuni pezzoni.

Com'è guardare indietro a questi dieci anni come artista solista?

Non sembrano dieci anni. Mi sono ricordato circa due settimane fa di una mia citazione,  una frase che ho detto a un giornalista. Questo giornalista che mi ha intervistato all'inizio (della carriera da solista, ndr) mi aveva chiesto come sarebbe stata e io ho detto: "Ho solo un piano, ed è che cambi continuamente". Volevo che la formazione cambiasse di continuo, non volevo essere in una band fissa. Ho dimenticato di averlo detto e in realtà, quando ci ripenso ora, sono rimasto fedele a quella cosa. Quindi, in questo senso, ne sono abbastanza soddisfatto. Bene. Devo andare a pisciare.

OK, grazie Noel.

Source: The New Cue

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Ascolta Flying on the Ground, il nuovo brano di Noel Gallagher diffuso oggi

Noel Gallagher ha pubblicato oggi un nuovo brano, Flying on the Ground, tratto da Back The Way We Came: Vol 1 (2011-2021), la raccolta che celebra il decennale degli High Flying Birds, il gruppo della carriera da solista dell'ex chitarrista degli Oasis.


Noel l'ha descritto come un brano che potrebbe scrivere Burt Bacharach se componesse per Motown o "come se i Supremes cantassero una canzone di Burt Bacharach". Il video del brano, con protagonisti Matt Smith e Gala Gordon e un cameo dello stesso Noel, sarà diffuso oggi alle 19.00 ora italiana (le 18.00 nel Regno Unito).


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domenica 6 giugno 2021

Noel Gallagher si racconta a The Australian: "Negli Oasis non mi divertivo più, ora ho una band multiculturale. Spotify? Una merda, ma boicottarlo è una battaglia persa"


L'ultima volta che ti ho visto, Noel, eri sul palco con la tua band in uno stadio qui a Brisbane. Cosa ricordi di quel tour in cui hai fatto da supporto agli U2?

È stato fantastico. Ho fatto un bel po' di quel tour mondiale e l'Australia è stata grandiosa. Quando sei in viaggio con 150 irlandesi, non tendi davvero a ricordare nulla di tutto ciò. Ci sono un sacco di cose del tipo "Dove siamo ora?", ma è sufficiente dire che ce la siamo proprio spassata. Il pubblico era fantastico e i ragazzi – gli U2 – sono stati fantastici. È stato un bel viaggio.

Quando ti viene fatta questo tipo di offerta, è un semplice "sì"?

È facile. In effetti per quel tour australiano penso che avrei potuto chiederglielo. Un giorno ero fuori a pranzo con The Edge (il chitarrista degli U2, ndr), in un ristorante qui a Londra. Mi stava dicendo che sarebbe andato in Australia a novembre, e gli ho detto: "Oh, no, il programma prevede che la mia tournée finisca all'inizio di ottobre. Sono in giro. Posso venire?' Stranamente ha detto solo "sì", e basta. Se solo la vita fosse così facile.

Prima di salire sul palco in un grande posto come quello, di fronte a chi pensi di suonare: le persone davanti? L'ultima fila? Da qualche parte nel mezzo?

Bene, immagino che una buona parte della folla degli U2 simpatizzerebbe, diciamo, per il suono di quello che faccio. Oasis e U2, a parte l'atteggiamento, non erano troppo distanti. Siamo tutti irlandesi; siamo rock da stadio. Non è troppo dissimile. Quindi abbiamo trattato l'intera cosa come una vacanza, in verità. Il sole splendeva e alcuni membri della band non erano mai stati in Australia; lo adoravano. E puoi vedere una delle più grandi band di tutti i tempi ogni sera, e vieni pagato. Non male.

Con il più grande schermo mai realizzato dall'umanità dietro di loro sul palco...

È letteralmente il posto più caldo della Terra. Puoi abbronzarti. 

C'è stato un momento nella tua vita in cui quel genere di cose – suonare di fronte a folle enormi – è diventato solo un altro giorno in ufficio per te?

Fammi vedere: abbiamo iniziato a fare stadi nel '95 e siamo arrivati fino al 2009. Sì, ci si fa l'abitudine, ma no, non l'ho mai dato per scontato. Ho sempre pensato che fosse un privilegio essere sul palco a guardare 60mila persone che trascorrono una serata fuori, e tu eri la colonna sonora di tutto ciò. Non ero mai nervoso, per niente. Quei concerti erano soliti tirare fuori il meglio di me, e non ci sono molte persone che possono dirlo; alcune persone ne hanno una vera paura, ma hanno tirato fuori il meglio di me, e chiunque ci abbia visto lo confesserà.

Mi piace tutto quello che faccio; non ha senso farlo se è una lotta. Sai, è per questo che gli Oasis non stanno insieme, perché è diventata una lotta. Ed è come: 'Beh, fanculo questa cosa! Questa dovrebbe essere una risata e una cosa facile'. Quello che faccio adesso è il mille per cento più divertente di quello che facevo allora. Questa dovrebbe essere la base della tua vita: se ti fa stare bene, fallo. Se ti fa sentire una merda, non farlo.

Puoi descrivere la sensazione che si prova in uno stadio pieno di gente che canta tutta insieme qualcosa che hai scritto da solo in una stanza da qualche parte?

È come essere fatti, ma sei sobrio. È il massimo, ma sei completamente consapevole di dove ti trovi e sei nella stanza con le persone. C'è un buon equilibrio da raggiungere, però, perché ci sono 50mila persone che trascorrono una serata in uno stadio, guardando cinque ragazzi al lavoro. Non vuoi proprio trascorrere una serata fuori, perché non riesci a fare il tuo lavoro per bene. Quindi c'è un equilibrio che devi raggiungere, cosa che mi sembrava di conseguire quasi tutte le sere. È, però, una vera cosa spirituale. Ognuno reagisce in modo diverso: alcuni membri della mia band si sentivano male fisicamente prima di salire sul palco; io ero l'esatto opposto, ma è un'esperienza piuttosto religiosa. Una volta che l'iniziale nervosismo di quando comincia un concerto era sparito, e tutti erano rilassati e coinvolti, cercavo espressamente di fare un passo indietro e di prendere tutto. Sapevo che non l'avrei fatto per sempre.

Verso la fine di quell'esibizione hai suonato (la canzone degli Oasis) Don't Look Back in Anger. Mi ha emozionato perché mi ha ricordato che quella canzone è stata usata come una sorta di servizio pubblico dopo l'attentato di Manchester del 2017. Se non vuoi parlarne dimmelo, ma se sei pronto: cosa ricordi di come tutto ciò si è svolto dal tuo punto di vista?

Beh, la notte dell'attentato mi è capitato di andare a letto presto. Il mio telefono ha iniziato a vibrare molto più di quanto faceva di solito. L'ho guardato e c'erano messaggi di miei amici da tutto il mondo che dicevano: "Spero che la tua gente stia bene". Ho messo su il telegiornale e ovviamente c'era stata una bomba e una terribile tragedia, ma quando la ragazza inizia a cantare la canzone durante la cerimonia commemorativa, i tuoi sentimenti sono in conflitto: sei incredibilmente orgoglioso che qualcosa che hai fatto sia diventato un modo per aiutare le persone a superare questo, ma poi è collegato a un vero evento tragico. Quindi non puoi montarti troppo la testa per questo, perché non dimentichiamo che le persone sono morte. È una cosa a doppio senso, davvero. È semplicemente incredibile che una canzone, qualsiasi canzone, possa unire le persone. Il fatto che fosse la mia canzone lo rende doppiamente sorprendente. Sedendosi e pensandoci su, è un po' quello che sono le mie canzoni: sono inclusive. Non riguardano me e non riguardano te; riguardano tutti noi. È una cosa meravigliosa, anche se collegata a un evento molto tragico.

Perché pensi che le persone cerchino le loro canzoni preferite in quel tipo di situazione, dopo una tragedia?

Perché in qualche modo – che si tratti della melodia o delle parole – possono in qualche modo dare un senso a tutto per le persone. Non ne sono sicuro; dovresti chiedere a qualcuno in particolare, ma la musica per me è una cosa così importante, potente, religiosa, spirituale. Perché le persone cantano inni in chiesa? Deve essere nella psiche umana cantare e proiettare qualcosa verso l'esterno. Quindi sì, è incredibile che sia iniziato spontaneamente; una ragazza ha iniziato a cantarla e tutti si sono uniti. È stato un momento fantastico.

Cosa ha significato per te vederlo in quel momento? 

Beh, mi è capitato di guardarlo dal vivo in televisione. Sono rimasto senza parole solo quattro volte nella mia vita: alla nascita dei miei tre figli e in quell'occasione. Non sai cosa provare. Inizialmente ti senti: 'Oh, porca puttana, assolutamente no!'. E poi vorresti che non stesse accadendo. Vorresti che la piazza fosse vuota e che la vita continuasse normalmente. Erano emozioni contrastanti.

Dove si colloca quel particolare episodio tra tutto ciò che hai ottenuto come artista nella tua vita?

Con quella canzone in particolare c'è una cosa che va ancora avanti. La canzone è stata utilizzata anche durante gli attentati di Parigi (nel 2015, ndr); alla partita che c'è stata due sere dopo (Francia-Inghilterra, ndr) una band ha suonato Don't Look Back In Anger. È triste che debba essere usata per unire le persone, durante eventi tragici, ma ovviamente aiuta le persone ad affrontare qualsiasi trauma stiano attraversando, e per me va tutto bene. Non mi lamento di questo. C'è, però, sicuramente... non lo so. Trovo difficile articolarlo, il che non è da me. Di solito riesco ad articolare la maggior parte delle cose, ma questo è difficile.

Parliamo oggi perché sono trascorsi dieci anni dal tuo album di debutto con la tua band, gli High Flying Birds. Stai cercando qualcosa di diverso nelle canzoni che stai scrivendo oggi, rispetto a quelle del primo album dei Birds?

Beh, ora tendo a scrivere di più in studio che a casa. Quindi, quando scrivi in studio, hai accesso a più strumenti. Non devi sederti a casa e pensare: "Forse se ci metto una drum machine...". Puoi farlo all'istante, così le idee si formano all'istante. Immagino che l'essenza di ciò che faccio sia sempre la stessa: è tutta una questione di melodia. La melodia è la cosa che conta. Le parole? Ehh, chi se ne frega delle parole? E poi, se mi viene un'idea, se sono abbastanza fortunato riuscirò a trasformarla in una canzone. Metterò insieme alcune di quelle idee, metterò insieme la band e poi ci uniamo tutti sull'idea. Alla fine ricade in una cosa degli High Flying Birds, ma la portata della produzione musicale della band è molto più ampia ora di quanto non sia mai stata negli Oasis.

È perché anche i tuoi orizzonti si sono ampliati? Sembri essere più interessato a molti generi diversi.

Non dipende da una cosa specifica. Gli Oasis erano una band che aveva un'identità molto chiara di cosa fosse e cosa dovesse essere. Ho scritto canzoni per adattarle all'ambiente circostante, che erano gli stadi. Non farai un'odissea jazz in un fottuto stadio pieno di giovani che si sono tolti le magliette; verresti linciato, cazzo! Ma quando ho incontrato (il produttore) David Holmes, mi ha suggerito: "Hai fatto tutto quello che potevi fare con quella chitarra acustica. Perché non provi a iniziare a fare la musica che ascolti davvero?". È quello che ho fatto, ed è da lì che che nasce Who Built the Moon?. E ora provo a sposare tutte le idee che ho. Scrivo ancora a casa, ma scrivo in studio. Alcune cose come We're On Our Way Now suonano come una melodia molto tradizionale di Noel Gallagher, ma la canzone è proprio bella, ed è così che è venuta fuori. Non sto scappando da questo. Quindi l'altro brano (Flying On the Ground) potrebbe essere come se i Supremes cantassero una canzone di Burt Bacharach. C'è di tutto sul tavolo. 

Qual è la tua impressione su come i tuoi muscoli di cantautore si siano rafforzati nel corso degli anni?

Sono davvero più rilassato al riguardo. Penso che lo streaming, in un modo strano, sia stato un bene per la creatività. Perché se nessuno compra più dischi, allora non devi cercare di vendere dischi. Puoi dannatamente dare piacere a te stesso, fare quello che vuoi, capisci? In questo modo è stato abbastanza liberatorio, ma è una cosa istintiva: non saprei spiegartelo, ma so quando qualcosa va bene, e di solito è la melodia. Se mi viene in mente una melodia che mi fa continuare a scrivere quella canzone, e continuo a rifinirla con lo scalpello, allora mi porterebbe a credere di averlo fatto così spesso in passato che la cosa deve avere un certo livello di bontà.

All'inizio con gli High Flying Birds eri preoccupato o preoccupato che i fan del tuo lavoro precedente e del tuo suono precedente potessero decidere di non unirsi al viaggio?

Beh, credetemi, una parte considerevole di loro non l'ha fatto (ride, ndr). Potrei essere stata l'unica persona al mondo a non essere rimasta sorpresa da questo. Se avessi pensato che avrei lasciato gli Oasis e avrei continuato a suonare negli stadi con gli High Flying Birds, non mi sarei preoccupato per un cazzo. Non volevo questo. L'ho fatto per i vent'anni precedenti. Volevo iniziare dal basso, ma è diventato molto grande molto rapidamente. Da allora mi sono sempre tirato indietro, perché ho fatto gli stadi, e sono fantastici, e l'ho adorato, ma è quasi una parte di un'altra vita. Ho fatto grandi tour nelle arene e sono fantastici. Mi è piaciuto anche quello, ma non ho mai avuto modo di fare teatri con gli Oasis, perché siamo passati dai locali notturni agli stadi in circa una settimana. Quindi ora sto facendo la cosa che non ho mai avuto modo di sperimentare, con una grande band multiculturale; ognuno porta un'atmosfera diversa in tavola. 

Ti ho chiesto dei tuoi muscoli per scrivere le canzoni; e i tuoi muscoli da esibizione? C'era bisogno di molti aggiustamenti per portare queste canzoni dei Birds nei concerti dal vivo?

Devo dire che esibirmi è la parte meno preferita di quello che faccio. E più invecchio, più non me ne può fregare di meno.

Ha a che fare con l'essere lontano da casa?

Beh, le persone creative sono sempre lontane da casa, perché vivono nella loro immaginazione. Mi piace farlo, ma non sono nato per esibirmi. Bono, per esempio. Probabilmente sono l'opposto di un Bono. Bono vuole che tutti si divertano. Non me ne frega un cazzo se qualcuno si diverte. Sono lì solo per cantare le canzoni e spero che la gente ci capisca. Ho un rapporto di amore/odio con l'esibizione. 

Tutti e tre i tuoi album con gli High Flying Birds sono andati alla posizione numero uno in Gran Bretagna, portando a dieci gli album di fila al primo posto per tutti voi (Oasis inclusi) ...

Questo è un record mondiale, lo sapevi?
Dieci album di fila al primo posto in Inghilterra sono nel Guinness dei primati. Nessuno può eguagliarlo. Nessuno!

Congratulazioni: è un risultato fantastico. 

Grazie mille. Se solo la mia fottuta moglie fosse lontanamente interessata a questo come chiunque altro...

Cosa significa per te quel tipo di record? 

Beh, mi dà la sicurezza (che serve) per andare a farne un altro, ma immagino che la serie debba finire ad un certo punto. Non ci penso. In realtà non ne ero a conoscenza finché qualcuno non me l'ha detto e ho ricevuto un premio per questo, ma significa che le mie canzoni nel corso degli anni sono state accettate da molte persone. Suono ancora le vecchie cose quando suono, e vengono bene come sempre; probabilmente adesso di più. Cerco di non pensare o pensare troppo a quello che faccio; lo faccio e basta. Il punto di riferimento è: ti piace? Sì? Bene, allora voltiamo pagina e facciamo qualcos'altro.

Sei stato uno dei tanti artisti britannici ad aver recentemente messo il tuo nome in una lettera aperta su come Spotify e altre piattaforme di streaming non corrispondano la loro giusta quota ai musicisti. È stato un "sì" facile per te?

Assolutamente sì. Non ho nemmeno letto la cazzo di lettera; il tizio mi ha semplicemente detto cosa c'era dentro e io ho detto: 'Sono dei vostri', ma sì, lo streaming non paga molto... sai, il cazzo di tizio che possiede Spotify (Daniel Ek, ndr) ora sta dicendo che comprerà l'Arsenal. Con i miei soldi! Con le mie cazzo di royalties! Se compra l'Arsenal, andrò giù e spoglierò uno dei ristoranti di tutti i suoi cazzo di mobili, perché me lo deve, quello stronzo! Ma la musica ora non è in vendita, è a noleggio, sai? Non sono mai stato a mio agio con quest'idea. Sono cresciuto in una generazione che possedeva la musica. E la qualità di Spotify è una merda. Sembra una merda; è una cattiva rappresentazione di ciò che è la tua musica. È una battaglia che nessuno di noi può vincere, quindi non ha senso boicottarlo, ma il governo dovrebbe dare un'occhiata a questa cosa, probabilmente vedrà che è gravemente ingiusto. Dubito, però, che il governo farà qualcosa; ora hanno altre cose per la testa.

Cos'altro hai osservato sulla natura mutevole dell'industria musicale da quando hai iniziato ad oggi?

C'è il fatto che, direi per un buon ottanta per cento delle classifiche, l'artista in questione probabilmente non scrive le proprie canzoni. È stato un grande cambiamento. Molti locali di piccole e medie dimensioni hanno chiuso in Inghilterra. E Internet, che ovviamente ha influenzato tutto, ha avuto un effetto negativo su tutto ciò che è creativo nel mondo.

Che cosa deprimente! Scusa. 

Bene, va tutto bene. È così e basta. Tutto è falso su Internet; l'unica cosa reale è il fottuto odio per il re e la divisione. Tutto il resto sono solo ... cazzate, ma è il mondo in cui viviamo, quindi i vecchi come me non verranno ascoltati da nessuno. Quindi fanculo. Ho fatto tutto bene e tendo a fare tutto bene. Se le persone non si iscrivessero a Spotify, non esisterebbe. C'è ovviamente un appetito per questo, quindi diamoci dentro, cazzo! Ma noi artisti vi posso assicurare che ci sentiamo un po' incazzati. Tutti, però, diranno: "Davvero? Quanti cazzo di jet privati ​​vuoi?". Al che direi: "Solo uno sarebbe carino".

Sei rimasto produttivo e attivo fino ai 50 anni d'età. Quali altri artisti rispetti per aver mantenuto una produzione creativa positiva fino a 50 anni d'età e oltre?

Penso che il principale tra questi sia Neil Young, a cui ancora non frega un cazzo, ancora oggi. Sono andato a trovare Neil Young con Bob Dylan un paio d'anni fa a Londra; hanno fatto un concerto di cui erano gli artisti principali. Bob Dylan è pazzo da morire, ma Neil Young ha ancora il fuoco. Lui è un grande. McCartney sta ancora facendo grandi cose. Il mio amico Paul Weller, cazzo! Non so nemmeno cosa dire di lui. Probabilmente sta scrivendo il suo quarto album oggi, proprio ora. Durante il mio ultimo tour mondiale, partecipavo al Festival di Roskilde, in Danimarca, ed ero secondo in cartellone dopo i Cure. Sono una delle mie band preferite, ma non li avevo mai visti in vita mia. Ho avuto la fortuna di poter salire sul palco e guardarli esibirsi e sono stati assolutamente incredibili. Quei ragazzi sono tutti più grandi di me, e ancora oggi suonano in modo dannatamente incredibile. E, naturalmente, è ovvio: gli U2. Tutti i grandi sono fantastici per un motivo: perché sono fantastici.

Sono contento che tu abbia menzionato Paul McCartney, che sta ancora pubblicando nuove cose interessanti a 78 anni. Lo trovi stimolante?

Assolutamente sì, ovviamente. Perché dovresti smettere? Voglio dire, l'unica cosa che fisicamente mi farebbe smettere di fare musica è se qualcuno mi tagliasse una mano. A parte questo, finché riesco a ottenere una melodia da qualcosa, sarò costretto a scrivere una canzone ... ma McCartney, Dio lo benedica. L'ho visto dal vivo un paio di anni fa ed era semplicemente il migliore che sia mai stato. Non cambia nessuna delle tonalità (quando canta); di solito, i vecchi iniziano ad abbassare un po' la tonalità. McCartney sta ancora cercando di farlo. Che tipo! Ma lui è uno dei Beatles, e sono i più grandi di tutti i tempi per il semplice motivo che i quattro ragazzi erano semplicemente fantastici. 

Infine, puoi nominare un musicista attivo attualmente che è enormemente sottovalutato e a cui le persone dovrebbero prestare maggiore attenzione?

A parte me? Non è un musicista, ma c'è una band del Regno Unito chiamata Young Fathers. Le persone dovrebbero prestare più attenzione a loro.

Source: The Australian - traduzione di oasisnotizie

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venerdì 4 giugno 2021

Video - Intervista sottotitolata a Noel Gallagher: "I miei approcci alla musica, elogi a band Strokes, Coral e Zutons e l'incontro con Tom Hanks"

Intervistato da Jools Holland sulla BBC il 14 maggio, Noel Gallagher ha commentato il decimo anniversario della fondazione degli High Flying Birds, ha ricordato l'incontro con Tom Hanks e la sua passione per Holy Mountain, ha rievocato i suoi approcci con il mondo della musica da ragazzino, ha scherzato su Charlotte, la suonatrice di forbici francese che ha militato nella band dell'ex Oasis, e ha scelto alcune delle migliori esibizioni avvenute negli anni a Later, il programma di Holland, citando band come Strokes, Coral e Zutons. 

Ecco il video con sottotitoli ITA by frjdoasis. 

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