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Nel disco si sentono diverse sonorità, dall'apertura morriconiana di "Everybody's on the run" al rock-blues di "Soldier boys and Jesus Freaks", una canzone che parla di guerra e religione. E ci sono anche alcuni brani scritti diversi anni fa, tirati fuori dal cassetto per l'occasione. Come "Stop the clocks" ad esempio, più volte annunciato e mai pubblicato. Perché? E qui non manca una piccola frecciata a Liam, l'unica in realtà di tutta la conferenza stampa: "Quel pezzo doveva finire prima in `Don't believe the truth´ e poi in `Dig out your soul´ ma non siamo mai riusciti a registrarla, mancavano le voci. Purtroppo mio fratello era troppo occupato per farle", dice l'artista con un sorriso sibillino. Tra i nuovi brani spicca anche il singolo "AKA…What a life", dalle tinte quasi dance. "Diciamo che non l'ho fatto apposta, ma in questa canzone ci sono gli echi delle nottate che ho passato da giovane all'Hacienda e di quella scena alternativa di Manchester". Di queste e altre cose "The Chief" ha parlato anche durante la videointervista con Rockol, che potete vedere qui sotto.
Dell'esordio solista si parlava da anni, anche se è arrivato solo adesso. Lui si giustifica così: "Non ne ho mai avuto la possibilità: nella mia vita c'erano prima di tutto gli Oasis, poi sono arrivati moglie e figli. Adesso ho tutto il tempo del mondo e non a caso ho fatto due dischi". Se per il primo ormai manca poco, per ascoltare l'altro ci vorrà invece un po' più di pazienza. Ma la curiosità non manca, visto che è stato registrato insieme agli Amorphous Androgynous, un collettivo di dj e produttori molto distanti dal genere di Noel. "Non so ancora quando uscirà: tutto dipende anche dal successo di questo, ma spero la prossima estate. Non è elettronico, ma sicuramente molto psichedelico. Comunque è bellissimo", aggiunge l'artista.
Quando gli chiedono come sta andando con suo fratello, "The chief" se la cava con una battuta. "Con quale dei due, Paul? Con lui tutto a posto, ci siamo sentiti ieri per parlare di calcio e andiamo perfettamente d'accordo. Se ti riferisci all'altro fratello è diverso. Non ci parliamo più, ma va bene così". Sarà mai possibile una reunion degli Oasis? "Non quest'anno. Ma se in futuro mi offrono un sacco di soldi per farlo forse potrei pensarci", ribatte lui. Non manca, come ovvio, qualche battuta sul calcio e sulla sua squadra del cuore, il Manchester City. "Balotelli mi piace molto, perché è matto. Gli altri calciatori sono così noiosi, lui invece può regalarti una sorpresa da un momento all'altro", sentenzia il musicista.
Noel sarà in Italia il 28 novembre per una data all'Alcatraz di Milano, andata sold out in pochi minuti: cosa dobbiamo aspettarci dal concerto? "Stare sul palco è la cosa mi preoccupa di più: in studio è facile, puoi fare le cose con calma, ma io non sono nato per fare il frontman, è una fottuta scocciatura. Comunque saremo in formazione abbastanza classica: io alla voce e alla chitarra insieme ad un altro chitarrista, poi basso, tastiera e batteria. Penso che sentirete anche qualcosa degli Oasis: non posso rinunciare a pezzi come `Don't look back in anger´. Quello spirito non se andrà mai, è rimasto anche nelle composizioni nuove. Dopotutto a scrivere le canzoni sono sempre io", conclude Noel.
(rockol.it)
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